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Responsabilità soci società cancellata: attesa per le SU

L’Agenzia delle Entrate ha citato in giudizio gli ex soci di una società a responsabilità limitata cancellata dal registro delle imprese, per il pagamento di imposte non versate. Le commissioni tributarie di merito hanno dato ragione ai contribuenti, affermando che la responsabilità dei soci è limitata alle somme ricevute dalla liquidazione, la cui prova spetta all’Agenzia. Quest’ultima ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che i soci succedono nei debiti della società estinta a prescindere dalla percezione di utili. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sulla responsabilità soci società cancellata è già stata rimessa alle Sezioni Unite, ha sospeso il giudizio in attesa della loro pronuncia, al fine di garantire un’interpretazione uniforme della legge.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

La Responsabilità dei Soci di Società Cancellata per Debiti Fiscali

Quando una società cessa di esistere e viene cancellata dal Registro delle Imprese, cosa accade ai suoi debiti, in particolare quelli di natura fiscale? La questione della responsabilità soci società cancellata è un tema complesso e dibattuto, che contrappone le tutele per i creditori, come l’Erario, e i limiti di responsabilità per gli ex soci. Una recente ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione mette in luce questa problematica, sospendendo la propria decisione in attesa di un verdetto chiarificatore delle Sezioni Unite.

I Fatti del Caso: una Società Cancellata e il Fisco che bussa alla porta dei soci

La vicenda trae origine da un avviso di accertamento per imposte (IRE, IVA e IRAP) relative all’anno 2011, notificato dall’Agenzia delle Entrate non alla società debitrice, ma direttamente ai suoi ex soci. La società, una S.r.l. operante nel settore edile, era stata infatti liquidata e cancellata dal Registro delle Imprese nel 2013. I soci, ritenendo di non essere tenuti a rispondere del debito, hanno impugnato l’atto impositivo, dando il via a un contenzioso legale che è giunto fino al terzo grado di giudizio.

Le Decisioni dei Giudici di Merito

Sia la Commissione Tributaria Provinciale che quella Regionale hanno dato ragione ai contribuenti. La motivazione principale si fondava sull’interpretazione dell’articolo 2495 del codice civile. Secondo i giudici di merito, la responsabilità degli ex soci per i debiti sociali è circoscritta entro i limiti di quanto da loro percepito in base al bilancio finale di liquidazione. Poiché l’Agenzia delle Entrate non aveva fornito la prova che i soci avessero effettivamente ricevuto somme dalla liquidazione della società, la pretesa erariale è stata respinta. In sostanza, l’onere di provare l’arricchimento dei soci era stato posto interamente a carico del Fisco.

Il Ricorso in Cassazione dell’Agenzia delle Entrate e la questione della responsabilità soci società cancellata

L’Agenzia delle Entrate non si è arresa e ha presentato ricorso in Cassazione, articolando due motivi principali. In primo luogo, ha contestato la violazione dell’articolo 2495 c.c., sostenendo che la cancellazione della società determina un fenomeno successorio in cui i soci subentrano nei debiti sociali, indipendentemente dalla percezione di utili. La responsabilità, secondo l’Agenzia, non è ‘condizionata’ ma diretta. Inoltre, l’Agenzia ha evidenziato come l’accertamento fiscale stesso mettesse in discussione l’attendibilità del bilancio di liquidazione, poiché basato sulla scoperta di ricavi non dichiarati che, se correttamente contabilizzati, avrebbero costituito un attivo da destinare al pagamento dei debiti. In secondo luogo, ha lamentato che la motivazione della sentenza d’appello fosse meramente apparente, in quanto non spiegava adeguatamente perché le argomentazioni dell’Ufficio fossero state disattese.

La Decisione Interlocutoria della Corte di Cassazione

La Quinta Sezione Civile della Corte di Cassazione, investita del caso, ha riconosciuto la centralità e la complessità della questione giuridica. Ha osservato che il nodo cruciale della responsabilità soci società cancellata per i debiti tributari è già stato oggetto di un’altra ordinanza (la n. 7425 del 2023) che ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite. Le Sezioni Unite hanno il compito di risolvere i contrasti interpretativi e fornire un principio di diritto stabile e uniforme. Per evitare di emettere una sentenza potenzialmente in contrasto con la futura decisione delle Sezioni Unite, la Corte ha scelto la via della prudenza, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo.

Le Motivazioni della Sospensione

La decisione di sospendere il giudizio è dettata da un’esigenza di certezza del diritto. La questione da risolvere è fondamentale: per agire contro gli ex soci, il Fisco deve prima dimostrare che questi si sono arricchiti con la liquidazione, oppure la notifica di un accertamento che presuppone l’esistenza di attivi non dichiarati è sufficiente a radicare la loro legittimazione passiva? La risposta delle Sezioni Unite definirà l’onere della prova e l’equilibrio tra la tutela del credito erariale e la posizione giuridica degli ex soci. La sospensione del giudizio evita la frammentazione giurisprudenziale su un tema di così vasta portata pratica.

Conclusioni: Cosa Significa questa Ordinanza?

L’ordinanza interlocutoria non risolve il caso, ma lo ‘congela’ in attesa di un faro che illumini il cammino. Per i professionisti e i contribuenti, ciò significa che l’incertezza sulla portata della responsabilità soci società cancellata permane. La futura sentenza delle Sezioni Unite sarà decisiva: stabilirà regole chiare sulla successione nei debiti fiscali dopo l’estinzione di una società, con importanti conseguenze pratiche sia per le strategie difensive dei contribuenti sia per l’azione di riscossione dell’Amministrazione Finanziaria. Fino ad allora, il contenzioso su questo tema è destinato a rimanere in una fase di attesa strategica.

I soci di una società cancellata rispondono sempre dei debiti fiscali della società?
Secondo le corti di merito in questo caso, la responsabilità dei soci è limitata alle somme da loro riscosse in base al bilancio finale di liquidazione. Tuttavia, la questione è altamente controversa, tanto che la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia definitiva delle Sezioni Unite che chiarisca questo principio.

L’Agenzia delle Entrate deve provare che i soci hanno incassato utili dalla liquidazione per poterli citare in giudizio?
I giudici di merito hanno stabilito che l’onere della prova spetta all’Amministrazione Finanziaria. L’Agenzia delle Entrate contesta questa visione, sostenendo che i soci succedono nei debiti della società e quindi possono essere citati in giudizio a prescindere da tale prova, soprattutto se l’accertamento fiscale stesso suggerisce che il bilancio di liquidazione non era veritiero.

Perché la Corte di Cassazione non ha deciso subito il caso?
La Corte ha emesso un’ordinanza interlocutoria perché la questione giuridica fondamentale sulla responsabilità dei soci è già stata rimessa alle Sezioni Unite con un’altra ordinanza (n. 7425 del 2023). Per garantire un’interpretazione uniforme e autorevole della legge, la Corte attende la decisione di tale supremo consesso prima di pronunciarsi sul caso specifico.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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