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Rottamazione-ter e stop al giudizio in Cassazione

Una società contribuente ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi a Ires, Irap e Iva per gli anni 2008-2010. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha richiesto la cessazione della materia del contendere avendo aderito alla Rottamazione-ter. La Corte di Cassazione ha rilevato che l’estinzione del giudizio è subordinata al perfezionamento della definizione agevolata e alla prova dei pagamenti. Per tale motivo, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando all’Agenzia delle Entrate di verificare la regolarità della procedura e la sua estensione a tutti gli atti impugnati.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Rottamazione-ter: come incide sui processi in Cassazione

L’adesione alla Rottamazione-ter rappresenta un momento di svolta nei contenziosi tributari pendenti. La recente ordinanza della Suprema Corte affronta il delicato equilibrio tra la volontà del contribuente di sanare la propria posizione e la necessità del giudice di verificare il reale perfezionamento della procedura agevolata.

Il caso in esame

Una società di capitali aveva impugnato una serie di avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate per imposte dirette e indirette. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, nelle more del giudizio, la parte ha depositato istanza per dichiarare la cessazione della materia del contendere, dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018.

La verifica della regolarità procedurale

La Corte ha chiarito che la semplice presentazione della domanda di Rottamazione-ter non determina automaticamente la fine del processo. Il legislatore ha infatti previsto un iter preciso: il debitore deve indicare i giudizi pendenti e impegnarsi a rinunciarvi. Il giudice, dal suo canto, deve sospendere il processo in attesa del pagamento integrale delle somme dovute.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sulla necessità di un riscontro oggettivo circa l’efficacia della definizione agevolata. Secondo i giudici, l’estinzione del giudizio è subordinata all’effettivo perfezionamento della procedura e alla produzione documentale che attesti i pagamenti effettuati. Nel caso di specie, è emersa la necessità di verificare se la Rottamazione-ter coprisse effettivamente tutti gli avvisi di accertamento oggetto del ricorso. Senza una presa di posizione chiara da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla regolarità dei versamenti e sull’oggetto della sanatoria, il giudice non può dichiarare concluso il contenzioso.

Le conclusioni

La decisione si conclude con un rinvio a nuovo ruolo della causa. La Corte ha concesso sessanta giorni all’Agenzia delle Entrate per esaminare la documentazione e confermare se la procedura di definizione agevolata possa considerarsi regolarmente conclusa. Questa ordinanza sottolinea che la Rottamazione-ter richiede una collaborazione attiva tra le parti e una prova rigorosa dell’adempimento per produrre effetti processuali definitivi. Solo con la conferma della regolarità dei pagamenti sarà possibile giungere alla definitiva estinzione del giudizio tributario.

Cosa succede al processo se aderisco alla rottamazione-ter?
Il giudizio viene sospeso dal giudice in attesa del pagamento delle somme dovute e si estingue solo quando la definizione agevolata è integralmente perfezionata.

Quali documenti devo presentare per chiudere il contenzioso?
È necessario produrre copia della dichiarazione di adesione alla sanatoria e la documentazione che attesta l’avvenuto pagamento di tutte le rate previste.

Il fisco deve confermare la regolarità della sanatoria?
Sì, il giudice può invitare l’Agenzia delle Entrate a prendere posizione sulla regolarità della procedura per verificare se copre tutti gli atti impugnati.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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