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Rottamazione ter: estinzione giudizio in Cassazione

Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un accertamento provvisorio. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione ter, provvedendo al pagamento delle prime rate e rinunciando formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione del giudizio, precisando che, sebbene il pagamento integrale non fosse ancora avvenuto a causa della rateizzazione in corso, la volontà di avvalersi della definizione agevolata e la rinuncia al ricorso sono sufficienti per chiudere il processo senza attendere il saldo finale.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Rottamazione ter: come chiudere i processi pendenti in Cassazione

La procedura di Rottamazione ter rappresenta un’opportunità cruciale per i contribuenti che desiderano regolarizzare la propria posizione fiscale, ma quali sono gli effetti reali sui processi ancora aperti? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fatto chiarezza su un punto fondamentale: l’estinzione del giudizio in presenza di un pagamento rateale ancora in corso.

Il caso e l’adesione alla Rottamazione ter

La vicenda trae origine dall’impugnazione di una cartella esattoriale basata su un accertamento provvisorio. Dopo i primi gradi di giudizio, la controversia è giunta dinanzi alla Suprema Corte. Nelle more della decisione, il contribuente ha scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, la cosiddetta Rottamazione ter, impegnandosi a rinunciare al contenzioso pendente.

Il ricorrente ha documentato l’avvenuta adesione e il versamento delle prime rate previste dal piano di ammortamento. Tuttavia, sorgeva il dubbio se fosse possibile dichiarare la fine del processo prima del versamento dell’ultima rata.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno stabilito che, in presenza di una rinuncia al ricorso e della prova dell’adesione alla sanatoria, il processo deve essere dichiarato estinto. La Corte ha operato una distinzione tecnica tra l’estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere. Mentre quest’ultima richiede il perfezionamento totale del pagamento, l’estinzione può essere dichiarata immediatamente a seguito della rinuncia del ricorrente che ha scelto la via della definizione agevolata.

Questa interpretazione favorisce lo sfoltimento del contenzioso, permettendo alle parti di stabilizzare il rapporto sulla base dell’accordo raggiunto con l’agente della riscossione, senza dover attendere anni per la conclusione dei pagamenti rateali.

Le motivazioni

La Corte spiega che la rinuncia al ricorso, formulata in conformità agli impegni assunti con la dichiarazione di adesione alla Rottamazione ter, configura una fattispecie estintiva prevista dalla legge. Secondo l’orientamento consolidato, l’art. 391 c.p.c. permette di chiudere il processo quando intervengono fatti esterni che eliminano l’interesse alla decisione. Il mancato pagamento integrale immediato non è ostativo, poiché la situazione sostanziale tra fisco e contribuente viene sostituita dalla nuova disciplina del debito emergente dalla comunicazione dell’esattore. L’eventuale inadempimento futuro delle rate non riaprirebbe il processo estinto, ma comporterebbe la perdita dei benefici della sanatoria sul piano esecutivo.

Le conclusioni

In conclusione, l’ordinanza conferma che l’adesione alla Rottamazione ter garantisce la chiusura dei processi in Cassazione anche se il debito è ancora in fase di rateizzazione. Tale provvedimento comporta la compensazione delle spese di lite, sollevando il contribuente dall’onere di rifondere le spese alle controparti pubbliche. Inoltre, non si applica il raddoppio del contributo unificato, tipico dei ricorsi rigettati, rendendo la definizione agevolata una scelta strategicamente vantaggiosa per chiudere definitivamente i conti con il passato senza ulteriori aggravi processuali.

Cosa succede al ricorso in Cassazione se aderisco alla rottamazione?
Il ricorso viene dichiarato estinto a seguito della rinuncia formale del contribuente e della prova dell’adesione alla procedura agevolata.

È necessario aver pagato tutte le rate per chiudere il processo?
No, per l’estinzione del giudizio basta dimostrare l’adesione e il pagamento delle rate scadute, anche se il piano di rateizzazione non è ancora concluso.

Chi paga le spese legali in caso di estinzione per sanatoria?
Le spese di giudizio vengono generalmente compensate, ovvero ogni parte sostiene le proprie, senza condanne al rimborso verso l’Agenzia delle Entrate.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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