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Responsabilità soci società estinta: la Cassazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17398/2024, ha stabilito che la responsabilità dei soci di una società estinta per i debiti fiscali pregressi deriva da un fenomeno successorio e non dipende dalla normativa del 2014 che ha introdotto una ‘fictio iuris’ sulla sopravvivenza quinquennale della società. Il caso riguardava un avviso di accertamento per fatture inesistenti notificato ai soci e al liquidatore dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato l’atto solo sulla base della irretroattività della nuova legge, omettendo di valutare la responsabilità dei soci e del liquidatore secondo i principi generali dell’ordinamento (art. 2495 c.c. e art. 36 D.P.R. 600/1973).

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Responsabilità soci società estinta: la Cassazione chiarisce i principi

La cancellazione di una società dal registro delle imprese ne determina l’estinzione, ma non cancella i suoi debiti, specialmente quelli di natura fiscale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: la responsabilità dei soci di una società estinta è una conseguenza diretta della successione nei debiti sociali e non dipende da normative sopravvenute. Questo intervento chiarisce come l’Agenzia delle Entrate possa legittimamente rivalersi su ex soci e liquidatori anche per società cessate da tempo.

I Fatti del Caso: La Società Cancellata e l’Avviso di Accertamento

Una società a responsabilità limitata operante nel settore edile veniva posta in liquidazione volontaria nel 2013 e, poco dopo, cancellata dal registro delle imprese. Anni dopo, nel 2016, la Guardia di Finanza notificava ai tre ex soci (di cui uno era anche ex liquidatore) un processo verbale di constatazione. L’indagine aveva fatto emergere la contabilizzazione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti per oltre 400.000 euro relative all’anno 2012.

Sulla base di questi rilievi, l’Agenzia delle Entrate emetteva un avviso di accertamento con cui rettificava il reddito della società estinta, recuperando maggiori imposte, sanzioni e interessi. L’atto veniva notificato direttamente agli ex soci e all’ex liquidatore.

L’Iter Giudiziario e il focus sull’irretroattività

I contribuenti impugnavano l’atto dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale (CTP), sostenendo che la pretesa fiscale fosse illegittima. La loro tesi principale si basava sull’inapplicabilità dell’art. 28, comma 4, del D.Lgs. 175/2014. Questa norma ha introdotto una fictio iuris, stabilendo che, ai soli fini fiscali, l’estinzione della società ha effetto solo dopo cinque anni dalla cancellazione. Poiché la società era stata cancellata nel 2013, prima dell’entrata in vigore di tale legge, i giudici di primo grado accoglievano il ricorso, annullando l’accertamento.

L’Agenzia delle Entrate proponeva appello, ma la Commissione Tributaria Regionale (CTR) confermava la decisione, ribadendo l’irretroattività della norma del 2014 e concludendo che l’avviso di accertamento emesso nei confronti della società (e non dei soci) fosse nullo. L’Amministrazione finanziaria, non soddisfatta, ricorreva per cassazione.

Le motivazioni della Cassazione: la Responsabilità soci società estinta è un principio autonomo

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassando la sentenza d’appello e chiarendo un punto di diritto cruciale. L’errore dei giudici di merito è stato quello di limitare la propria analisi alla sola questione della retroattività del D.Lgs. 175/2014, ignorando il fulcro dell’argomentazione dell’Ufficio: la responsabilità dei soci della società estinta e del liquidatore si fonda su principi civilistici e tributari preesistenti e del tutto autonomi.

La successione dei soci nei debiti della società

La Suprema Corte ha ricordato che, a seguito della riforma del diritto societario del 2003, la cancellazione della società dal registro delle imprese determina un ‘fenomeno di tipo successorio’. I soci subentrano nelle obbligazioni rimaste insoddisfatte, rispondendone nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione (o illimitatamente, a seconda del tipo di società). Pertanto, l’atto impositivo, anche se formalmente intestato alla società estinta, è valido ed efficace se notificato agli ex soci, quali suoi successori. Questa responsabilità non è una novità introdotta nel 2014, ma un principio consolidato (Cass. Sez. U, n. 6070 del 2013).

La responsabilità autonoma del liquidatore

Allo stesso modo, la responsabilità dell’ex liquidatore non discende dalla ‘fictio iuris’ del 2014, ma da un titolo autonomo previsto dall’art. 36 del D.P.R. 602/1973. Il liquidatore risponde in proprio per le imposte non pagate se non ha adempiuto all’obbligo di saldare i debiti tributari della società prima di distribuire l’attivo ai soci. Si tratta di una responsabilità per fatto proprio, di natura civilistica, che ha come mero presupposto l’esistenza del debito tributario della società.

Le conclusioni: Implicazioni pratiche della sentenza

In definitiva, la Cassazione ha stabilito che la CTR ha commesso un errore di ‘omessa pronuncia’ non valutando le specifiche doglianze dell’Agenzia relative alla responsabilità dei soci e del liquidatore ai sensi degli artt. 2495 c.c. e 36 D.P.R. 602/1973. La questione della retroattività della norma del 2014 era del tutto distinta e non assorbente.

La sentenza riafferma con forza un principio essenziale: la cancellazione di una società non è uno scudo contro i debiti fiscali. Gli ex soci e i liquidatori possono essere chiamati a rispondere personalmente, sulla base di principi successori e di responsabilità personale che prescindono dalle recenti modifiche legislative. La pretesa del Fisco, quindi, può legittimamente rivolgersi a loro anche anni dopo la formale estinzione dell’ente.

I soci di una società cancellata dal registro delle imprese sono responsabili per i debiti fiscali della società?
Sì, perché con l’estinzione della società si verifica un fenomeno successorio in virtù del quale i soci subentrano nelle obbligazioni non adempiute, inclusi i debiti fiscali, nei limiti di quanto hanno ricevuto dal bilancio finale di liquidazione.

La responsabilità dei soci e del liquidatore dipende dall’applicazione della legge che ha esteso a 5 anni la vita della società ai fini fiscali (D.Lgs. 175/2014)?
No, la Corte di Cassazione ha chiarito che la responsabilità dei soci (come successori) e quella del liquidatore (per fatto proprio) si fondano su principi giuridici autonomi e preesistenti, come l’art. 2495 del codice civile e l’art. 36 del D.P.R. 600/1973, e sono del tutto indipendenti dalla ‘fictio iuris’ introdotta nel 2014.

Un avviso di accertamento notificato agli ex soci dopo la cancellazione della società è valido?
Sì, la sentenza conferma che l’atto impositivo, anche se intestato alla società estinta, è valido ed efficace se notificato collettivamente o singolarmente agli ex soci, in quanto essi sono i successori nei rapporti giuridici che facevano capo alla società.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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