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Tassazione trust: Cassazione chiarisce i principi

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 26795/2024, ha stabilito che la costituzione di un trust e il conferimento di beni in esso non sono soggetti a imposte proporzionali (donazione, registro, ipotecaria e catastale). La tassazione trust proporzionale è dovuta solo al momento del trasferimento finale dei beni ai beneficiari, in quanto solo allora si verifica un effettivo arricchimento. L’atto istitutivo, essendo fiscalmente neutro, è soggetto solo a imposte in misura fissa.

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Pubblicato il 14 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Tassazione trust: la Cassazione ribadisce la neutralità fiscale dell’atto istitutivo

Con una recente e significativa ordinanza, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi su un tema di grande interesse per professionisti e contribuenti: la corretta tassazione trust. La pronuncia consolida un orientamento ormai granitico, chiarendo una volta per tutte che l’atto con cui si istituisce un trust e si conferiscono i beni non determina un immediato presupposto per l’applicazione delle imposte in misura proporzionale. Si tratta di un principio fondamentale che garantisce certezza giuridica e allinea il trattamento fiscale alla sostanza economica dell’operazione.

Il caso: un avviso di liquidazione per la costituzione di un trust

La vicenda trae origine da un avviso di liquidazione emesso dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di un notaio. L’Ufficio aveva recuperato a tassazione l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale in relazione a un atto di conferimento di beni in un trust. Secondo l’amministrazione finanziaria, e in linea con la decisione della Commissione Tributaria Regionale, la costituzione del vincolo di destinazione sui beni rappresentava un atto di liberalità sufficiente a giustificare l’imposizione proporzionale, assimilabile a quella sulle successioni e donazioni.

La questione giuridica e il superamento della vecchia giurisprudenza

La controversia verteva su un punto cruciale: l’atto di dotazione di un trust, che ha l’effetto di segregare i beni dal patrimonio del disponente per destinarli a uno scopo, costituisce un trasferimento di ricchezza immediatamente tassabile? In passato, alcune pronunce della stessa Cassazione (risalenti al 2015) avevano avallato questa tesi. Tuttavia, la Corte, con l’ordinanza in esame, ribadisce di aver superato tale interpretazione, consolidando un orientamento interpretativo più aderente alla natura del trust e ai principi costituzionali.

L’evoluzione della giurisprudenza sulla tassazione trust

La Suprema Corte ha chiarito in modo inequivocabile la propria posizione, basandosi su una riflessione giuridica approfondita e ormai consolidata a partire dal 2019. I principi cardine sono i seguenti.

L’atto istitutivo è un atto strumentale e programmatico

L’atto con cui il disponente (settlor) trasferisce i beni al trustee non determina un arricchimento definitivo per quest’ultimo. Il trustee, infatti, non acquisisce i beni a titolo definitivo, ma solo per amministrarli e gestirli in conformità allo scopo del trust. Si tratta, quindi, di un’attribuzione patrimoniale meramente strumentale e temporanea, priva di effetti traslativi stabili. La vera manifestazione di ricchezza tassabile si avrà solo in un momento successivo.

Il presupposto impositivo e la capacità contributiva

Secondo il principio costituzionale sancito dall’art. 53 della Costituzione, ogni prelievo fiscale deve essere collegato a un’effettiva capacità contributiva. Nel caso del trust, l’atto di costituzione e dotazione non manifesta un incremento di ricchezza né per il disponente (che si spoglia dei beni) né per il trustee (che li riceve con un vincolo). L’unico momento in cui emerge un arricchimento reale e tassabile è quello in cui i beni vengono trasferiti dal trustee ai beneficiari finali.

Quando scatta l’imposta proporzionale

Di conseguenza, la Corte stabilisce che l’imposta sulle successioni e donazioni, così come le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale, non sono dovute al momento della costituzione del trust. Questo atto iniziale è considerato fiscalmente ‘neutro’ ai fini delle imposte proporzionali e sconta unicamente le imposte d’atto (registro, ipotecaria e catastale) in misura fissa. L’imposizione proporzionale sarà applicata solo sull’atto finale di trasferimento dei beni o diritti ai beneficiari, qualora tale atto integri i presupposti di una liberalità o di un trasferimento imponibile.

Le motivazioni

La decisione della Corte si fonda su un’interpretazione sistematica e costituzionalmente orientata delle norme tributarie. I giudici hanno ribadito che per l’applicazione delle imposte proporzionali è indispensabile un ‘trasferimento effettivo di ricchezza’, ovvero un’attribuzione patrimoniale stabile e non meramente strumentale. L’atto di dotazione del trust, essendo finalizzato unicamente a segregare i beni e a consentirne l’amministrazione da parte del trustee, non integra questo presupposto. L’utilità economica per il disponente si limita alla segregazione patrimoniale, mentre l’arricchimento per i beneficiari è solo potenziale e futuro. Pertanto, tassare l’atto istitutivo in misura proporzionale significherebbe colpire una capacità contributiva non ancora manifestatasi, in violazione dell’art. 53 della Costituzione. L’atto di dotazione, non importando un trasferimento di proprietà nel senso rilevante ai fini fiscali, deve essere assoggettato a tassazione in misura fissa.

Le conclusioni

L’ordinanza della Cassazione rappresenta un punto fermo fondamentale in materia di tassazione trust. Offre agli operatori del diritto e ai contribuenti la certezza che la costituzione di un trust è un’operazione fiscalmente efficiente, in quanto non soggetta a un prelievo proporzionale immediato. La tassazione è correttamente differita al momento in cui la ricchezza viene effettivamente trasferita ai beneficiari, in piena coerenza con la logica economica dell’istituto e con i principi fondamentali dell’ordinamento tributario. Questa chiarezza giurisprudenziale favorisce l’utilizzo di uno strumento giuridico flessibile e utile per la pianificazione patrimoniale e successoria.

Quando si pagano le imposte proporzionali (donazione, registro, ipotecaria) in un trust?
Secondo la Corte di Cassazione, le imposte in misura proporzionale sono dovute solo al momento dell’eventuale trasferimento finale dei beni dal trustee al beneficiario, poiché solo in quel momento si realizza un effettivo e stabile arricchimento patrimoniale.

L’atto di costituzione di un trust è tassato?
Sì, ma solo con le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa. La Corte lo considera un atto fiscalmente ‘neutro’ dal punto di vista dell’imposta di donazione in misura proporzionale, in quanto non produce un immediato e definitivo trasferimento di ricchezza.

Perché la sola creazione di un ‘vincolo di destinazione’ non è sufficiente per applicare l’imposta proporzionale?
Perché la creazione del vincolo, pur segregando il patrimonio, non manifesta di per sé una capacità contributiva tassabile. L’imposizione, secondo i principi costituzionali, deve essere collegata a un effettivo indice di ricchezza, che nel trust si manifesta solo con l’attribuzione finale dei beni al beneficiario e non con l’atto meramente programmatico e strumentale di costituzione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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