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Responsabilità socio Srl: prova del pagamento decisiva

Un ex socio di una Srl cancellata è stato ritenuto responsabile per i debiti IVA della società. La Cassazione ha stabilito che il verbale di approvazione del bilancio di liquidazione, contenente una quietanza firmata dal socio, è prova sufficiente della riscossione delle somme, fondando così la sua responsabilità socio Srl. Il disconoscimento della firma da parte del socio è stato giudicato generico e inefficace.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Responsabilità socio Srl per debiti fiscali: la firma sul verbale è decisiva

La responsabilità socio Srl per i debiti della società, specialmente quelli fiscali, dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese è un tema di grande attualità. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale: il valore probatorio del verbale di approvazione del bilancio finale di liquidazione. Se il socio firma un documento che attesta la riscossione di somme, difficilmente potrà poi sottrarsi alla responsabilità per i debiti sociali, fino a concorrenza di quanto incassato.

I Fatti di Causa

Un ex socio di una Srl si vedeva notificare una cartella di pagamento per debiti IVA della società, risalenti a diversi anni prima. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione agiva nei suoi confronti in qualità di coobbligato in solido, ai sensi dell’art. 2495 del codice civile. Questa norma stabilisce che, dopo la cancellazione della società, i creditori sociali insoddisfatti possono rivalersi sui soci, ma solo fino all’importo delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione.

Il socio impugnava la cartella sostenendo di non aver mai ricevuto alcuna somma dalla liquidazione della società e che, pertanto, la pretesa era illegittima. L’Agenzia, di contro, produceva in giudizio il verbale dell’assemblea di approvazione del bilancio finale di liquidazione. Questo documento, estratto dal registro delle imprese, attestava non solo l’approvazione del bilancio, ma conteneva anche una quietanza liberatoria con cui i soci, tra cui il ricorrente, dichiaravano di aver ricevuto le rispettive quote di attivo residuo. A fronte di tale documento, il socio disconosceva la propria firma.

La questione sulla responsabilità del socio Srl e l’onere della prova

Il cuore della controversia verteva su due aspetti principali. In primo luogo, il socio sosteneva che il suo disconoscimento della firma sul verbale avrebbe dovuto obbligare l’Agenzia a intraprendere un complesso procedimento di verificazione per provarne l’autenticità. In secondo luogo, affermava che, in ogni caso, l’onere di provare l’effettiva riscossione delle somme gravasse sull’ente creditore e non su di lui.

Le corti di merito, sia in primo che in secondo grado, davano torto al contribuente, ritenendo che il documento prodotto dall’Agenzia fosse prova sufficiente. Di qui il ricorso in Cassazione.

Le motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di appello e fornendo importanti chiarimenti sulla responsabilità socio Srl. I giudici hanno stabilito che il verbale di assemblea di una società di capitali, trascritto nei libri sociali e facente parte integrante del bilancio finale, costituisce piena prova di quanto in esso attestato, ai sensi dell’art. 2709 c.c. relativo all’efficacia probatoria delle scritture contabili.

Il disconoscimento della firma da parte del socio è stato ritenuto una contestazione generica e non circostanziata. Trattandosi di un documento opponibile ai soci, la semplice negazione non è sufficiente. Il socio avrebbe dovuto fornire prove concrete per dimostrare la falsità del verbale o di non aver partecipato all’assemblea. In assenza di tale prova, il documento conserva la sua piena efficacia.

In merito all’onere della prova, la Cassazione ha chiarito che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione aveva correttamente assolto al proprio onere producendo il verbale con la quietanza. Quel documento, fino a prova contraria, dimostra sia la ripartizione dell’attivo sia l’avvenuto pagamento. Spettava quindi al socio, che affermava il contrario, fornire la prova di non aver mai incassato le somme.

Le conclusioni

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale per la responsabilità socio Srl post-liquidazione: i documenti societari, in particolare il bilancio finale di liquidazione e i verbali assembleari, hanno un’elevata efficacia probatoria nei confronti dei soci stessi. Un socio che firma per quietanza la riscossione di somme non può poi, di fronte a una pretesa dei creditori sociali, limitarsi a un generico disconoscimento della firma. Per contestare la propria responsabilità, deve attivarsi con mezzi di prova adeguati a dimostrare la non veridicità di quanto attestato nel documento. In caso contrario, sarà tenuto a rispondere dei debiti della società estinta, nei limiti di quanto risulta aver incassato.

Quando sorge la responsabilità del socio di una Srl per i debiti sociali dopo la cancellazione?
La responsabilità sorge quando i creditori sociali non sono stati soddisfatti. Essi possono agire nei confronti dei soci, ma solo fino alla concorrenza delle somme che i soci hanno riscosso in base al bilancio finale di liquidazione.

Come può un socio contestare un documento che prova di aver ricevuto somme dalla liquidazione?
Non è sufficiente un generico disconoscimento della propria firma. Il socio deve fornire prove concrete e mezzi istruttori adeguati per dimostrare la falsità del verbale o la sua difformità rispetto alla realtà effettuale, ad esempio provando di non aver partecipato all’assemblea.

Su chi ricade l’onere di provare che il socio ha effettivamente ricevuto le somme in liquidazione?
Secondo la Corte, il creditore (in questo caso, l’Agenzia delle Entrate) assolve al suo onere della prova producendo il bilancio finale di liquidazione che attesta la ripartizione e la riscossione delle somme. A quel punto, l’onere di provare il mancato incasso si sposta sul socio.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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