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TOSAP viadotti autostradali: obblighi dei concessionari

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società concessionaria autostradale confermando l’obbligo di pagamento della TOSAP viadotti autostradali. La controversia riguardava l’occupazione dello spazio aereo sovrastante strade comunali tramite sovrappassi. La Corte ha stabilito che l’esenzione prevista per lo Stato non è applicabile ai concessionari privati, in quanto questi operano con autonomia d’impresa e scopo di lucro. Inoltre, la realizzazione di infrastrutture statali non comporta il trasferimento automatico della proprietà delle strade comunali sottostanti, mantenendo intatto il potere impositivo del Comune.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

TOSAP viadotti autostradali: la Cassazione conferma l’obbligo per i concessionari

La questione della TOSAP viadotti autostradali torna al centro del dibattito giuridico con una recente ordinanza della Corte di Cassazione. Il tema riguarda l’assoggettabilità a tassazione delle occupazioni di spazio aereo effettuate dalle società concessionarie mediante la costruzione di sovrappassi e viadotti che intersecano la viabilità locale.

Il caso: occupazione di suolo comunale e pretesa tributaria

Una società concessionaria autostradale ha impugnato un avviso di accertamento emesso da una società di riscossione per conto di un Comune. L’atto riguardava il mancato pagamento della tassa per l’occupazione di aree pubbliche in corrispondenza di un viadotto autostradale sovrastante strade comunali. La ricorrente sosteneva che l’area fosse stata sottratta all’uso pubblico per volontà dello Stato e che, in quanto gestore di un servizio pubblico, dovesse beneficiare dell’esenzione tributaria.

La decisione dei giudici di merito

Sia in primo che in secondo grado, i giudici tributari hanno rigettato le tesi della società. È stato accertato che la costruzione dei viadotti ha determinato un’occupazione stabile dello spazio sovrastante le strade comunali. Secondo i giudici, il concessionario privato non può essere equiparato all’ente pubblico ai fini dell’esenzione, poiché agisce come imprenditore commerciale.

TOSAP viadotti autostradali e natura del concessionario

La Suprema Corte ha ribadito che la TOSAP viadotti autostradali è dovuta ogniqualvolta vi sia un’occupazione di beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei Comuni. Il fatto che l’opera sia di proprietà statale o che il concessionario operi nell’interesse pubblico non elimina il presupposto impositivo. Il tributo è infatti legato all’utilizzazione del bene da parte di un soggetto diverso dall’ente titolare.

Il criterio di calcolo della superficie

Un punto rilevante della decisione riguarda il metodo di quantificazione del tributo. La Corte ha confermato che per i manufatti complessi come i ponti autostradali, la tassa deve essere commisurata alla superficie effettivamente occupata (metri quadrati) e non alla lunghezza lineare, coordinando sistematicamente le diverse disposizioni del d.lgs. 507/1993.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione tra la proprietà dell’infrastruttura e la titolarità del potere impositivo. La realizzazione di una rete autostradale approvata per legge non comporta il trasferimento automatico della proprietà delle strade comunali allo Stato. Pertanto, il Comune conserva il diritto di tassare l’occupazione del proprio soprassuolo. Inoltre, l’esenzione prevista dall’art. 49 del d.lgs. 507/1993 postula che l’occupazione sia direttamente ascrivibile allo Stato. Il concessionario, invece, gestisce l’opera in regime di autonomia, assumendosi il rischio operativo e perseguendo un profitto d’impresa, elementi che escludono la natura di ‘longa manus’ dell’amministrazione centrale.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione blindano la legittimità degli accertamenti comunali sulla TOSAP viadotti autostradali. Viene sancito il principio per cui l’occupazione dello spazio aereo è ‘in re ipsa’ nella costruzione del viadotto, limitando l’uso della colonna d’aria da parte della collettività locale. La sentenza sottolinea inoltre l’importanza della corretta distribuzione dell’onere probatorio: spetta all’ente impositore provare la misura dell’occupazione, ma una volta forniti gli elementi di fatto nell’avviso di accertamento, spetta al contribuente dimostrare l’eventuale infondatezza della pretesa. Il ricorso è stato quindi rigettato con condanna della società anche per responsabilità processuale aggravata.

I viadotti autostradali sono sempre soggetti alla TOSAP?
Sì, se sovrastano strade comunali o provinciali, poiché occupano stabilmente lo spazio aereo (soprassuolo) appartenente all’ente locale.

Il concessionario autostradale può richiedere l’esenzione riservata allo Stato?
No, la giurisprudenza esclude l’esenzione per i concessionari privati in quanto operano con autonomia d’impresa e finalità di lucro, non essendo equiparabili allo Stato.

Come viene calcolata la tassa per l’occupazione dei sovrappassi?
La tassa si determina in base alla superficie effettivamente sottratta all’uso pubblico, calcolata in metri quadrati in base alle dimensioni del manufatto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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