La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Imputata condannata per ricettazione e falso in assegno circolare. La Suprema Corte ha confermato la condanna per ricettazione, ritenendo infondate le contestazioni sulla responsabilità e sulla prescrizione. Tuttavia, ha accolto il ricorso per il reato di falso in assegno circolare. Ha stabilito che, a seguito della depenalizzazione introdotta dal D.Lgs. 7/2016, la falsificazione di un assegno circolare non trasferibile non costituisce più reato, ma un illecito civile. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata parzialmente per il reato di falso e la pena è stata rideterminata.
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