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Rimborso IRES: la Cassazione sul calcolo interessi

Una società contribuente ha impugnato il diniego parziale dell’Agenzia delle Entrate riguardante un’istanza di Rimborso IRES per l’anno 2006. La controversia nasce dalla deducibilità parziale dell’IRAP gravante sul costo del lavoro e sugli interessi passivi. Mentre il capitale è stato in gran parte rimborsato, il punto di scontro riguarda il calcolo e la decorrenza degli interessi. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto interno alla sezione sul momento di computo degli interessi, ha emesso un’ordinanza interlocutoria rinviando la trattazione a una pubblica udienza per garantire un orientamento uniforme.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Rimborso IRES e calcolo interessi: la Cassazione sospende il giudizio

Il tema del Rimborso IRES derivante dalla deducibilità IRAP rappresenta uno dei nodi più complessi del diritto tributario moderno. Recentemente, la Corte di Cassazione è intervenuta con un’ordinanza interlocutoria che mette in luce un profondo contrasto interpretativo riguardante la decorrenza degli interessi sui crediti d’imposta.

Il contesto normativo e i fatti di causa

La vicenda trae origine da un’istanza presentata da una grande società per ottenere il Rimborso IRES relativo all’anno d’imposta 2006. La richiesta si fondava sull’introduzione di norme che hanno permesso la deduzione parziale dell’IRAP (riferita a spese per il personale e interessi passivi) dall’imponibile IRES, anche per periodi precedenti al 2008. Sebbene l’Amministrazione Finanziaria avesse già provveduto a rimborsare ingenti somme a titolo di capitale, la disputa si è spostata sulla corretta liquidazione degli interessi.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di merito avevano inizialmente dato ragione alla società contribuente, confermando il diritto a una diversa decorrenza degli interessi rispetto a quanto applicato dall’Ufficio. Tuttavia, giunta in Cassazione, la questione ha rivelato una spaccatura interna alla sezione tributaria. Non esiste, allo stato attuale, un orientamento univoco sul momento esatto in cui debbano iniziare a maturare gli interessi per questa specifica tipologia di rimborsi fiscali.

Le motivazioni

La Corte ha rilevato che la questione del computo degli interessi è centrale e presenta soluzioni divergenti nella giurisprudenza di legittimità. In particolare, l’ordinanza richiama un precedente provvedimento interlocutorio che aveva già segnalato la necessità di un chiarimento nomofilattico. Il contrasto riguarda l’applicazione dell’art. 44-bis del d.P.R. n. 602/1973 e la sua interazione con le norme speciali introdotte nel 2008. Per evitare sentenze contrastanti su casi identici, la Corte ha ritenuto indispensabile demandare la trattazione a una pubblica udienza, differendo ogni decisione finale.

Le conclusioni

L’ordinanza interlocutoria conferma che il diritto al Rimborso IRES non è solo una questione di calcolo del capitale, ma coinvolge profili tecnici complessi sulla remunerazione del credito. Per le imprese, questo significa che la partita con il Fisco resta aperta e che la certezza del diritto dipenderà dalle prossime udienze pubbliche. Le implicazioni pratiche sono notevoli: l’esito del giudizio determinerà l’entità effettiva dei recuperi finanziari per migliaia di contribuenti che hanno pendenze simili, stabilendo se gli interessi debbano decorrere dalla data di entrata in vigore della legge o da quella della domanda di rimborso.

Perché il calcolo degli interessi sul rimborso IRES è oggetto di disputa?
Esiste un contrasto interno alla Corte di Cassazione sulla data di decorrenza degli interessi, ovvero se debbano partire dalla presentazione della domanda o dall’entrata in vigore della norma agevolativa.

Cosa ha stabilito l’ordinanza interlocutoria in questo caso?
La Corte ha deciso di non decidere immediatamente, rinviando la causa a una pubblica udienza per risolvere il contrasto interpretativo e garantire una decisione uniforme.

Qual è l’impatto per le aziende che attendono rimborsi fiscali simili?
Le aziende devono attendere l’esito della pubblica udienza, poiché la decisione finale stabilirà criteri certi per la quantificazione degli interessi spettanti sui crediti d’imposta pregressi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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