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Albo Nazionale Gestori Ambientali

Definizione

Un registro pubblico in cui devono essere iscritte tutte le imprese che svolgono attività di gestione dei rifiuti, come la raccolta e il trasporto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Gestione non autorizzata di rifiuti: ambulante o reato penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conducente condannato per il reato di gestione non autorizzata di rifiuti. L'uomo trasportava sul proprio autocarro rifiuti ferrosi e pericolosi senza la necessaria iscrizione all'Albo dei Gestori Ambientali. L'imputato lamentava la celebrazione dell'appello con rito scritto e invocava la deroga prevista per il commercio ambulante. I giudici hanno confermato che la richiesta di discussione orale era tardiva e non eccepita tempestivamente in udienza. Inoltre, la Corte ha chiarito che la deroga per ambulanti non si applica ai rifiuti pericolosi né a chi non dimostra l'effettiva licenza di commercio. Il ricorrente perde definitivamente il ricorso e subisce la condanna al pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Abbandono illecito di rifiuti: condannato l’amministratore
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per abbandono illecito di rifiuti a carico dell'amministratore unico di una società edile. L'imputato si difendeva attribuendo la condotta a terzi e dichiarandosi ignaro della revoca dell'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali. I giudici hanno respinto la tesi difensiva valorizzando la titolarità del mezzo aziendale utilizzato, la corrispondenza dei residui con l'attività societaria e il mancato controllo imposto dalla carica direttiva. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Responsabilità produttore rifiuti: condanna anche con trasportatore autorizzato
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini della responsabilità del produttore di rifiuti. Una titolare d'azienda era stata condannata per aver affidato lo smaltimento di rifiuti elettronici a una società di trasporti regolarmente iscritta all'Albo, la quale però aveva utilizzato un veicolo non specificamente autorizzato. La Suprema Corte ha stabilito che la responsabilità del produttore rifiuti include l'onere di verificare che il mezzo di trasporto impiegato sia tra quelli indicati nell'autorizzazione del trasportatore. Tuttavia, ha riqualificato il reato in una fattispecie meno grave, poiché l'irregolarità riguardava solo il mezzo e non l'autorizzazione generale dell'azienda, riducendo così la sanzione da 2.000 a 750 euro di ammenda.
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Trasporto illecito di rifiuti: sequestro per gli sfalci
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un autocarro utilizzato per il trasporto illecito di rifiuti, costituito da sfalci e potature. Il ricorrente operava senza la necessaria iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali. La difesa sosteneva che i materiali non fossero rifiuti ma sottoprodotti agricoli, tuttavia non è stata fornita prova del loro effettivo reimpiego in cicli produttivi autorizzati. La Corte ha inoltre negato l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, evidenziando la natura non occasionale della condotta e il volume significativo dei materiali trasportati.
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