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Concordato In Appello

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Provvedimenti

Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29999/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di 'concordato in appello'. La Corte ha ribadito che l'impugnazione di tali sentenze è possibile solo per vizi procedurali specifici e non per contestare la valutazione della responsabilità o la determinazione della pena, consolidando la natura definitiva dell'accordo tra le parti.
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Ricorso in Cassazione 599-bis: quando è inammissibile
Due imputati, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (art. 599-bis c.p.p.), hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando l'entità della sanzione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, chiarendo che il ricorso in Cassazione 599-bis è consentito solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo o al consenso, e non per contestare nel merito la determinazione della pena, che costituisce un motivo di appello a cui si è rinunciato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello per reati di spaccio ed estorsione, aveva impugnato la sentenza chiedendo l'assoluzione. La Corte ha stabilito che l'adesione al concordato implica la rinuncia ai motivi relativi alla responsabilità, rendendo il ricorso non consentito e confermando la solidità del principio del patteggiamento in secondo grado.
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Concordato in appello: quando il giudice può rigettarlo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per usura aggravata, confermando la decisione della Corte d'Appello di respingere un concordato in appello. La sentenza stabilisce che il giudice può negare l'accordo sulla pena se la ritiene non congrua, basando la sua valutazione sulla gravità dei fatti emersi nel processo, senza necessità di una motivazione autonoma e dettagliata, potendo fare riferimento agli atti del giudizio.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello di Milano, emessa a seguito di un 'concordato' tra le parti ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso 599-bis è consentito solo per motivi tassativamente previsti, come vizi nella formazione della volontà delle parti, e non per contestazioni generiche sulla motivazione o sulla determinazione della pena.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e concordato appello
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza di concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che, in questi casi, l'impugnazione è possibile solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo, e non per contestare la mancata valutazione di cause di proscioglimento, poiché la richiesta di concordato implica una rinuncia ai motivi di appello non correlati.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello per il reato di possesso di documenti falsi, ha tentato di contestare la qualificazione giuridica del fatto. La Corte ha ribadito che l'accordo processuale implica la rinuncia ai motivi di appello, precludendo un successivo ricorso in Cassazione su tali punti, salvo il caso di pena illegale.
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Inammissibilità ricorso cassazione: quando e perché
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso cassazione presentato da due imputati. Il primo ricorso è inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato, in violazione dell'obbligo di difesa tecnica. Il secondo perché, avendo l'imputato accettato un concordato sulla pena in appello, ha di fatto rinunciato a contestare la propria responsabilità, rendendo il motivo di ricorso infondato. Entrambi vengono condannati al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati avverso una sentenza di patteggiamento in appello. La decisione si fonda sul principio che, a seguito di un concordato in appello, non è possibile riproporre in Cassazione i motivi di ricorso a cui si è rinunciato, come quelli sulla responsabilità penale. Il ricorso dopo un concordato in appello è dunque limitato a questioni non oggetto di rinuncia, come pene illegali o vizi di costituzionalità.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di applicazione pena su richiesta delle parti in appello, il cosiddetto "concordato in appello". La decisione si fonda sulla carenza di interesse del ricorrente, il quale aveva già ottenuto l'esito desiderato, e sulla non ammissibilità dei motivi sollevati, che non rientravano tra quelli consentiti dalla legge per impugnare questo tipo di sentenze.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente stipulato un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che l'accordo sulla pena in appello preclude la possibilità di un successivo ricorso per cassazione, limitando la cognizione del giudice di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Suprema Corte chiarisce che, aderendo all'accordo, l'imputato rinuncia a far valere motivi legati al merito, come la richiesta di proscioglimento, potendo contestare solo vizi legati alla formazione della volontà o al contenuto dell'accordo stesso.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito i ristretti limiti di ammissibilità del ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il caso riguardava un imputato che, dopo aver concordato la pena in secondo grado, ha presentato un ricorso 599-bis. La Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile, specificando che l'impugnazione è possibile solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o per una pronuncia difforme dall'accordo, e non per contestare la valutazione dei fatti o la determinazione della pena, se legale.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato avverso una sentenza di patteggiamento in appello. La decisione si fonda sul principio che, dopo un concordato in appello, l'impugnazione è consentita solo per vizi specifici, come difetti nella formazione della volontà o illegalità della pena, non per riesaminare questioni di merito già rinunciate con l'accordo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso concordato in appello: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento in secondo grado. L'analisi si concentra sui motivi del ricorso concordato in appello, stabilendo che non si può contestare la pena già accettata, ma solo vizi nella formazione della volontà o nel consenso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver siglato un concordato in appello per contrabbando, ha tentato di sollevare questioni di merito. La Corte ha ribadito che il concordato in appello implica una rinuncia a tali motivi, limitando la possibilità di ricorso a vizi specifici dell'accordo stesso.
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Competenza giudice esecuzione: quando decide il GIP?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice dell'esecuzione, in caso di sentenza d'appello che modifica quella di primo grado a seguito di un 'concordato', resta al giudice di primo grado se la modifica riguarda esclusivamente la pena (riforma quoad poenam). La competenza si trasferisce alla Corte d'Appello solo se la riforma incide su aspetti sostanziali, come il riconoscimento di circostanze attenuanti o l'esclusione di aggravanti. Di conseguenza, il ricorso del Procuratore è stato respinto.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Due imputati, dopo aver concordato la pena in appello rinunciando ai motivi, ricorrono in Cassazione. La Corte dichiara i ricorsi inammissibili, chiarendo che il concordato in appello preclude la possibilità di sollevare questioni di merito precedentemente abbandonate, salvo vizi dell'accordo o illegalità della pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (noto come concordato in appello) rinunciando ai motivi di merito, ha tentato di riproporre gli stessi in sede di legittimità. La Suprema Corte ribadisce che il concordato in appello limita fortemente i motivi di impugnazione, ammettendoli solo per vizi del consenso o per l'applicazione di una pena illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Un imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un vizio di motivazione nella sentenza di appello che aveva ratificato un concordato in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo processuale comporta la rinuncia a sollevare successive doglianze sui punti concordati, inclusa la carenza di motivazione.
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