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Atti Di Straordinaria Amministrazione

Definizione

Operazioni che modificano in modo significativo la consistenza del patrimonio, come vendere un immobile o contrarre un mutuo importante, e che spesso richiedono il consenso di entrambi i coniugi in comunione legale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Crediti post-concordato: quando sono “atti di straordinaria amministrazione”?
Un'Azienda Creditrice ha chiesto di essere ammessa al passivo di un Fallimento per crediti derivanti da servizi. Parte di questi servizi è stata eseguita dopo la domanda di concordato preventivo. Il Tribunale ha ammesso solo i crediti pre-concordato, ritenendo i successivi "atti di straordinaria amministrazione" privi di autorizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la qualificazione di un atto come di straordinaria amministrazione dipende dal suo impatto negativo sul patrimonio del debitore e sull'interesse dei creditori, non solo dall'importo. Il ricorso dell'Azienda Creditrice è stato respinto.
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Restituzione prestito in comunione legale: il pagamento a un solo coniuge libera il debitore?
Un ex-marito ha chiesto la restituzione del 50% di un prestito concesso con la sua ex-moglie, all'epoca in comunione legale, a dei parenti. I debitori avevano restituito l'intera somma alla sola ex-moglie dopo il divorzio della coppia. La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda. Ha stabilito che la Restituzione prestito in comunione legale a uno solo dei coniugi libera completamente il debitore, poiché il credito appartiene alla comunione e non ai singoli. Il marito avrebbe dovuto agire contro l'ex-moglie.
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Pagamenti non autorizzati nel concordato: l’errore che costa il fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato il fallimento di un'azienda che, dopo aver chiesto l'ammissione al concordato preventivo, aveva effettuato dei pagamenti non autorizzati a vecchi fornitori. L'azienda sosteneva che tali pagamenti fossero necessari per la continuità aziendale, ma non è riuscita a dimostrarlo in modo specifico. I giudici hanno stabilito che pagare debiti pregressi senza il via libera del tribunale costituisce un atto di straordinaria amministrazione vietato, che viola la parità di trattamento tra i creditori. Questo comportamento è stato considerato un atto in frode ai creditori, giustificando la revoca del concordato e la dichiarazione di fallimento.
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Atti di straordinaria amministrazione: il no al canone
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un Tribunale di rigettare la domanda di ammissione al passivo di un credito per canoni di locazione. Il contratto era stato stipulato da una società poi fallita mentre si trovava in concordato preventivo. Poiché l'atto, non autorizzato dal giudice, è stato qualificato come atto di straordinaria amministrazione in quanto pregiudizievole per i creditori, è stato ritenuto inefficace, escludendo così il diritto al pagamento dei canoni.
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Atti di straordinaria amministrazione: quando serve l’ok
La Corte di Cassazione conferma la dichiarazione di fallimento di una società per aver compiuto atti di straordinaria amministrazione senza l'autorizzazione del tribunale durante la procedura di concordato preventivo. La modifica di un contratto di affitto d'azienda, che ha ridotto le garanzie per i creditori, è stata considerata un atto pregiudizievole che ha reso inammissibile la proposta di concordato. La decisione sottolinea che ogni operazione che incide negativamente sul patrimonio destinato a soddisfare i creditori richiede un preventivo vaglio giudiziale.
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Atti di straordinaria amministrazione: il caso deciso
A una società di stampa è stato negato il carattere prededucibile del proprio credito nel fallimento di un'azienda cliente. La Cassazione ha confermato che la prosecuzione di un oneroso contratto di fornitura dopo la domanda di 'concordato con riserva' costituisce un atto di straordinaria amministrazione se non adeguatamente giustificato in funzione del piano di risanamento, rendendo il debito non privilegiato.
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Poteri rappresentante: limiti e contratti nulli
La Corte di Cassazione ha stabilito che i contratti stipulati dal legale rappresentante di un ente ecclesiastico, senza le necessarie autorizzazioni previste dal diritto canonico per atti di straordinaria amministrazione, sono inefficaci. Questa inefficacia è opponibile ai terzi, a prescindere dalla loro buona fede, in virtù della specifica disciplina (L. 222/1985). La Corte ha chiarito che non si applica il principio generale dell'apparenza del diritto. Inoltre, ha precisato che i documenti contabili, in cui il rappresentante riconosce di aver ricevuto somme, hanno valore di riconoscimento del debito, invertendo l'onere della prova sulla destinazione dei fondi.
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Pagamenti revocatoria fallimentare: la sentenza
Una sentenza del Tribunale di Roma affronta il tema dei pagamenti in revocatoria fallimentare, distinguendo tra pagamenti anteriori e successivi alla domanda di concordato preventivo. Il tribunale ha dichiarato inefficace un pagamento di 12.500 euro, effettuato durante la procedura di concordato, qualificandolo come atto di straordinaria amministrazione non autorizzato perché superiore al compenso pattuito e versato in anticipo. Al contrario, ha ritenuto legittimo un precedente pagamento di circa 4.800 euro, in quanto rientrante nelle esenzioni previste per le prestazioni professionali funzionali all'attività d'impresa.
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