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Concordato In Appello

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Provvedimenti

Concordato in appello: limiti del ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24020/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di concordato in appello. L'imputato contestava la quantificazione della pena, ma la Corte ha ribadito che tale accordo è impugnabile solo per vizi del consenso o difformità della decisione del giudice, non per rimettere in discussione la pena pattuita. Questa decisione consolida il principio secondo cui il concordato in appello ha un carattere largamente definitivo.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24004/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza basata su un "concordato in appello". La Corte ha ribadito che tale impugnazione è possibile solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo e non per contestare nel merito la mancata assoluzione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione condizionale: quando non si può ottenere
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante la mancata concessione della sospensione condizionale della pena. La Corte chiarisce che, in caso di concordato in appello, tale beneficio deve essere parte integrante dell'accordo tra le parti o la questione deve essere esplicitamente devoluta al giudice. In assenza di tali condizioni, il giudice non può concederla d'ufficio.
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Concordato in Appello: Limiti al Ricorso in Cassazione
Due individui ricorrono in Cassazione contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili, ribadendo che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare nuove doglianze, salvo vizi nella formazione della volontà o pena illegale. L'accordo, infatti, implica una rinuncia ai motivi di appello non concordati.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro una sentenza di secondo grado che applicava una pena ridotta a seguito di un concordato in appello. La Corte ha stabilito che, avendo l'imputata concordato la pena con la Procura Generale, non può successivamente contestarne la congruità. L'ordinanza chiarisce che l'accordo tra le parti preclude la possibilità di dolersi della dosimetria della pena, rendendo il relativo motivo di ricorso manifestamente infondato.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello, a seguito di un concordato in appello. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena limita la possibilità di impugnazione, escludendo i motivi rinunciati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di diversi imputati, alcuni dei quali avevano aderito al concordato in appello. La sentenza ribadisce che, in caso di accordo sulla pena, il ricorso è precluso se contesta i criteri di calcolo, a meno che la sanzione non sia 'illegale', ovvero diversa per specie o fuori dai limiti edittali. Per gli altri imputati, i ricorsi per estorsione aggravata dal metodo mafioso sono stati respinti per infondatezza e genericità.
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Concordato in appello: no nullità senza pregiudizio
La Cassazione chiarisce che l'accoglimento di un concordato in appello senza celebrare l'udienza orale precedentemente richiesta, pur essendo una procedura irrituale, non determina la nullità della sentenza se il ricorrente non dimostra un pregiudizio concreto e specifico. Il ricorso è stato rigettato perché la mera possibilità di rinegoziare l'accordo è stata ritenuta ipotetica.
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Ricorso inammissibile dopo concordato: la Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello per rapina e lesioni, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo di riqualificare il reato in furto con strappo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso in cassazione inammissibile, chiarendo che l'adesione al concordato preclude la possibilità di contestare i punti della sentenza che sono stati oggetto di rinuncia. La Corte ha inoltre ribadito che la violenza usata sulla persona prima dell'impossessamento del bene qualifica il reato come rapina e non come furto.
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Motivi nuovi appello: quando sono inammissibili?
Un imputato, dopo aver concordato la pena in appello per tentata estorsione e resistenza, ha presentato ricorso in Cassazione introducendo motivi nuovi appello relativi a una causa di non punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che i motivi nuovi devono essere collegati ai punti già impugnati e che il ricorso contro sentenze di 'patteggiamento in appello' è limitato a vizi procedurali specifici, escludendo la mancata valutazione di cause di proscioglimento.
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Concordato in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di secondo grado emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La decisione si fonda sulla specifica previsione normativa che esclude l'impugnabilità di tali sentenze, frutto di un accordo tra le parti processuali sulla pena. Il ricorrente, che aveva accettato la rideterminazione della pena in appello, viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, aveva raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite il cosiddetto "concordato in appello". Nonostante ciò, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando una mancata motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che le sentenze emesse a seguito di concordato possono essere impugnate solo per motivi specifici, non riscontrati nel caso di specie.
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Concordato in appello: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che aveva rideterminato la pena a seguito di un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che l'accordo tra le parti sulla pena, una volta ritenuto congruo dal giudice, preclude qualsiasi successiva contestazione sulla sua entità, rendendo il ricorso non esperibile.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la pena tramite concordato in appello, lamentava la mancata applicazione della continuazione tra reati. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena limita la possibilità di impugnazione e che la mancata applicazione della continuazione non costituisce un'ipotesi di 'illegalità della pena', concetto ristretto ai soli casi in cui la sanzione superi i limiti edittali previsti dalla legge.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. I motivi del ricorso sono stati giudicati oscuri e generici. La Corte ha ribadito che, in caso di pena concordata e non illegale, non sono ammesse doglianze sull'entità della stessa, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in Appello: Limiti al Ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a far valere motivi di appello precedentemente proposti, inclusa la richiesta di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. L'adesione al concordato in appello preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni a cui si è implicitamente rinunciato.
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Ricorso concordato in appello: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso concordato in appello, ribadendo che l'impugnazione è consentita solo per vizi specifici, come quelli relativi alla formazione della volontà, e non per motivi rinunciati o per censure sulla determinazione della pena, se legale. La decisione conferma la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23087/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro imputati contro una sentenza di patteggiamento in appello. La decisione ribadisce che, in caso di accordo sulla pena, il ricorso è possibile solo per vizi di volontà o procedurali, non per contestare il merito della decisione. Questa pronuncia chiarisce l'ambito di applicazione e i limiti dell'impugnazione del cosiddetto concordato in appello.
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Ricorso concordato in appello: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di patteggiamento in secondo grado. La Corte ribadisce che il ricorso concordato in appello può essere impugnato solo per vizi del consenso o difformità della pronuncia rispetto all'accordo, e non per motivi di merito rinunciati. La mancanza della firma del Presidente, se motivata, non costituisce nullità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza di concordato in appello. La Corte ribadisce che, una volta accettato l'accordo sulla pena, non è più possibile contestare la responsabilità penale nel merito, ma solo eccepire vizi specifici legati alla formazione della volontà o al contenuto dell'accordo stesso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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