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Studi di settore: condono per violazioni formali

Una società di ristorazione ha impugnato le sanzioni irrogate per l’omessa presentazione dei modelli relativi agli Studi di settore per gli anni 2013-2015. L’azienda sosteneva che l’affitto dell’azienda a terzi configurasse un non normale svolgimento dell’attività, escludendo l’obbligo comunicativo. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale omissione costituisce una violazione formale qualora non arrechi danno all’Erario né ostacoli il controllo della base imponibile. Di conseguenza, la società ha potuto legittimamente accedere al condono previsto dal D.L. 119/2018, portando all’estinzione del giudizio.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Studi di settore: la Cassazione ammette il condono per le violazioni formali

La mancata presentazione dei modelli per gli Studi di settore rappresenta spesso un terreno di scontro tra contribuenti e Amministrazione Finanziaria. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini tra violazioni formali e sostanziali, stabilendo quando sia possibile accedere alla definizione agevolata delle irregolarità.

Il caso: affitto d’azienda e obblighi comunicativi

La vicenda trae origine da una contestazione mossa a una società che, dopo aver concesso in affitto la propria azienda di ristorazione, aveva smesso di presentare i modelli relativi agli Studi di settore. Secondo la tesi difensiva, la percezione dei soli canoni di locazione configurava una condizione di non normale svolgimento dell’attività, rendendo inapplicabile lo strumento presuntivo e i relativi obblighi di comunicazione. L’Agenzia delle Entrate, di contro, aveva irrogato sanzioni per l’omissione, ritenendola una violazione non meramente formale.

La distinzione tra violazione formale e sostanziale

Il cuore della decisione risiede nella qualificazione giuridica dell’omissione. La giurisprudenza di legittimità ha ribadito che, per distinguere tra violazioni formali e sostanziali, occorre verificare se la condotta abbia effettivamente causato un danno erariale o inciso sulla determinazione del debito d’imposta. Se l’omissione non impedisce il controllo della base imponibile, essa resta confinata nell’alveo delle irregolarità formali.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sull’applicazione dell’art. 9 del D.L. n. 119 del 2018. Tale norma consente la regolarizzazione delle inosservanze di natura formale commesse fino al 24 ottobre 2018 mediante il versamento di una somma forfettaria. I giudici hanno rilevato che l’omessa presentazione del modello per gli Studi di settore, nel caso di specie, non aveva generato alcun pregiudizio alla determinazione delle imposte (Ires, Iva, Irap). Poiché la condotta non risultava lesiva per l’esercizio dei poteri di controllo sostanziale dell’ufficio, la società aveva pieno diritto di accedere alla sanatoria agevolata, avendo già provveduto al pagamento richiesto dalla legge per il condono.

Le conclusioni

L’ordinanza conclude per la cassazione della sentenza d’appello senza rinvio, dichiarando l’estinzione del giudizio per l’intervenuta sanatoria. Questo provvedimento conferma un orientamento garantista: le sanzioni tributarie devono essere proporzionate all’effettivo danno arrecato. Quando l’errore del contribuente non oscura la realtà economica della sua attività e non sottrae risorse all’Erario, la possibilità di regolarizzare la posizione tramite condono deve essere sempre garantita, superando interpretazioni restrittive delle circolari amministrative.

L’omessa presentazione degli studi di settore è sempre una violazione grave?
No, se l’omissione non incide sulla determinazione della base imponibile o sul pagamento dei tributi, è considerata una violazione formale.

Si può sanare l’omessa comunicazione dei dati fiscali?
Sì, è possibile regolarizzare la posizione attraverso le procedure di condono per le irregolarità formali previste periodicamente dal legislatore.

Cosa accade se il contribuente paga il condono durante un processo?
Se la sanatoria è applicabile alla violazione contestata, il giudice dichiara l’estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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