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Tassazione trust: imposte fisse, non proporzionali

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17232/2024, ha stabilito che la costituzione di un trust autodichiarato non è soggetta a imposte di donazione, ipotecaria e catastale in misura proporzionale. Secondo la Corte, l’atto istitutivo non realizza un trasferimento di ricchezza effettivo e definitivo, ma solo la creazione di un vincolo di destinazione. Pertanto, al momento della costituzione, si applicano solo le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa. La tassazione proporzionale sarà dovuta solo all’eventuale trasferimento finale dei beni ai beneficiari, momento in cui si concretizza un reale arricchimento.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Tassazione Trust: la Cassazione Conferma l’Applicazione delle Imposte Fisse

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia di tassazione trust, specificando che la costituzione di un trust autodichiarato non è soggetta a imposte proporzionali (donazione, ipotecaria e catastale). Questo orientamento consolidato chiarisce che il presupposto per l’applicazione di tali imposte è un arricchimento effettivo e stabile, che non si verifica al momento della mera istituzione del vincolo di destinazione sui beni.

I fatti di causa: l’avviso di liquidazione per il trust

Il caso trae origine dal ricorso di un contribuente contro un avviso di liquidazione emesso dall’Agenzia delle Entrate. L’avviso richiedeva il pagamento delle imposte di donazione, ipotecaria e catastale in misura proporzionale a seguito della costituzione di un trust immobiliare autodichiarato. Secondo l’Amministrazione Finanziaria, l’atto di dotazione del trust costituiva un presupposto impositivo autonomo.

Il contribuente si opponeva, sostenendo che l’operazione non comportava un trasferimento reale di ricchezza e, pertanto, doveva essere soggetta unicamente a imposte in misura fissa. Sia la Commissione Tributaria Provinciale che quella Regionale avevano respinto le ragioni del contribuente, portando la questione dinanzi alla Corte di Cassazione.

I motivi del ricorso e la corretta tassazione trust

Il ricorrente ha presentato quattro motivi di ricorso alla Suprema Corte. I più rilevanti, esaminati con priorità dai giudici, riguardavano la violazione delle norme sull’imposta di donazione e sulle imposte ipotecaria e catastale. In sostanza, si contestava l’errata applicazione delle imposte in misura proporzionale, anziché fissa, per un trust autodichiarato, in cui il disponente e il trustee coincidono e non si realizza un immediato arricchimento patrimoniale a favore di terzi.

La questione centrale era stabilire se l’atto istitutivo di un trust, con il conseguente conferimento di beni, integri di per sé il presupposto per l’applicazione delle imposte proporzionali, o se tale momento debba essere fiscalmente neutro.

Le motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, cassando la sentenza impugnata e decidendo nel merito. I giudici hanno richiamato il proprio consolidato orientamento, secondo cui il presupposto per l’applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni, così come delle imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale, è un trasferimento effettivo di ricchezza che produca un arricchimento stabile e definitivo.

Nel caso del trust, l’atto di costituzione e di dotazione patrimoniale non realizza tale presupposto. Il trasferimento dei beni dal disponente (settlor) al trustee è definito ‘meramente strumentale’. Il trustee, infatti, non acquisisce i beni a titolo definitivo nel proprio patrimonio, ma li amministra e li custodisce in un regime di segregazione patrimoniale, al solo fine di attuare gli scopi del trust.

L’atto fiscalmente rilevante, che manifesta una reale capacità contributiva e un effettivo arricchimento, si verifica solo ed esclusivamente nel momento in cui i beni vengono trasferiti dal trustee ai beneficiari finali. Solo in quella fase, e non prima, si potrà applicare l’imposta proporzionale.

Le conclusioni: imposta fissa per la costituzione del trust

In conclusione, la Suprema Corte ha affermato che la costituzione di un vincolo di destinazione, come avviene nel trust, non è un autonomo presupposto impositivo. L’atto istitutivo e quello di dotazione di un trust autodichiarato sono soggetti all’imposta di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa.

Questa decisione conferma che la tassazione trust deve essere coerente con il principio di capacità contributiva sancito dall’art. 53 della Costituzione. Tassare in misura proporzionale un atto che non genera un arricchimento immediato e definitivo sarebbe una forzatura del sistema. La sentenza impugnata è stata quindi annullata e il ricorso originario del contribuente accolto, con compensazione delle spese legali data la consolidazione di questo principio giurisprudenziale in epoca successiva all’inizio della causa.

L’atto di costituzione di un trust è soggetto a imposta di donazione proporzionale?
No. Secondo la Corte di Cassazione, la costituzione del vincolo di destinazione non costituisce un autonomo presupposto impositivo, in quanto non si realizza un effettivo e stabile trasferimento di ricchezza.

Quali imposte si applicano al momento della creazione di un trust autodichiarato?
Al momento della sua costituzione e dotazione, il trust è soggetto alle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa, poiché l’atto è considerato fiscalmente neutro.

Quando diventa dovuto il pagamento delle imposte proporzionali in un trust?
Le imposte proporzionali (come quella di donazione) sono dovute solo al momento dell’eventuale trasferimento finale dei beni dal trustee al beneficiario, in quanto solo in quella fase si concretizza un effettivo arricchimento patrimoniale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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