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aggravante agevolativa mafiosa

Definizione

Aumento di pena applicato quando un reato viene commesso con lo scopo specifico di favorire l'attività di un'associazione mafiosa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Favoreggiamento personale aggravato: il prezzo dell’ospitalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per favoreggiamento personale aggravato dalla finalità di agevolare un'associazione mafiosa. L'imputato aveva ospitato nella propria abitazione un noto esponente di spicco della criminalità organizzata locale in stato di latitanza. Le forze dell'ordine avevano rinvenuto nell'abitazione un borsone chiuso contenente gli effetti personali del latitante. La difesa sosteneva l'illogicità della motivazione e l'insussistenza dell'aggravante mafiosa. I giudici di legittimità hanno invece confermato la decisione dei gradi precedenti: la presenza del borsone dimostra sia la volontà di fermarsi sia la prontezza a fuggire. Inoltre, la notorietà del latitante prova la consapevolezza dell'imputato di agevolare l'intera organizzazione criminale. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Traffico di stupefacenti: ruoli diversi ma condanna unica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e spaccio, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa. L'imputato contestava la sua partecipazione all'organizzazione, sostenendo che la varietà delle sue condotte fosse incompatibile con il ruolo di partecipe. I giudici di legittimità hanno respinto la tesi, definendola priva di logica, e hanno rilevato la genericità dei motivi di ricorso, i quali si limitavano a un mero dissenso senza contestare concretamente le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Aggravante agevolativa mafiosa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato due casi connessi di reati con l'aggravante agevolativa mafiosa. Ha confermato la condanna per un pubblico ufficiale per rivelazione di segreti, ritenendo provato l'intento di favorire un clan. Al contrario, ha annullato la condanna per una donna accusata di compravendita di voti con la stessa aggravante, a causa di una motivazione insufficiente sulla prova del dolo specifico di agevolare l'associazione criminale, rinviando il caso per un nuovo esame.
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