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Rinuncia al giudizio: estinzione del processo

Una società impugna un avviso di accertamento fiscale per costi indeducibili. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. Durante il processo, la società comunica la propria rinuncia al giudizio. La Corte Suprema dichiara quindi l’estinzione del procedimento e compensa le spese legali tra le parti.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

La Rinuncia al Giudizio: Quando e Come Pone Fine a un Processo

La rinuncia al giudizio è un atto processuale di fondamentale importanza, attraverso il quale una parte decide volontariamente di porre fine a una causa legale. Questa scelta, come illustrato dall’ordinanza n. 17431/2024 della Corte di Cassazione, ha l’effetto di estinguere il processo, rendendo definitiva la sentenza impugnata. Analizziamo insieme un caso concreto per comprendere meglio la dinamica e le conseguenze di tale atto.

La Vicenda Processuale: dall’Accertamento alla Cassazione

Il caso ha origine da un avviso di accertamento notificato a una società a responsabilità limitata per l’anno d’imposta 2005. L’Amministrazione Finanziaria contestava la deducibilità di alcuni costi per provvigioni, ritenendoli non supportati da documentazione idonea.

La società ha impugnato l’atto impositivo, ma sia la Commissione Tributaria Provinciale prima, sia la Commissione Tributaria Regionale poi, hanno respinto le sue ragioni. I giudici di merito hanno confermato l’indeducibilità dei costi, in quanto non erano certi, né determinati nella loro debenza, e privi di riscontri documentali sufficientemente chiari.

Non arrendendosi, la società ha presentato ricorso per Cassazione, lamentando la violazione e falsa applicazione delle norme sulla competenza dei costi. L’Agenzia delle Entrate si è costituita in giudizio per resistere al ricorso.

Il Colpo di Scena: la Rinuncia al Giudizio

Prima della trattazione della causa in adunanza camerale, è intervenuto un fatto nuovo e decisivo: la società ricorrente, rappresentando di essere stata dichiarata fallita nel frattempo, ha comunicato la propria volontà di rinunciare al giudizio. Questo atto formale è stato ritualmente comunicato alla controparte e ha cambiato il destino del processo.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

Di fronte alla rinuncia formalizzata dalla società, la Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che prenderne atto. La decisione dei giudici supremi si è basata su un presupposto puramente procedurale. L’articolo 391 del Codice di procedura civile stabilisce infatti che la rinuncia al ricorso determina l’estinzione del processo.

La Corte ha verificato che la rinuncia era stata effettuata ritualmente e comunicata correttamente alla cancelleria e all’Agenzia delle Entrate. Essendoci tutti i presupposti di legge, i giudici hanno dichiarato l’estinzione del giudizio. Un aspetto interessante riguarda le spese legali: anziché condannare la parte rinunciante al pagamento, la Corte ha disposto la loro compensazione. Ciò significa che ciascuna parte ha dovuto sostenere i propri costi legali. Questa scelta, sebbene non esplicitamente motivata, è comune nei casi in cui il processo si conclude per ragioni procedurali senza una decisione sul merito.

Le Conclusioni: Effetti Pratici della Decisione

L’ordinanza in esame offre un chiaro esempio degli effetti della rinuncia al giudizio. La conseguenza principale è l’estinzione del processo, che impedisce alla Corte di Cassazione di pronunciarsi sulla questione originaria, ovvero la deducibilità dei costi. L’effetto pratico è che la sentenza della Commissione Tributaria Regionale, che era sfavorevole alla società, è diventata definitiva. La controversia fiscale si è quindi conclusa a favore dell’Amministrazione Finanziaria, non perché la Cassazione le abbia dato ragione nel merito, ma perché la controparte ha deciso di non proseguire la lite.

Cosa comporta la rinuncia al giudizio in Cassazione?
La rinuncia al giudizio, se formalmente comunicata, provoca l’estinzione del processo. Ciò significa che il procedimento si conclude senza che la Corte emetta una decisione sul merito della controversia, rendendo definitiva la sentenza impugnata.

Perché le spese legali sono state compensate anziché addebitate alla parte che ha rinunciato?
La Corte ha deciso per la compensazione, obbligando ogni parte a sostenere i propri costi. Sebbene l’ordinanza non lo motivi nel dettaglio, questa scelta è frequente quando un processo si estingue per ragioni procedurali, come la rinuncia, senza che vi sia un vincitore o un vinto nel merito.

La decisione di estinzione del giudizio ha risolto la controversia fiscale originale?
No, l’ordinanza non entra nel merito della questione fiscale. Dichiarando l’estinzione del processo a seguito della rinuncia, la sentenza precedente della Commissione Tributaria Regionale, che era sfavorevole alla società, è diventata definitiva. Di conseguenza, la pretesa fiscale dell’Agenzia delle Entrate è stata confermata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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