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Aggravamento Misura Di Prevenzione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Aggravamento Misura di Prevenzione: Ergastolo batte Buona Condotta
La Corte di Cassazione ha confermato l'aggravamento misura di prevenzione per un soggetto già sorvegliato speciale. La difesa sosteneva che la sua pericolosità non fosse più attuale, data la buona condotta tenuta durante un lungo periodo di detenzione. I giudici hanno invece stabilito un principio chiaro: una successiva condanna all'ergastolo per reati gravissimi costituisce un 'fatto nuovo' che dimostra un aumento della pericolosità sociale. Questo nuovo elemento giustifica l'inasprimento della misura, rendendo irrilevante, in questa fase, il comportamento tenuto in carcere. La buona condotta potrà essere valutata solo in un'eventuale, e diversa, richiesta di revoca della misura.
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Aggravamento Misura di Prevenzione: Stesso Fatto, Doppia Sanzione?
Un soggetto, già sottoposto a sorveglianza speciale, viene indagato per un nuovo reato di mafia. Questo fatto viene usato prima per riattivare la misura sospesa e poi per disporne un aggravamento. La difesa lamenta la violazione del principio del 'ne bis in idem' (non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto). La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'aggravamento misura di prevenzione è legittimo. I due procedimenti, infatti, hanno scopi diversi: il primo valuta la persistenza della pericolosità, il secondo il suo aumento. Pertanto, usare lo stesso fatto per due valutazioni distinte non viola alcuna norma.
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Aggravamento misura di prevenzione: i requisiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro la revoca di un aggravamento misura di prevenzione. La sentenza chiarisce che una singola violazione, anche se penalmente rilevante, non è sufficiente per l'aggravamento, a meno che non si dimostri l'esistenza di 'gravi esigenze di ordine e sicurezza pubblica', presupposto non riscontrato nel caso specifico.
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Aggravamento misura di prevenzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un provvedimento di aggravamento misura di prevenzione nei confronti di un soggetto già sottoposto a sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che la competenza a decidere sull'aggravamento spetta al giudice che ha emesso la misura originaria e che nuovi reati, come quelli in materia di armi e droga, giustificano l'incremento della pericolosità sociale e, di conseguenza, l'aggravamento della misura stessa.
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