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Voluntary disclosure: diritto al rimborso euroritenuta

La Corte di Cassazione ha stabilito che il contribuente che aderisce alla voluntary disclosure ha diritto al rimborso dell’euroritenuta versata all’estero. Il caso riguardava un erede che chiedeva la restituzione delle somme trattenute in Svizzera su redditi emersi tramite la procedura di collaborazione volontaria. L’Amministrazione finanziaria aveva negato il rimborso equiparando la procedura all’accertamento con adesione, ma la Suprema Corte ha chiarito che il divieto di doppia imposizione, sancito dalla normativa europea, prevale sulle limitazioni interne.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Voluntary disclosure: il diritto al rimborso dell’euroritenuta

La procedura di voluntary disclosure è stata introdotta per consentire ai contribuenti residenti in Italia di regolarizzare le attività finanziarie detenute all’estero. Un punto centrale del dibattito giuridico riguarda la possibilità di recuperare le imposte già versate nello Stato estero, la cosiddetta euroritenuta, per evitare una doppia tassazione.

Il contesto normativo e il conflitto

Il caso nasce dal diniego opposto dall’Amministrazione finanziaria alla richiesta di rimborso presentata da un contribuente che aveva aderito alla voluntary disclosure. L’ufficio sosteneva che, non essendo i redditi stati indicati nella dichiarazione originaria, non fosse possibile applicare il credito d’imposta previsto dall’Art. 165 del T.U.I.R. Inoltre, il Fisco equiparava la collaborazione volontaria all’accertamento con adesione, rendendo l’accordo intangibile una volta concluso.

La decisione della Cassazione sulla voluntary disclosure

La Suprema Corte ha ribaltato l’orientamento restrittivo, stabilendo che il diritto al rimborso dell’euroritenuta è pienamente compatibile con la voluntary disclosure. I giudici hanno chiarito che le norme europee, in particolare la Direttiva 2003/48/CE, mirano a garantire la neutralità fiscale dei flussi transfrontalieri. Impedire il rimborso significherebbe infliggere una sanzione indiretta non prevista dalla legge e contraria ai principi di proporzionalità.

Differenze tra istituti giuridici

Un passaggio fondamentale della sentenza riguarda la distinzione tra la voluntary disclosure e l’accertamento con adesione. Mentre il secondo presuppone un contraddittorio su violazioni già contestate, la prima è una denuncia spontanea del contribuente. Pertanto, l’irretrattabilità della dichiarazione non può estendersi al diritto di recuperare imposte versate in eccesso o indebitamente.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la propria decisione sulla prevalenza del diritto comunitario e convenzionale rispetto alle norme interne. L’Art. 10 del d.lgs. n. 84 del 2005, attuativo della direttiva europea, prevede espressamente il diritto al rimborso qualora la ritenuta estera superi il credito d’imposta spettante in Italia. La voluntary disclosure, pur essendo una procedura speciale e agevolativa, non può derogare al principio cardine del divieto di doppia imposizione. La mancata indicazione iniziale dei redditi in dichiarazione è sanata proprio dalla procedura di emersione, che equipara i redditi emersi a quelli dichiarati ai fini del riconoscimento dei crediti d’imposta.

Le conclusioni

In conclusione, il contribuente che regolarizza la propria posizione tramite la voluntary disclosure conserva il diritto di richiedere il rimborso delle imposte assolte all’estero. Questa interpretazione assicura che il carico fiscale complessivo rimanga equo e conforme ai trattati internazionali. La sentenza rappresenta un precedente fondamentale per tutti i soggetti che hanno partecipato a procedure di emersione e si sono visti negare la restituzione di somme trattenute da intermediari esteri, confermando che la trasparenza fiscale non deve tradursi in un prelievo duplicato e ingiustificato.

Chi aderisce alla voluntary disclosure può recuperare le tasse pagate all’estero?
Sì, la Cassazione ha confermato che il contribuente ha diritto al rimborso dell’euroritenuta per evitare una doppia tassazione illegittima.

La voluntary disclosure è uguale all’accertamento con adesione?
No, sono istituti diversi. La collaborazione volontaria non preclude il diritto al rimborso delle imposte già versate fuori dai confini nazionali.

Cosa succede se l’Amministrazione finanziaria nega il rimborso?
Il contribuente può impugnare il diniego o il silenzio-rifiuto, facendo valere la prevalenza delle norme europee sul diritto interno.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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