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Rimborso credito IVA: decadenza biennale confermata

Una società cooperativa si è vista negare un rimborso credito IVA perché richiesto oltre il termine di due anni. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che se il contribuente indica inizialmente il credito per la compensazione nella dichiarazione annuale, si applica la decadenza biennale per la successiva richiesta di rimborso, e non la prescrizione ordinaria di dieci anni.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Rimborso Credito IVA: Attenzione alla Decadenza Biennale

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale in materia fiscale: la scelta tra compensazione e rimborso credito IVA nella dichiarazione annuale ha conseguenze determinanti sui termini per esercitare i propri diritti. Questa decisione chiarisce che una scelta iniziale per la compensazione assoggetta la successiva richiesta di rimborso a un termine di decadenza di soli due anni, anziché al più lungo termine di prescrizione decennale. Analizziamo insieme i dettagli di questo importante caso.

I Fatti del Caso

Una società cooperativa in liquidazione aveva maturato un credito IVA per l’anno d’imposta 2009. Nella dichiarazione relativa a quell’anno, presentata nel 2010, la società aveva indicato di voler utilizzare tale credito in compensazione con altri debiti tributari, senza compilare il quadro RX4, specifico per la richiesta di rimborso.

Quasi nove anni dopo, nel gennaio 2019, la società presentava un’istanza di rimborso per quel medesimo credito IVA. L’Agenzia delle Entrate negava il rimborso, eccependo l’avvenuta decadenza del diritto, essendo trascorsi più di due anni. Sia la Commissione Tributaria Provinciale che quella Regionale confermavano la posizione dell’Amministrazione Finanziaria. La società decideva quindi di ricorrere in Cassazione.

La Decisione della Corte sul rimborso credito IVA

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso della società, confermando la correttezza delle sentenze dei gradi precedenti. I giudici hanno stabilito che la domanda di rimborso credito IVA è giuridicamente distinta dalla scelta della compensazione.

Quando il contribuente, nella propria dichiarazione annuale, non manifesta una volontà inequivocabile di ottenere il rimborso (ad esempio, compilando l’apposito quadro RX4), ma opta per la compensazione, si applica il termine di decadenza biennale previsto dall’art. 21, comma 2, del D.Lgs. 546/1992. Questo termine decorre dal momento in cui sorge il diritto alla restituzione e non può essere sostituito dal termine di prescrizione ordinario di dieci anni.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte ha basato la sua decisione su un orientamento giurisprudenziale consolidato. I punti chiave del ragionamento sono i seguenti:

1. Distinzione tra Rimborso e Compensazione: La richiesta di rimborso e l’opzione per la compensazione sono due istituti distinti. La compensazione permette di estinguere debiti fiscali con crediti della stessa natura, mentre il rimborso comporta la restituzione monetaria dell’eccedenza. La volontà del contribuente deve essere espressa chiaramente nella dichiarazione.

2. Applicabilità della Decadenza Biennale: Se la dichiarazione indica la volontà di compensare il credito, e solo in un secondo momento il contribuente presenta un’istanza di rimborso, questa nuova richiesta è soggetta al termine di decadenza di due anni. Il termine decennale di prescrizione si applica solo nei casi in cui la volontà di ottenere il rimborso sia manifestata fin dall’inizio nella dichiarazione annuale.

3. Irrilevanza della Cessazione dell’Attività: La società ricorrente aveva tentato di sostenere che la cessazione dell’attività aziendale costituisse un’ipotesi eccezionale che avrebbe dovuto consentire il rimborso. Tuttavia, la Corte ha dichiarato questo motivo inammissibile, in quanto non era stato sollevato nei precedenti gradi di giudizio.

4. Conformità con il Diritto Europeo: La Corte ha respinto anche la richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, affermando che la normativa nazionale che prevede un termine di decadenza di due anni è conforme ai principi europei di equivalenza ed effettività, in quanto non rende impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio del diritto al rimborso.

Le Conclusioni

L’ordinanza conferma l’importanza di una corretta e attenta compilazione della dichiarazione IVA. La scelta tra compensazione e rimborso non è priva di conseguenze. Optare per la compensazione e poi cambiare idea può far incorrere il contribuente nella decadenza biennale, con la conseguente perdita definitiva del diritto a recuperare il proprio credito. È quindi essenziale che i contribuenti e i loro consulenti valutino con attenzione la strategia fiscale più opportuna fin dal momento della presentazione della dichiarazione, per evitare di perdere somme importanti a causa del decorso di termini perentori.

Quando si applica il termine di decadenza biennale per il rimborso del credito IVA?
Si applica quando il contribuente, dopo aver inizialmente indicato nella dichiarazione annuale di voler utilizzare il credito in compensazione, presenta in un secondo momento un’istanza di rimborso. Il termine di due anni decorre dal momento in cui è sorto il diritto alla restituzione.

La scelta di destinare il credito IVA a compensazione può essere modificata in una richiesta di rimborso?
Sì, ma la successiva istanza di rimborso deve essere presentata entro il termine di decadenza di due anni. Se la richiesta viene effettuata oltre tale termine, il diritto al rimborso si estingue, come stabilito dalla Corte in questo caso.

Cosa succede se un contribuente indica erroneamente il credito IVA per la compensazione invece che per il rimborso?
Se il contribuente indica il credito in compensazione (non compilando, ad esempio, il quadro RX4 per il rimborso), la sua volontà è considerata orientata alla compensazione. Una successiva richiesta di rimborso sarà soggetta al termine breve di decadenza biennale e non al termine ordinario decennale di prescrizione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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