LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Transfer Pricing: Fisco contesta 6M€, l’Azienda sospende il processo

L’Agenzia delle Entrate ha contestato a un’azienda italiana oltre 6 milioni di euro di ricavi non dichiarati, derivanti da operazioni di transfer pricing con una consociata francese. Secondo il Fisco, l’azienda avrebbe applicato prezzi di vendita troppo bassi per ridurre artificialmente i profitti in Italia. La società ha impugnato l’avviso di accertamento, dando inizio a un contenzioso. Giunta in Cassazione, la vicenda ha subito una battuta d’arresto: la Corte ha accolto la richiesta dell’azienda di sospendere il processo, basata su una nuova disposizione di legge. La decisione finale sul merito della controversia sul transfer pricing è quindi rinviata.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 25 aprile 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 5931 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 5 n. 5931/2023)

Transfer Pricing: quando il Fisco contesta i prezzi tra società dello stesso gruppo

La gestione dei prezzi nelle transazioni tra società appartenenti allo stesso gruppo multinazionale è una delle aree più delicate e monitorate del diritto tributario. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre lo spunto per analizzare una controversia proprio in materia di transfer pricing, dove l’Agenzia delle Entrate ha contestato a un’azienda ricavi non dichiarati per oltre sei milioni di euro. La vicenda, però, si conclude con una svolta procedurale inaspettata.

La vicenda: una transazione internazionale sotto la lente del Fisco

Il caso nasce da un avviso di accertamento notificato a una società italiana attiva nella produzione di materie plastiche. L’Agenzia delle Entrate, dopo una verifica fiscale, ha ritenuto che l’azienda avesse omesso di contabilizzare ricavi per circa 6 milioni di euro. L’accusa si concentrava sulle vendite di prodotti effettuate dalla società italiana a una sua consociata francese. Secondo l’Amministrazione Finanziaria, i prezzi applicati in queste operazioni infragruppo erano inferiori al ‘valore normale’, ovvero al prezzo che sarebbe stato pattuito tra due imprese indipendenti in condizioni di libero mercato. Questa pratica, secondo il Fisco, aveva l’effetto di ridurre l’utile imponibile in Italia, spostando di fatto profitti verso la Francia.

La contestazione sul corretto transfer pricing

L’azienda ha immediatamente contestato l’accertamento, sostenendo la congruità dei prezzi applicati e la correttezza del proprio operato. Si è così aperto un contenzioso tributario. La difesa dell’Agenzia delle Entrate si basava sull’articolo 110 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), la norma cardine in materia di transfer pricing. Questa disposizione permette al Fisco di rettificare i ricavi di un’impresa italiana se i prezzi delle transazioni con società estere del medesimo gruppo non sono conformi al principio di libera concorrenza. L’Agenzia sosteneva inoltre che l’onere di provare la correttezza di tali prezzi spettasse interamente all’azienda contribuente.

Le motivazioni della Corte: una sospensione in attesa di sviluppi

Arrivata davanti alla Corte di Cassazione, la disputa non è entrata nel vivo della questione sul transfer pricing. La Corte, infatti, non ha stabilito se i prezzi applicati dall’azienda fossero corretti o meno. Al contrario, ha emesso un’ordinanza interlocutoria che ha accolto un’istanza presentata dalla società. L’azienda ha chiesto di sospendere il giudizio avvalendosi di una specifica disposizione introdotta da una legge recente (L. 197/2022), probabilmente legata a procedure di definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte, verificata la regolarità formale della richiesta, ha dichiarato la sospensione del processo, rinviando la causa a data da destinarsi.

Le conclusioni: processo in pausa, ma la questione resta aperta

L’esito di questa vicenda è puramente procedurale. La Corte di Cassazione ha ‘congelato’ il contenzioso, senza esprimersi sul merito della controversia legata al transfer pricing. La società ha vinto una battaglia temporale, ottenendo una pausa nel procedimento. Questo non significa che l’accertamento fiscale sia stato annullato. La questione sulla congruità dei prezzi infragruppo resta aperta e il suo destino dipenderà dagli sviluppi successivi alla sospensione, legati probabilmente all’adesione dell’azienda a una forma di sanatoria fiscale. Questo caso dimostra come, anche nelle fasi finali di un giudizio, nuove normative possano modificare radicalmente il corso di un contenzioso tributario.

Cos’è il transfer pricing in parole semplici?
È la determinazione dei prezzi per scambi di beni o servizi tra società dello stesso gruppo ma in Paesi diversi. Lo Stato controlla che questi prezzi siano corretti per evitare che i profitti vengano spostati dove le tasse sono più basse.

In questo caso, chi ha vinto?
Nessuno per ora. La Corte non ha deciso nel merito, ma ha solo sospeso il processo su richiesta dell’Azienda, che si è avvalsa di una nuova legge. La questione sulla correttezza dei prezzi non è stata risolta.

Cosa significa che l’onere della prova è a carico del contribuente?
Significa che in un contenzioso sul transfer pricing, è l’azienda che deve dimostrare con documenti e analisi che i prezzi applicati alle società del suo gruppo erano equi e in linea con quelli di mercato.

Termini giuridici

Transfer pricing
La pratica di determinare i prezzi di trasferimento per beni, servizi e beni immateriali scambiati tra società appartenenti allo stesso gruppo multinazionale. Il Fisco controlla che tali prezzi siano equi ('a valore normale') per evitare lo spostamento di profitti verso Paesi con tassazione più bassa.
Ordinanza interlocutoria
Un provvedimento del giudice che non decide la causa nel suo complesso, ma risolve una questione procedurale sorta durante il processo, come in questo caso la sospensione del giudizio.
TUIR
Acronimo di Testo Unico delle Imposte sui Redditi. È la legge fondamentale che disciplina le imposte sul reddito in Italia, come l'IRES per le società.
Onere della prova
Il principio secondo cui chi afferma un fatto in un processo ha il dovere di provarlo. Nel contenzioso tributario, spesso spetta al contribuente dimostrare la correttezza del proprio operato.
Valore normale
Conosciuto anche come 'principio di libera concorrenza' (arm's length principle), è il prezzo che sarebbe stato applicato per la stessa transazione tra due imprese indipendenti. È il parametro usato dal Fisco per valutare il transfer pricing.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)