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Azione Revocatoria Scissione Societaria

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Azione Revocatoria Scissione Societaria: Vince il Creditore
Una società creditrice agisce contro una società debitrice che, dopo la condanna al pagamento di un debito, aveva effettuato una scissione, trasferendo un immobile di valore a una nuova società. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: l'azione revocatoria sulla scissione societaria è pienamente ammissibile. Anche se la scissione è un'operazione di riorganizzazione neutra, può essere dichiarata inefficace nei confronti del creditore se rende più difficile o incerta la riscossione del credito. I rimedi specifici previsti dal diritto societario, come l'opposizione dei creditori, non escludono la possibilità di utilizzare questo strumento generale di tutela. La società debitrice ha quindi perso la causa.
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Azione revocatoria scissione societaria: la difesa
Una società creditrice agricola ha agito in giudizio contro la sua debitrice e altre società collegate per far dichiarare inefficace, tramite un'azione revocatoria, una scissione societaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle società beneficiarie, confermando che la scissione è un atto dispositivo che può pregiudicare i creditori. Di conseguenza, l'azione revocatoria per la scissione societaria è uno strumento valido che coesiste con altri rimedi specifici del diritto societario, come l'opposizione.
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Azione revocatoria scissione societaria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10478/2025, ha confermato che l'azione revocatoria per una scissione societaria è sempre ammissibile per tutelare i creditori. Un creditore, rappresentato dalla curatela fallimentare, aveva contestato una scissione che trasferiva un immobile di valore a una nuova società, riducendo la garanzia patrimoniale. La Corte ha stabilito che la revocatoria, che rende l'atto inefficace solo verso il creditore, può coesistere con l'opposizione preventiva. Ha inoltre ribadito che il giudice può fondare la sua decisione su una perizia di parte e su fatti notori, purché la motivazione sia adeguata.
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