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Callidità

Definizione

Indica una particolare astuzia o furbizia usata per commettere un reato. È un elemento che il giudice valuta negativamente perché dimostra una maggiore pericolosità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Applicazione della recidiva: la Cassazione rigetta il ricorso
L'Imputato ha presentato ricorso per Cassazione contro la sentenza d'appello, contestando l'applicazione della recidiva e il mancato contenimento della pena nei minimi edittali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la decisione impugnata, evidenziando che l'applicazione della recidiva trova piena giustificazione nel legame tra la nuova condotta e la precedente condanna. Questo elemento dimostra una persistente inclinazione criminale e una particolare astuzia nell'esecuzione del fatto. Di conseguenza, L'Imputato perde la causa, subisce la conferma della condanna originaria e deve pagare le spese del processo, oltre a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Reato di evasione: la scaltrezza cancella la tenuità del fatto
Un uomo, già gravato da precedenti penali, ha commesso per due volte a distanza di pochi giorni il reato di evasione dagli arresti domiciliari. La Corte d'appello lo ha condannato applicando l'aumento di pena per la continuazione. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e contestando il calcolo della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il carattere abituale della condotta impedisce l'applicazione della causa di non punibilità. Inoltre, la rapidità e la scaltrezza nel reiterare il reato di evasione giustificano pienamente l'aumento di pena stabilito nei gradi precedenti. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione dopo il controllo: niente particolare tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato a otto mesi di reclusione per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. L'imputato aveva richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno respinto la richiesta evidenziando la callidità della condotta: l'uomo era uscito di casa subito dopo il controllo delle forze dell'ordine, dimostrando una precisa volontà di eludere la sorveglianza. La Suprema Corte ha confermato la condanna e inflitto una sanzione pecuniaria.
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Diniego attenuanti generiche: astuzia e precedenti costano caro
Un uomo, con l'aiuto di un complice, commette un furto in modo astuto, nascondendo la merce e facendo pagare al complice solo un prodotto di scarso valore. Condannato, fa ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti. La Corte Suprema conferma la decisione dei giudici precedenti, stabilendo che il diniego attenuanti generiche è giustificato dalla particolare furbizia (callidità) dimostrata e dai numerosi precedenti penali dell'imputato per reati contro il patrimonio. Il ricorso viene quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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