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Tares imballaggi terziari: quando non si paga

Una società della grande distribuzione ha contestato un avviso di accertamento per la Tares, sostenendo che le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali da imballaggi terziari dovessero essere escluse dalla tassazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso su questo punto, cassando la sentenza d’appello per motivazione contraddittoria e apparente. Ha chiarito che le superfici dove si formano esclusivamente rifiuti speciali non assimilati, come gli imballaggi terziari, sono esenti dalla tassa. Tuttavia, ha confermato la tassabilità del parcheggio per i clienti, considerandolo un’area operativa funzionale all’attività commerciale.

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Pubblicato il 10 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Tares imballaggi terziari: la Cassazione chiarisce i criteri di esclusione

La corretta applicazione della tassa sui rifiuti, oggi TARI e in passato TARES, rappresenta una sfida costante per le imprese, specialmente per quelle che producono tipologie di rifiuti diverse da quelli urbani. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha offerto chiarimenti cruciali sulla questione della Tares imballaggi terziari, stabilendo principi importanti per l’esclusione dalla tassazione delle superfici aziendali in cui tali rifiuti vengono prodotti. Questa decisione fornisce alle aziende strumenti più solidi per contestare accertamenti fiscali ingiustificati.

I Fatti del Caso: Una Questione di Tassazione dei Rifiuti Speciali

Una nota società operante nel settore della grande distribuzione all’ingrosso (cash and carry) ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla TARES per l’anno 2013 emesso da un Comune. La contribuente sosteneva che l’imposta fosse stata calcolata su superfici che avrebbero dovuto essere escluse, in quanto in esse si producevano in via prevalente e continuativa rifiuti speciali non assimilati agli urbani, in particolare rifiuti derivanti da imballaggi terziari (come cartone e plastica da pallet). La società si occupava autonomamente e a proprie spese del recupero e smaltimento di questi rifiuti, senza avvalersi del servizio pubblico.

Inoltre, la società contestava la tassazione delle aree scoperte adibite a parcheggio per la clientela, ritenendole aree pertinenziali non produttive di rifiuti e quindi non soggette al tributo.

Mentre il giudice di primo grado aveva dato ragione all’azienda, la Commissione Tributaria Regionale aveva riformato la decisione, accogliendo l’appello del Comune. La questione è così giunta dinanzi alla Corte di Cassazione.

La Decisione della Cassazione sulla Tares per Imballaggi Terziari

La Suprema Corte ha accolto il motivo di ricorso centrale della società, relativo alla tassazione delle aree produttive di imballaggi terziari, e ha cassato con rinvio la sentenza d’appello. I giudici hanno invece rigettato il motivo relativo alla non tassabilità delle aree di parcheggio.

Il Principio dell’Esclusione per Rifiuti Speciali

Il punto focale della decisione riguarda la motivazione della sentenza d’appello, giudicata dalla Cassazione come “apparente” e “contraddittoria”. I giudici regionali, pur affermando che la giurisprudenza costante esclude dalla tassa le superfici dove si formano imballaggi terziari, avevano comunque concluso per la tassabilità di tali aree. Questa contraddizione insanabile ha portato all’annullamento della sentenza.

La Tassabilità delle Aree di Parcheggio

Per quanto riguarda il parcheggio a servizio della clientela, la Corte ha confermato la sua natura di “area operativa”. Anche se pertinenziale, un parcheggio è funzionale allo svolgimento dell’attività principale di vendita. Concorre a rendere possibile l’attività commerciale e la conseguente produzione di rifiuti, pertanto non può essere escluso dalla tassazione come area improduttiva.

Le Motivazioni Giuridiche della Sentenza

La Corte di Cassazione ha fondato la sua decisione su un’analisi approfondita della normativa in materia di rifiuti, con particolare riferimento al D.Lgs. 152/2006. Questa normativa stabilisce un regime speciale per i rifiuti da imballaggio, distinguendoli nettamente dai rifiuti urbani. In particolare, per gli imballaggi terziari vige un divieto assoluto di immissione nel normale circuito di raccolta comunale. La gestione di tali rifiuti (dalla raccolta allo smaltimento) è attribuita per legge ai produttori e agli utilizzatori.

Di conseguenza, le superfici in cui un’impresa produce esclusivamente questa tipologia di rifiuti speciali non possono essere assoggettate al tributo comunale. Manca infatti il presupposto impositivo, ovvero la potenziale produzione di rifiuti urbani o assimilati gestiti dal servizio pubblico. La motivazione della sentenza d’appello è stata censurata proprio perché ignorava questa distinzione fondamentale, creando una contraddizione logica che ne ha determinato l’invalidità.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche per le Aziende

La sentenza analizzata consolida un principio di fondamentale importanza per le imprese:

1. Esclusione per Rifiuti Speciali: Le superfici aziendali dove si producono in via esclusiva rifiuti speciali non assimilabili agli urbani, come gli imballaggi terziari, devono essere escluse dal calcolo della tassa sui rifiuti. Per ottenere l’esenzione, è onere del contribuente dimostrare non solo la produzione di tali rifiuti, ma anche che su quelle specifiche superfici non vengono prodotti rifiuti urbani o assimilati.
2. Tassabilità Aree Parcheggio: Le aree destinate a parcheggio per la clientela sono considerate operative e, quindi, soggette a tassazione, in quanto strumentali all’attività commerciale principale e alla produzione di rifiuti ad essa connessa.

Le aziende sono quindi invitate a mappare con precisione le proprie aree operative, distinguendo quelle dove si producono esclusivamente rifiuti speciali da quelle a uso promiscuo, al fine di determinare correttamente la base imponibile della TARI e contestare eventuali accertamenti illegittimi.

Le aree di un’azienda dove si producono solo rifiuti da imballaggi terziari sono soggette a Tares?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che le superfici dove si formano esclusivamente rifiuti speciali non assimilati, come gli imballaggi terziari, sono escluse dalla base imponibile della tassa, poiché tali rifiuti seguono un regime di gestione autonomo e non possono essere conferiti al servizio pubblico.

Un’area parcheggio gratuita per i clienti è tassabile ai fini della Tares?
Sì. Secondo la sentenza, il parcheggio destinato alla clientela è un’area operativa funzionale all’attività commerciale principale. Concorrendo a rendere possibile lo svolgimento dell’attività e la connessa produzione di rifiuti, è soggetta a tassazione.

Cosa si intende per ‘motivazione apparente’ di una sentenza e quali sono le conseguenze?
Per ‘motivazione apparente’ si intende un ragionamento del giudice che, pur essendo formalmente presente, è contraddittorio, illogico o talmente generico da non permettere di comprendere l’iter logico-giuridico seguito per arrivare alla decisione. La conseguenza, come in questo caso, è l’invalidità della sentenza, che può essere cassata (annullata) dalla Corte di Cassazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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