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Rimborso Iva: detrazione per costi prima dell’attività

Una società agricola chiede il rimborso Iva per investimenti pre-attività. La Cassazione chiarisce che il rimborso Iva è legittimo anche per i costi preparatori, a condizione che l’intenzione di avviare l’attività sia provata. Tuttavia, il contribuente deve sempre dimostrare l’effettivo pagamento delle fatture.

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Pubblicato il 27 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Rimborso Iva: Legittima la Detrazione per i Costi Sostenuti Prima dell’Inizio dell’Attività

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale per le nuove imprese: la possibilità di ottenere il rimborso Iva per gli investimenti e i costi sostenuti nella fase preparatoria, ovvero prima che l’attività economica sia ufficialmente avviata. La decisione chiarisce che il diritto alla detrazione sorge con l’intenzione di avviare un’impresa, supportata da elementi oggettivi, anche se le autorizzazioni arrivano in un secondo momento. Analizziamo i dettagli di questa importante pronuncia.

I fatti del caso

Una società agricola, con l’obiettivo di avviare un’attività di agriturismo, aveva effettuato diversi investimenti tra il 2016 e il 2018, chiedendo successivamente il rimborso del credito Iva maturato. L’Amministrazione Finanziaria, in un primo momento, non rispondeva alla richiesta, generando un silenzio-rifiuto. La società decideva quindi di adire le vie legali.

Nei primi due gradi di giudizio, i giudici tributari avevano accolto solo parzialmente la richiesta della società. In particolare, avevano negato il rimborso per quelle fatture di cui la società non era riuscita a dimostrare l’effettivo pagamento, confermando invece il diritto alla detrazione per i costi documentati e pagati. Insoddisfatte della decisione, sia la società che l’Amministrazione Finanziaria hanno proposto ricorso in Cassazione.

La decisione della Corte di Cassazione e il rimborso Iva

La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi, confermando la sentenza di secondo grado ma con motivazioni che offrono chiarimenti fondamentali.

Da un lato, ha respinto il ricorso della società, ribadendo che nel contenzioso tributario per il rimborso Iva, l’onere della prova grava interamente sul contribuente. Non è sufficiente dimostrare l’esistenza della società; è necessario provare ogni singolo presupposto del diritto al rimborso, inclusa la prova del pagamento delle fatture.

Dall’altro lato, ha respinto il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria, la quale sosteneva che la detrazione non fosse possibile perché gli acquisti erano stati effettuati prima dell’ottenimento delle autorizzazioni per l’attività di agriturismo. Su questo punto, la Corte ha stabilito un principio di grande rilevanza.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si basano su due pilastri: l’onere probatorio del contribuente e il diritto alla detrazione per le attività preparatorie, in linea con il diritto dell’Unione Europea.

L’onere della prova a carico del contribuente

La Corte ha ricordato che, quando un contribuente chiede un rimborso, agisce come ‘attore’ non solo in senso formale ma anche sostanziale. Di conseguenza, ha il dovere di allegare e provare tutti i fatti che giustificano la sua richiesta. Le contestazioni dell’Amministrazione Finanziaria sono considerate mere difese. Pertanto, il giudice di merito aveva agito correttamente nel negare il rimborso per le fatture di cui non era stato provato il pagamento.

Il diritto al rimborso Iva per le attività preparatorie

Il punto più significativo della sentenza riguarda la legittimità della detrazione Iva per i costi sostenuti prima dell’avvio formale dell’attività. La Corte ha affermato, in linea con la giurisprudenza europea, che chi ha l’intenzione, confermata da elementi oggettivi (come i primi investimenti), di iniziare un’attività economica in modo autonomo è considerato un soggetto passivo Iva. Come tale, ha il diritto di detrarre immediatamente l’Iva pagata sulle spese di investimento, senza dover attendere l’inizio effettivo dell’esercizio dell’impresa. Questo diritto sussiste anche per le attività di carattere preparatorio, purché siano finalizzate a creare le condizioni per l’avvio dell’attività tipica.

Secondo la Corte, negare questo diritto violerebbe il principio di neutralità dell’imposta, creando ingiustificate disparità tra imprese. Il fatto che le autorizzazioni amministrative per l’agriturismo siano state ottenute solo nel 2021, mentre gli investimenti risalgono al periodo 2016-2018, non è di per sé sufficiente a escludere l’inerenza di tali costi all’attività imprenditoriale.

Le conclusioni

L’ordinanza della Cassazione offre due importanti indicazioni pratiche per le imprese, specialmente per le start-up:

1. Diritto alla detrazione pre-operativa: È confermato il diritto a detrarre l’Iva sui costi preparatori. L’elemento chiave è l’intenzione di avviare un’attività economica, supportata da prove oggettive come l’acquisto di beni e servizi strumentali.
2. Importanza della documentazione: Per ottenere un rimborso Iva, è fondamentale conservare e poter produrre non solo le fatture, ma anche la prova del loro effettivo pagamento. L’onere della prova è sempre a carico del contribuente.

È possibile ottenere il rimborso Iva per le spese sostenute prima di avviare ufficialmente un’attività?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che chi ha l’intenzione, supportata da elementi oggettivi come i primi investimenti, di avviare un’attività economica ha diritto a detrarre immediatamente l’Iva pagata sulle spese preparatorie, senza dover attendere l’inizio effettivo dell’attività.

Chi deve provare il diritto al rimborso Iva in un contenzioso tributario?
L’onere di allegare e provare i fatti che giustificano il diritto al rimborso grava interamente sul contribuente. Egli deve dimostrare non solo l’esistenza del credito ma anche l’effettivo pagamento delle fatture per cui si chiede la detrazione.

L’ottenimento tardivo delle autorizzazioni amministrative impedisce la detrazione dell’Iva sugli acquisti preparatori?
No. Secondo la sentenza, il mero fatto che gli acquisti siano precedenti all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per l’esercizio dell’attività non è di per sé sufficiente a escludere l’inerenza degli acquisti alle finalità imprenditoriali e, di conseguenza, il diritto alla detrazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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