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addendum

Definizione

Un documento che viene aggiunto a un contratto già esistente per modificarlo o integrarlo, con il pieno accordo di tutte le parti coinvolte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia Tacita alla Forma Scritta: Accordo Valido Senza Firma
Una società licenziante ha citato in giudizio un editore per violazione dei diritti d'autore, sostenendo che la distribuzione di una collana d'arte avvenisse a condizioni non autorizzate. L'editore si è difeso sulla base di un accordo modificativo (addendum) che la società licenziante riteneva nullo perché non firmato, nonostante il contratto originale richiedesse la forma scritta per ogni modifica. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'editore, stabilendo che le parti, con il loro comportamento successivo (scambi di email e attuazione dell'accordo), avevano manifestato una chiara volontà di superare il vincolo formale. Si è quindi verificata una rinuncia tacita alla forma scritta, rendendo l'addendum pienamente valido ed efficace.
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Caparra confirmatoria e recesso per inadempimento
Un acquirente versa una caparra confirmatoria per un immobile in costruzione. A seguito di ritardi, le parti fissano un termine essenziale in un addendum. Il costruttore non rispetta la scadenza, e l'acquirente esercita il recesso. Il Tribunale accoglie la domanda, condannando il costruttore a versare il doppio della caparra, confermando che il mancato rispetto del termine pattuito costituisce un grave inadempimento.
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Clausola vessatoria: quando è valida senza firma?
Una piccola azienda contesta una clausola vessatoria (foro competente) in un contratto con una multinazionale, sostenendo fosse imposta. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando che la presenza di trattative individuali, anche se su altre parti del contratto, esclude l'applicazione dell'art. 1341 c.c. e rende valida la clausola vessatoria.
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Rinuncia alla procura: l’appello non è a rischio
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia alla procura da parte del difensore dell'appellato non può causare l'inammissibilità dell'appello. In base al principio di 'perpetuatio dell'ufficio', il difensore rinunciante mantiene i suoi poteri e doveri processuali fino alla sua effettiva sostituzione, garantendo così la continuità della difesa e la validità degli atti processuali. La Suprema Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'appello dell'Agente di Riscossione per un vizio di rappresentanza della controparte.
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