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Rimborso IVA: sì anche senza uffici o dipendenti attivi

Una società estera, costituita per gestire contratti di fornitura di aerei, ha richiesto il Rimborso IVA per oltre nove milioni di euro relativi ad acquisti effettuati a fine 2008. L’Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che la società non avesse ancora una reale struttura aziendale né svolgesse un’attività economica attiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che il diritto al Rimborso IVA spetta anche per le sole attività preparatorie. Non è necessario che l’impresa abbia già avviato le vendite o disponga di dipendenti e uffici, purché dimostri con elementi oggettivi l’intenzione di avviare un’attività economica e l’inerenza delle spese. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.

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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 18342 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 5 n. 18342/2026)

Il diritto al rimborso IVA per le nuove imprese

Le giovani imprese affrontano spesso ostacoli burocratici complessi quando richiedono il Rimborso IVA per le spese sostenute nella fase di avvio. Molti uffici finanziari negano questo diritto se l’attività commerciale non è ancora entrata a pieno regime. La Corte di Cassazione ha chiarito questo importante aspetto con una recente ordinanza. I giudici hanno stabilito che l’Iva assolta sugli acquisti iniziali deve essere restituita anche se la società ha svolto soltanto operazioni preliminari. Questo principio tutela la nascita di nuove iniziative imprenditoriali ed evita ingiuste penalizzazioni fiscali.

Il caso concreto: l’acquisto di aerei e il diniego del Fisco

Una società con sede in Irlanda ha acquistato alla fine del duemilaotto una serie di contratti per la fornitura di aerei e motori. L’operazione mirava a subentrare nella gestione di questi beni per poi concederli in locazione a una compagnia aerea internazionale. Per questa acquisizione la società ha pagato un’imposta molto elevata e ha successivamente presentato una richiesta di Rimborso IVA per oltre nove milioni di euro.

L’Agenzia delle Entrate ha rifiutato la richiesta attraverso il silenzio-rifiuto (la mancata risposta che equivale a un diniego). Il Fisco ha sostenuto che la società non avesse diritto al rimborso perché era priva di dipendenti, uffici e di una reale struttura organizzativa in Italia e all’estero al momento dell’acquisto. Secondo l’amministrazione finanziaria, la mancanza di operazioni attive (vendite o servizi fatturati) escludeva la qualifica di soggetto passivo (contribuente che esercita attività d’impresa). La Corte di Giustizia tributaria di secondo grado ha inizialmente confermato questa tesi, ritenendo che l’attività economica dovesse preesistere all’acquisto dei beni.

Quando l’attività preparatoria fa nascere il diritto al rimborso IVA

La decisione dei giudici tributari regionali si scontrava però con i principi stabiliti dal diritto dell’Unione Europea. La normativa comunitaria e la giurisprudenza nazionale riconoscono infatti la massima importanza alle attività preparatorie. Chiunque compia spese di investimento con l’intenzione, confermata da elementi oggettivi, di iniziare un’attività economica deve essere considerato un imprenditore.

Il diritto di detrarre o chiedere il rimborso dell’imposta sorge immediatamente nel momento in cui si effettuano i primi acquisti strumentali. Non è necessario attendere l’effettivo inizio delle vendite o la creazione di una complessa struttura aziendale. Negare questo diritto violerebbe il principio di neutralità fiscale, che impone di non gravare sulle imprese con il costo dell’imposta sugli acquisti necessari alla produzione.

Le motivazioni della Cassazione sul rimborso IVA

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della società estera e ha spiegato in modo dettagliato le motivazioni della decisione sul Rimborso IVA. I giudici hanno chiarito che l’acquisto di contratti commerciali costituisce un tipico atto preparatorio idoneo a dimostrare lo status di imprenditore.

La mancanza di dipendenti o di uffici nel primo mese di vita della società non può giustificare il rifiuto del rimborso. La Cassazione ha sottolineato che l’inerenza delle spese (il legame tra gli acquisti e il futuro business) deve essere valutata in base a elementi oggettivi e non a semplici supposizioni. Nel caso specifico, la successiva concessione in locazione operativa degli aerei a una compagnia aerea dimostrava la reale finalità imprenditoriale dell’operazione iniziale. I giudici di merito avrebbero dovuto verificare se gli acquisti fossero funzionali al progetto economico programmato, anziché pretendere la preesistenza di una struttura aziendale già attiva.

Le conclusioni della Cassazione sul rimborso IVA

Nelle conclusioni sul caso del Rimborso IVA, la Cassazione ha annullato la decisione precedente e ha rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria dell’Abruzzo. Un nuovo collegio di giudici dovrà esaminare nuovamente la vicenda applicando i principi stabiliti dalla Suprema Corte.

Il nuovo giudizio dovrà accertare se i contratti acquistati fossero effettivamente destinati alla locazione degli aerei e se esistessero i presupposti per l’applicazione del regime fiscale di non imponibilità. Questa sentenza rappresenta una vittoria fondamentale per le imprese in fase di avvio (start-up), poiché conferma che le spese iniziali di investimento godono della piena tutela fiscale fin dal primo giorno.

Una società appena costituita può richiedere il rimborso dell’IVA sugli acquisti iniziali?
Sì, il diritto al rimborso spetta anche per le sole attività preparatorie, purché l’intenzione di avviare l’attività economica sia confermata da elementi oggettivi.

È necessario avere dipendenti o uffici attivi per ottenere il rimborso dell’IVA?
No, la mancanza di una struttura aziendale complessa o di dipendenti al momento dell’acquisto non esclude il diritto al rimborso dell’imposta.

Cosa succede se i beni acquistati non vengono utilizzati subito nel ciclo produttivo?
Il mancato utilizzo immediato dei beni non fa perdere il diritto al rimborso, a condizione che l’acquisto sia inerente al progetto imprenditoriale programmato.

Termini giuridici

Soggettività passiva
La condizione giuridica di essere considerati contribuenti ai fini fiscali, ossia soggetti che svolgono un'attività economica e sono inseriti nel sistema dell'imposta.
Silenzio-rifiuto
Il comportamento della Pubblica Amministrazione che, non rispondendo entro i termini di legge a una richiesta, equivale a un provvedimento di diniego contro cui è possibile fare ricorso.
Locazione operativa
Un contratto commerciale con cui una parte concede all'altra l'utilizzo di un bene per un determinato periodo in cambio di un canone periodico.
Rinvio
La decisione della Corte di Cassazione di rimandare la causa a un giudice di grado inferiore affinché decida nuovamente applicando i principi di diritto stabiliti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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