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Transfer pricing: onere della prova e costi inerenti

La Corte di Cassazione interviene in materia di transfer pricing chiarendo la ripartizione dell’onere probatorio. L’Amministrazione Finanziaria deve dimostrare l’esistenza di transazioni a prezzi non di mercato, ma se utilizza metodi comparativi (TNMM) deve garantire l’omogeneità dei campioni. La sentenza accoglie inoltre i motivi relativi alla deducibilità di costi legali non sufficientemente motivati come inerenti e all’omessa pronuncia su operazioni in regimi fiscali privilegiati.

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Pubblicato il 20 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Transfer pricing: la Cassazione su onere della prova e inerenza

Il tema del transfer pricing rappresenta una delle sfide più complesse nel diritto tributario internazionale. Recentemente, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi con un’ordinanza che definisce i confini dell’onere probatorio a carico dell’Amministrazione Finanziaria e le condizioni per la deducibilità dei costi infragruppo.

I Fatti

Il caso trae origine da una verifica fiscale condotta nei confronti di una nota holding italiana operante nel settore alimentare. L’ufficio contestava tre punti fondamentali: il mancato riaddebito alle consociate estere (USA e UK) dei costi sostenuti per la tutela e promozione di un marchio di proprietà della casa madre; l’indeducibilità di costi per servizi legali ritenuti resi nell’interesse esclusivo delle controllate; la violazione della disciplina sui costi legati a operazioni in paesi black list.

In secondo grado, la Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla società, ritenendo che i campioni di comparazione usati dal fisco non fossero idonei e che i costi legali fossero comunque inerenti all’attività della holding.

La Decisione

La Suprema Corte ha adottato una decisione articolata. Ha dichiarato inammissibile il motivo relativo al transfer pricing, confermando che la valutazione sulla comparabilità delle aziende (necessaria per applicare il metodo TNMM) è una questione di fatto riservata ai giudici di merito.

Al contrario, la Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda l’inerenza dei costi legali e l’omessa pronuncia sui costi black list. La sentenza di appello è stata dunque cassata con rinvio per un nuovo esame di questi specifici profili.

Le Motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla rigorosa applicazione del principio di inerenza e sulla correttezza metodologica delle analisi comparative.

Per quanto riguarda il transfer pricing, la Corte ha ribadito che l’Amministrazione ha l’onere di provare che le transazioni infragruppo siano avvenute a un prezzo inferiore al valore normale. Tuttavia, se i giudici di merito accertano che i soggetti scelti per la comparazione operano in settori diversi o hanno dati temporali non omogenei, l’accertamento decade.

Sull’inerenza dei costi legali, la Corte ha censurato la decisione precedente perché non aveva verificato se la società avesse effettivamente dimostrato il legame tra le consulenze e l’attività d’impresa della holding, limitandosi a riportare sinteticamente le tesi della parte privata senza una vera analisi critica.

Le Conclusioni

Le conclusioni tratte dal provvedimento sottolineano che la deducibilità dei costi infragruppo non può essere presunta. La holding che sostiene spese per conto delle controllate deve provare documentalmene che tali esborsi abbiano una finalità specifica legata alla propria sfera imprenditoriale.

Inoltre, la nullità della sentenza per omessa pronuncia su alcuni capi (come i costi black list) conferma che il giudice tributario ha l’obbligo di rispondere a ogni singola contestazione sollevata dalle parti, garantendo la completezza del processo decisionale.

Chi deve provare che i prezzi infragruppo non sono conformi al mercato?
L’onere della prova spetta all’Amministrazione Finanziaria che deve dimostrare l’esistenza di transazioni tra imprese collegate a un prezzo apparentemente inferiore al valore normale di mercato.

Cosa succede se i soggetti comparabili scelti dal fisco non sono omogenei?
Se i soggetti utilizzati per il calcolo dei margini operano in settori diversi o in periodi temporali non confrontabili l’analisi di transfer pricing è considerata inattendibile e l’accertamento può essere annullato.

Come si dimostra l’inerenza di una consulenza legale per una holding?
Il contribuente deve documentare la natura del costo e la sua concreta destinazione all’attività d’impresa della holding escludendo che il servizio sia stato reso nell’interesse esclusivo delle società controllate.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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