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Accertamento Basato Su Valori Omi

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento basato su valori OMI: il Fisco vince con gli indizi
L'Agenzia delle Entrate ha rettificato le tasse di una società immobiliare e dei suoi soci, contestando la vendita di alcuni immobili a prezzi inferiori rispetto al valore reale. Il giudice d'appello ha annullato in parte gli atti impositivi, ritenendo che l'ufficio si fosse basato solo sulle quotazioni dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che un accertamento basato su valori OMI non può reggersi solo su queste statistiche, ma è valido se l'amministrazione finanziaria unisce alle quotazioni altri indizi gravi, precisi e concordanti, come annunci di vendita, indagini bancarie e mutui di importo superiore al prezzo dichiarato. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame complessivo delle prove.
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Accertamento basato su valori OMI: rogito basso contro perizia reale
L'Agenzia delle Entrate ha rettificato i ricavi di un'impresa edile, contestando la vendita di tre immobili a prezzi inferiori al valore reale. Per due immobili, i mutui degli acquirenti superavano di molto il prezzo dichiarato. Per il terzo, il fisco ha utilizzato un accertamento basato su valori OMI, supportato da una perizia che attestava lo stato medio-buono dell'edificio. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'atto. La Corte ha ribadito che l'accertamento basato su valori OMI non può reggersi solo sulle quotazioni dell'Osservatorio, ma necessita di ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti. Nel caso specifico, la perizia sullo stato dell'immobile ha costituito il riscontro necessario per confermare la sottofatturazione. Un socio ha estinto la sua posizione tramite definizione agevolata, mentre la società e l'altro socio sono stati condannati.
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Accertamento basato su valori OMI: il Fisco perde senza prove
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento fiscale immobiliare. Un accertamento basato su valori OMI non è legittimo se si fonda unicamente sulla differenza tra il prezzo di vendita dichiarato e le quotazioni dell'Agenzia delle Entrate. L'Ufficio Fiscale deve fornire ulteriori elementi di prova, che devono essere gravi, precisi e concordanti, per dimostrare l'esistenza di un maggior ricavo. Nel caso specifico, una società di costruzioni aveva ricevuto un avviso di accertamento per aver venduto immobili a prezzi inferiori ai valori OMI. La Corte ha annullato la decisione precedente perché basata su una motivazione apparente, che non spiegava perché lo scostamento dai valori OMI fosse, da solo, sufficiente a giustificare la pretesa fiscale. La vittoria va quindi alla società contribuente.
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