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Redditometro: la prova contraria del contribuente

La Corte di Cassazione chiarisce l’onere della prova in tema di Redditometro. Un contribuente aveva subito un accertamento per un maggior reddito presunto a seguito dell’acquisto di un’imbarcazione. La CTR aveva preteso la prova del collegamento diretto tra le somme esenti possedute e l’acquisto. La Suprema Corte ha invece stabilito che il contribuente deve solo dimostrare la disponibilità di risorse idonee e la durata del loro possesso, senza dover provare l’effettivo e specifico impiego di quel denaro per l’investimento contestato.

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Pubblicato il 23 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Redditometro: la prova contraria del contribuente. L’accertamento tramite Redditometro rappresenta uno degli strumenti più incisivi a disposizione del Fisco per ricostruire il reddito dei cittadini basandosi sulla loro capacità di spesa. Recentemente, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sui limiti dell’onere probatorio a carico del contribuente, offrendo chiarimenti fondamentali per chi si trova a dover giustificare spese rilevanti, come l’acquisto di un’imbarcazione o di un immobile. ## Il caso dell’acquisto di un’imbarcazione. La vicenda trae origine da un avviso di accertamento notificato a un contribuente che aveva acquistato un’imbarcazione da pesca per un valore superiore ai centomila euro. L’Amministrazione finanziaria, applicando il metodo sintetico, aveva presunto un reddito imponibile molto più elevato di quello dichiarato. Nonostante il contribuente avesse dimostrato di aver ricevuto indennizzi e somme da riscatti assicurativi negli anni precedenti, i giudici di appello avevano ritenuto tale prova insufficiente, pretendendo la dimostrazione del nesso diretto tra quelle specifiche somme e l’acquisto del bene. ### La decisione della Cassazione sul Redditometro. La Suprema Corte ha ribaltato l’orientamento restrittivo dei giudici di merito. Secondo gli Ermellini, la disciplina del Redditometro introduce una presunzione legale relativa che può essere vinta dal contribuente dimostrando la provenienza non reddituale delle somme. Tuttavia, questa prova non deve essere eccessivamente gravosa: non è richiesto il tracciamento millimetrico di ogni singolo euro speso, ma la dimostrazione di una disponibilità economica complessiva compatibile con l’investimento effettuato. ## Le motivazioni. La Corte ha chiarito che, ai sensi dell’art. 38 del d.P.R. 600/1973, il contribuente è onerato della prova in merito a circostanze sintomatiche che rendano verosimile l’utilizzo di somme esenti o già tassate. Non è dunque necessaria la prova documentale del collegamento materiale tra la provvista finanziaria e l’investimento patrimoniale realizzato. È sufficiente dimostrare l’entità dei redditi ulteriori e la durata del loro possesso. L’obiettivo della norma è ancorare la difesa a fatti oggettivi, quantitativi e temporali, che permettano di riferire la maggiore capacità contributiva a somme che non devono essere nuovamente tassate. Nel caso di specie, la disponibilità di un indennizzo per fermo pesca costituiva un elemento fondamentale che il giudice del rinvio dovrà valutare con maggiore elasticità, senza pretendere un nesso di causalità diretta tra il denaro ricevuto e il pagamento del bene. ## Le conclusioni. In conclusione, la sentenza stabilisce un principio di equità nel rapporto tra Fisco e contribuente. Se il cittadino dimostra di aver avuto a disposizione risorse lecite e non tassabili in misura congrua rispetto alla spesa contestata, l’accertamento deve decadere. Questa interpretazione evita che l’onere della prova si trasformi in un ostacolo insormontabile, valorizzando la complessiva posizione reddituale del nucleo familiare e la verosimiglianza economica delle operazioni. Per i contribuenti, resta essenziale mantenere una documentazione bancaria ordinata, come gli estratti conto, capaci di attestare la persistenza delle somme nel tempo e la loro disponibilità al momento dell’acquisto.

Cosa deve provare il contribuente in caso di accertamento da Redditometro?
Il contribuente deve dimostrare di aver posseduto redditi esenti o già soggetti a ritenuta alla fonte che siano sufficienti a giustificare la spesa sostenuta.

È necessario dimostrare che proprio quei soldi sono stati usati per l’acquisto?
No, la Cassazione ha stabilito che non è richiesto il collegamento documentale diretto tra la specifica provvista finanziaria e l’investimento effettuato.

Quali documenti sono considerati idonei per la prova contraria?
Gli estratti conto bancari sono strumenti fondamentali per dimostrare l’entità delle somme disponibili e la durata del loro possesso prima dell’acquisto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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