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Articolo 35-Ter Ordinamento Penitenziario

Definizione

La disposizione di legge che introduce rimedi risarcitori, come sconti di pena o indennizzi economici, per i detenuti che hanno subito condizioni di carcerazione contrarie ai diritti umani.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risarcimento per disumana detenzione: quando il ricorso fallisce
Il Detenuto ha richiesto il risarcimento per disumana detenzione ai sensi dell'articolo 35-ter dell'ordinamento penitenziario, sostenendo di aver subito un sovraffollamento in cella contrario ai diritti umani. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Le verifiche tecniche hanno accertato che lo spazio individuale disponibile era di 4,22 metri quadrati, ampiamente superiore al limite minimo di 3 metri quadrati stabilito dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. La struttura garantiva inoltre luce naturale, aerazione, acqua calda e libertà di movimento. Il Detenuto è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
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Reclamo condizioni detentive: risarcimento negato senza prove
Il Detenuto ha presentato un reclamo per ottenere un risarcimento a causa delle condizioni di carcerazione subite. Tuttavia, la domanda indicava solo i periodi e i luoghi di detenzione, senza descrivere le concrete sofferenze o violazioni subite. Il Magistrato di Sorveglianza ha dichiarato inammissibile la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che per l'ammissibilità del Reclamo condizioni detentive non basta elencare dove e quando si è stati in cella, ma occorre descrivere dettagliatamente le specifiche carenze igieniche o di spazio subite. Di conseguenza, il ricorso del Detenuto è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Giudicato esecutivo e diritti dei detenuti: la svolta
Il Detenuto ha richiesto i rimedi risarcitori per condizioni di detenzione inumane. Il Tribunale di Sorveglianza ha dichiarato inammissibile la domanda, ritenendo che il precedente rigetto del 2019 creasse un giudicato esecutivo insuperabile, nonostante un successivo mutamento favorevole della giurisprudenza delle Sezioni Unite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Detenuto, stabilendo che il giudicato esecutivo opera solo "rebus sic stantibus". Di conseguenza, un nuovo orientamento giurisprudenziale basato su principi costituzionali o europei costituisce un elemento di novità idoneo a superare la preclusione. La Corte ha annullato l'ordinanza con rinvio per un nuovo esame.
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Articolo 35-ter ordinamento penitenziario: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso relativo all'Articolo 35-ter ordinamento penitenziario. Un detenuto contestava le condizioni di permanenza in alcuni istituti, ma basava le sue lamentele su fatti di cronaca e articoli di giornale, cercando un riesame nel merito vietato in sede di legittimità.
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