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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio

L’erede di un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento IVA relativa all’anno 2002. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato istanza di estinzione avvalendosi della definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, effettuando il pagamento delle rate e depositando la formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l’estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia è idonea a chiudere il processo anche senza accettazione della controparte e che la notifica effettuata dalla difesa, anziché dalla cancelleria, ha comunque raggiunto lo scopo informativo richiesto dalla legge.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Rinuncia al ricorso e definizione agevolata tributaria

La rinuncia al ricorso rappresenta lo strumento principale per porre fine a un contenzioso pendente quando il contribuente decide di aderire a una sanatoria fiscale. Nel caso analizzato dalla Corte di Cassazione, l’erede di un contribuente ha scelto la via della definizione agevolata per chiudere una disputa su una cartella IVA.

Il contesto della rinuncia al ricorso nelle liti fiscali

Il caso trae origine dalla notifica di una cartella di pagamento per riprese IVA. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la parte ha proposto ricorso per cassazione. Tuttavia, nelle more del giudizio, il ricorrente ha depositato una memoria dichiarando di volersi avvalere della definizione agevolata delle controversie tributarie. Tale scelta comporta necessariamente la presentazione della rinuncia al ricorso, atto che manifesta l’abbandono della pretesa giudiziaria a fronte del pagamento delle somme previste dalla normativa speciale.

Validità della rinuncia senza accettazione

Un punto cruciale affrontato dalla Corte riguarda l’efficacia della rinuncia al ricorso anche in assenza di una formale accettazione da parte dell’Agenzia delle Entrate o dell’agente della riscossione. La giurisprudenza consolidata conferma che, nel giudizio di legittimità, la rinuncia è idonea a determinare l’estinzione del processo indipendentemente dal consenso delle controparti.

La procedura di notifica e il raggiungimento dello scopo

Un aspetto tecnico rilevante riguarda le modalità di comunicazione dell’atto di rinuncia. Secondo le recenti riforme processuali, l’atto dovrebbe essere comunicato dalla Cancelleria. Tuttavia, nel caso di specie, la notifica è stata eseguita direttamente dalla difesa del ricorrente. La Corte ha stabilito che tale procedura garantisce comunque la certezza della consegna e l’individuazione del destinatario, ritenendo quindi raggiunto lo scopo informativo.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’applicazione combinata degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile. I giudici hanno rilevato che la volontà del ricorrente di abbandonare il giudizio era chiara e documentata dal pagamento delle rate della definizione agevolata. Inoltre, è stato chiarito che le modifiche normative introdotte dal D.Lgs. 149/2022 non impediscono di considerare valida la notifica effettuata dalla parte, poiché il principio del raggiungimento dello scopo prevale sul rigore formale della comunicazione d’ufficio. Infine, l’estinzione del giudizio per rinuncia esclude l’obbligo del versamento del raddoppio del contributo unificato, in quanto non si tratta di un rigetto o di una dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

Le conclusioni

Le conclusioni della Suprema Corte portano alla dichiarazione di estinzione del giudizio. In considerazione della natura della controversia e della scelta di aderire alla definizione agevolata, le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti. Questa decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso sia un atto definitivo che, se correttamente notificato, solleva il contribuente dal rischio di ulteriori condanne alle spese o sanzioni processuali, permettendo una chiusura ordinata del rapporto tributario pendente.

Cosa succede se rinuncio al ricorso senza l’accettazione della controparte?
In sede di legittimità, la rinuncia al ricorso determina l’estinzione del giudizio anche se la controparte non accetta formalmente l’atto, purché la rinuncia sia regolarmente notificata.

È valida la rinuncia notificata dall’avvocato invece che dalla cancelleria?
Sì, la notifica effettuata dalla difesa è considerata valida poiché garantisce la certezza della consegna e il raggiungimento dello scopo informativo previsto dalla legge.

In caso di rinuncia al ricorso si paga il raddoppio del contributo unificato?
No, l’estinzione del giudizio per rinuncia non comporta l’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato previsto per i casi di rigetto o inammissibilità.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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