LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Concordato In Appello

Pagina 139 di 40

Provvedimenti

Ricorso concordato in appello: limiti e motivi ammessi
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello) per un reato di lieve entità legato a stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che con il ricorso concordato in appello si rinuncia a far valere gran parte dei motivi di impugnazione. L'impugnazione è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o all'illegalità della pena, ma non per riesaminare questioni di merito come la possibilità di un'assoluzione.
Continua »
Concordato in appello: rigetto e motivazione implicita
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato una condanna per evasione. L'imputato lamentava la mancata valutazione di una proposta di concordato in appello finalizzata all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene la proposta non fosse stata menzionata esplicitamente, la Corte d'Appello aveva di fatto rigettato la richiesta motivando puntualmente le ragioni per cui l'art. 131-bis non era applicabile nel caso di specie, a causa della gravità della condotta e dei precedenti penali dell'imputato.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'imputato lamentava la mancata motivazione sul proscioglimento e sulla recidiva. La Corte ha stabilito che, aderendo al concordato, l'imputato rinuncia a tali motivi di appello, limitando la possibilità di ricorso a vizi della volontà o a illegalità della pena. Questa decisione ribadisce che il concordato in appello preclude la discussione su questioni di merito precedentemente rinunciate.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'imputato lamentava la mancata valutazione dei presupposti per un proscioglimento. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tali censure, essendo il ricorso limitato a specifici vizi come difetti del consenso o illegalità della sanzione.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da alcuni imputati avverso una sentenza di secondo grado emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Corte ha ribadito che, in tali casi, il ricorso è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o all'illegalità della pena, e non per contestare nel merito la motivazione, la qualificazione del reato o la misura della pena concordata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), aveva impugnato la sentenza lamentando l'eccessività della sanzione. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a contestarla, formando un "giudicato" sul punto che non può essere ridiscusso in sede di legittimità.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte ha chiarito che, accettando l'accordo, le parti rinunciano a contestare i punti concordati, inclusa la qualificazione giuridica del fatto, rendendo inammissibile un successivo ricorso basato su tali motivi.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza di patteggiamento in secondo grado, nota come concordato in appello. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, i motivi di impugnazione sono estremamente limitati e non possono riguardare aspetti del merito a cui si è implicitamente rinunciato. Il ricorrente è stato di conseguenza condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento in appello (art. 599 bis c.p.p.). L'ordinanza chiarisce che l'impugnazione è consentita solo per vizi specifici legati all'accordo e non per contestare la motivazione sulla responsabilità, motivo che si considera rinunciato con l'adesione al concordato stesso.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due ex amministratori condannati per bancarotta fraudolenta e reati fiscali. La Suprema Corte ha stabilito che la prescrizione per i reati tributari non era maturata prima della sentenza d'appello, a causa dei periodi di sospensione del processo. Ha inoltre chiarito che la mancata notifica di un atto a uno dei co-difensori costituisce una nullità intermedia, non assoluta, rendendo il ricorso inammissibile anche su questo punto. La sentenza conferma la condanna e l'obbligo per i ricorrenti di pagare le spese processuali.
Continua »
Concorso aggravanti: Cassazione su calcolo pena
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello di Milano in un caso di tentata rapina aggravata. L'annullamento è dovuto a un errore nel calcolo della pena derivante dal concorso aggravanti. Specificamente, l'aumento per la recidiva è stato calcolato in due terzi, superando il limite massimo di un terzo previsto dall'art. 63, comma quarto, del codice penale, quando coesiste con un'altra aggravante a effetto speciale. La Corte ha ribadito che anche le sentenze emesse a seguito di "concordato in appello" sono soggette a ricorso per cassazione se la pena applicata risulta illegale.
Continua »
Ricorso concordato in appello: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. Il ricorrente lamentava la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, che a suo dire era parte dell'accordo. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso sono tassativi e non includono censure sulla determinazione della pena, a meno che questa non sia illegale. Poiché la doglianza non rientrava nei casi previsti, il ricorso è stato respinto, confermando che il ricorso concordato in appello ha limiti di impugnazione ben definiti.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Suprema Corte ha ribadito che tale accordo sulla pena limita fortemente i motivi di impugnazione, escludendo censure sulla valutazione delle cause di proscioglimento e sulla motivazione della pena, a meno che questa non sia palesemente illegale.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di concordato in appello, ribadendo che la quantificazione della pena non è un motivo valido di impugnazione. L'ordinanza distingue tale posizione da quella di altri coimputati, i cui ricorsi, non essendo manifestamente infondati, sono stati rinviati per un esame più approfondito, disponendo la separazione processuale.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (cosiddetto concordato in appello), avevano impugnato la sentenza. La Corte ribadisce che l'accordo implica la rinuncia a contestare la responsabilità, la qualificazione del fatto e la misura della pena, limitando drasticamente i motivi proponibili nel successivo ricorso.
Continua »
Nullità processuale: quando eccepirla in udienza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la nullità processuale per l'assenza di un interprete durante l'udienza d'appello. La Corte ha stabilito che tale eccezione, rientrando nelle nullità di ordine generale, doveva essere sollevata immediatamente in udienza, data la presenza del difensore. Inoltre, è necessario dimostrare un pregiudizio concreto e attuale, non meramente potenziale, che in questo caso non è stato provato, anche perché la difesa aveva concordato la pena.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento in appello per il reato di rapina. Il ricorso era basato su un presunto vizio di motivazione relativo alla pena, ma la Corte ha ribadito che il cosiddetto 'concordato in appello' preclude la possibilità di contestare tali aspetti, salvo che la pena inflitta sia illegale. L'accettazione dell'accordo comporta la rinuncia a far valere vizi di motivazione.
Continua »
Ricorso concordato in appello: quando è inammissibile
Due imputati hanno proposto ricorso contro una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso concordato in appello inammissibile, specificando che l'impugnazione è consentita solo per vizi nella formazione della volontà, nel consenso del PM o per difformità della pronuncia rispetto all'accordo. I motivi legati alla valutazione della colpevolezza o alla misura della pena sono stati ritenuti non validi in questa sede.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
Un imputato ricorreva in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello emessa a seguito di un 'concordato in appello', lamentando l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che, dopo un accordo sulla pena, non è possibile contestare la sua entità, ma solo la sua eventuale illegalità o vizi procedurali legati alla formazione dell'accordo stesso. Il ricorso basato sulla mera discrezionalità della pena è, quindi, precluso.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (noto come concordato in appello), lamentavano l'illegalità della stessa per vizio di motivazione. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello preclude la possibilità di contestare in seguito questioni coperte dall'accordo, a meno che la pena inflitta non sia palesemente illegale, cioè al di fuori dei limiti previsti dalla legge.
Continua »