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Rendita catastale: torri eoliche e onere della prova

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società operante nel settore energetico riguardante la determinazione della rendita catastale di un parco eolico. La controversia verteva sulla corretta inclusione o esclusione delle torri in acciaio e di altri oneri finanziari dal calcolo fiscale. I giudici hanno confermato che, sebbene le componenti impiantistiche funzionali alla produzione (cosiddetti imbullonati) debbano essere escluse ai sensi della Legge di Stabilità 2016, gli altri elementi del calcolo restano validi se non specificamente contestati. Inoltre, la Corte ha chiarito che le nuove norme sull’onere della prova a carico dell’amministrazione finanziaria non hanno efficacia retroattiva per i giudizi iniziati prima del settembre 2022.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Rendita catastale e parchi eolici: le nuove regole della Cassazione

La determinazione della rendita catastale per gli impianti di produzione di energia rinnovabile rappresenta da anni un terreno di scontro tra contribuenti e fisco. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fatto chiarezza su due punti fondamentali: l’esclusione degli impianti funzionali alla produzione e l’applicabilità temporale delle nuove norme sull’onere della prova nel processo tributario.

Il calcolo della rendita catastale nei parchi eolici

La vicenda trae origine dalla rettifica operata dall’Agenzia delle Entrate su una proposta DOCFA presentata da una società energetica. L’ufficio aveva incluso nel valore catastale non solo il terreno e le fondazioni, ma anche la torre in acciaio, gli oneri finanziari e il profitto dell’imprenditore. La società contestava tale inclusione, invocando la normativa sugli “imbullonati” che esenta dal carico impositivo le componenti impiantistiche funzionali allo specifico processo produttivo.

I giudici di merito avevano parzialmente accolto le ragioni della società, escludendo il valore della torre ma confermando il resto della rendita accertata. La Cassazione è stata chiamata a valutare se tale decisione fosse adeguatamente motivata e se il fisco avesse correttamente assolto ai propri oneri probatori.

La disciplina degli imbullonati e l’esenzione fiscale

L’art. 1, comma 21, della Legge n. 208 del 2015 ha introdotto un criterio distintivo fondamentale per i fabbricati speciali (categoria D). Ai fini della stima diretta, devono essere esclusi i macchinari, i congegni e le attrezzature funzionali al processo produttivo, indipendentemente dalla loro natura strutturale. Per i parchi eolici, questo significa che la torre e le turbine non devono pesare sul calcolo della rendita, poiché sono strumenti necessari alla generazione di energia e non semplici elementi architettonici dell’immobile.

L’onere della prova e la rendita catastale

Un punto cruciale del ricorso riguardava la presunta violazione delle regole sull’onere della prova. La società sosteneva che spettasse all’Agenzia delle Entrate dimostrare la correttezza della rendita rettificata, citando le recenti riforme del processo tributario. Tuttavia, la Suprema Corte ha rigettato questa tesi, sottolineando che la validità dell’atto impugnato rimane ferma per tutte quelle parti che il contribuente non ha contestato in modo specifico e tempestivo.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione ha fondato il rigetto del ricorso su due pilastri giuridici. In primo luogo, ha escluso il vizio di motivazione apparente, ritenendo che i giudici d’appello avessero spiegato con chiarezza perché solo la torre dovesse essere espunta dal calcolo. In secondo luogo, ha affrontato la questione dell’art. 7, comma 5-bis del D.Lgs 546/1992. La Corte ha stabilito che questa norma, che impone all’amministrazione l’onere di provare in giudizio le pretese tributarie, ha natura sostanziale e non processuale. Di conseguenza, essa si applica esclusivamente ai ricorsi notificati dopo il 16 settembre 2022. Poiché la causa in esame era iniziata nel 2021, la nuova regola non poteva trovare applicazione.

Le conclusioni

La decisione conferma un orientamento rigoroso: la tutela del contribuente in materia di rendita catastale passa necessariamente per una contestazione analitica di ogni singola voce di costo inserita dall’ufficio. Non è sufficiente invocare genericamente l’esenzione degli impianti se non si impugnano anche gli altri elementi valutativi come il valore del suolo o gli oneri accessori. Inoltre, la sentenza ribadisce che le riforme favorevoli al contribuente in termini di onere probatorio non possono essere utilizzate per riaprire casi già incardinati sotto la vecchia disciplina, garantendo così la stabilità dei rapporti giuridici pregressi.

Cosa si intende per imbullonati nel calcolo della rendita catastale?
Sono i macchinari e gli impianti funzionali al processo produttivo che devono essere esclusi dal valore catastale degli immobili industriali, come le torri eoliche.

Quando si applica il nuovo onere della prova a carico del fisco?
La nuova normativa si applica solo ai giudizi tributari instaurati con ricorsi depositati a partire dal 16 settembre 2022, non avendo efficacia retroattiva.

È possibile contestare la rendita catastale di un parco eolico?
Sì, ma il contribuente deve contestare specificamente ogni elemento della stima dell’ufficio, altrimenti le parti non impugnate vengono considerate valide.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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