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Acquiescenza — Anno 2026

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Altri anni per Acquiescenza

Provvedimenti

Ultrapetizione: i limiti del giudice in appello
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di indebito riconoscimento di crediti IVA in appello, configurando il vizio di Ultrapetizione. Una società di costruzioni aveva subito un controllo automatizzato che disconosceva crediti IVA e IRES per omessa dichiarazione. Sebbene il giudice di primo grado avesse confermato il diniego sul credito IVA, la Commissione Tributaria Regionale lo aveva invece riconosciuto, nonostante la società non avesse presentato appello incidentale. La Suprema Corte ha cassato la decisione, stabilendo che il giudice non può decidere su punti della sentenza non impugnati dalle parti.
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Comunicazione di irregolarità: prova e termini
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate confermando l'annullamento di una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato. Il cuore della disputa riguardava la tempestività del pagamento delle rate e la riduzione delle sanzioni, condizionata dalla data di ricezione della comunicazione di irregolarità. L'amministrazione finanziaria non è stata in grado di fornire prova certa della consegna dell'avviso bonario, poiché le schermate informatiche prodotte non sono state ritenute equivalenti all'avviso di ricevimento con timbro postale. La Corte ha ribadito che l'onere della prova sulla data di notifica spetta all'ente creditore.
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società di comodo IVA: le regole per il rimborso
L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso IVA a una società ritenuta non operativa. La Cassazione, recependo i principi della Corte di Giustizia UE, chiarisce che la disciplina sulla società di comodo IVA non può negare automaticamente il credito basandosi solo su soglie di ricavi, richiedendo invece una verifica sull'effettività dell'attività economica.
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APE Sociale e lavoro: ok con rioccupazione breve
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto all'APE Sociale non viene meno in caso di rioccupazione successiva con un contratto di lavoro di durata inferiore a sei mesi. Tale periodo lavorativo, infatti, sospende e non interrompe lo stato di disoccupazione, che rimane collegato alla precedente cessazione del rapporto di lavoro principale. La decisione conferma l'orientamento favorevole ai lavoratori, respingendo il ricorso dell'ente previdenziale.
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Somministrazione a termine PA: Danno senza 36 mesi
La Corte di Cassazione stabilisce che l'abuso della somministrazione a termine PA si configura con la sola violazione dei requisiti di temporaneità, dando diritto al risarcimento del danno anche se non si superano i 36 mesi di contratto. La Corte d'Appello aveva erroneamente negato il risarcimento basandosi solo sulla durata. La Cassazione cassa la sentenza e rinvia, affermando che la mancanza di cause eccezionali è sufficiente a provare l'illecito.
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Soggetto passivo TARI: chi paga in caso di affitto?
Una società che gestiva un ristorante all'interno di un circolo sportivo tramite un contratto di affitto di ramo d'azienda è stata ritenuta l'unico soggetto passivo TARI. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della tassa sui rifiuti, è irrilevante il controllo esercitato dal concedente sull'attività. Ciò che conta è la detenzione effettiva dei locali in cui vengono prodotti i rifiuti. Pertanto, spetta all'affittuario, in quanto detentore, pagare il tributo, e non al proprietario del complesso sportivo. La sentenza chiarisce che gli accordi contrattuali privati non possono modificare l'identità del soggetto passivo TARI nei confronti del Comune.
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