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PREU: Cassazione su giochi illeciti e sanzioni

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell’avviso di accertamento per il recupero del PREU su apparecchi da gioco illeciti rinvenuti in un esercizio commerciale. La Corte ha chiarito che la cancellazione della società dal registro delle imprese non impedisce la notifica di atti tributari entro i cinque anni successivi. Inoltre, il Processo Verbale di Constatazione (PVC) redatto dai funzionari gode di fede privilegiata riguardo ai fatti accertati, rendendo legittimo l’accertamento basato sulla presenza di terminali idonei al gioco d’azzardo non autorizzato. Il ricorso è stato rigettato con condanna per abuso del processo.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

PREU e apparecchi da gioco: la Cassazione punisce l’abuso del processo

Il settore del gioco pubblico e il relativo regime fiscale, dominato dal PREU, sono spesso oggetto di complessi contenziosi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha gettato luce su aspetti cruciali riguardanti l’accertamento delle violazioni, la validità delle notifiche alle società estinte e le conseguenze processuali di ricorsi manifestamente infondati.

La notifica alla società cancellata dal registro imprese

Uno dei punti cardine della decisione riguarda la validità della notifica di un atto di appello a una società già cancellata dal registro delle imprese. Secondo il ricorrente, tale notifica sarebbe stata nulla per inesistenza del destinatario.

La Suprema Corte ha però ribadito l’applicabilità dell’art. 28, comma 4, del d.lgs. n. 175 del 2014. Questa norma stabilisce che, ai soli fini della validità degli atti di liquidazione, accertamento e contenzioso tributario, l’estinzione della società ha effetto solo dopo cinque anni dalla richiesta di cancellazione. Pertanto, l’amministrazione finanziaria può legittimamente procedere nei confronti dell’ente anche se formalmente estinto, garantendo la continuità dell’azione di recupero fiscale.

Il valore probatorio del PVC e l’accertamento del PREU

Il cuore della controversia riguardava la natura degli apparecchi rinvenuti: semplici personal computer di un internet point o terminali illeciti per il gioco d’azzardo? La Cassazione ha confermato che il Processo Verbale di Constatazione (PVC) redatto dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dai militari operanti gode di fede privilegiata.

Fede privilegiata e prova dei fatti

Ai sensi dell’art. 2700 c.c., quanto attestato dal pubblico ufficiale come avvenuto in sua presenza o da lui compiuto fa piena prova. Se il verbale descrive apparecchiature collegate a siti di scommesse non autorizzati e idonee a consentire vincite in denaro, il contribuente non può limitarsi a contestazioni generiche. Per ribaltare tale evidenza, sarebbe necessaria una querela di falso o la produzione di prove contrarie specifiche che non sono state fornite nel caso di specie.

Le motivazioni

La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, evidenziando come la motivazione della sentenza di secondo grado fosse solida e basata su un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità. Il rinvio per relationem al PVC contenuto nell’avviso di accertamento è stato ritenuto legittimo, poiché il contribuente era a conoscenza del contenuto del verbale sin dal momento della sua redazione e consegna. La prova del presupposto d’imposta per il PREU è stata quindi considerata pienamente raggiunta attraverso la descrizione tecnica dei dispositivi operata dai verificatori.

Le conclusioni

Oltre al rigetto del ricorso, la Cassazione ha applicato le sanzioni previste per l’abuso del processo. Non essendosi il ricorrente attenuto alla proposta di definizione accelerata, confermata poi dalla decisione finale, è scattata la condanna per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. Questa decisione sottolinea l’importanza di valutare con estrema prudenza la fondatezza dei motivi di ricorso in Cassazione, specialmente quando si scontrano con accertamenti di fatto documentati da atti pubblici dotati di fede privilegiata.

Cosa succede se una società riceve un atto tributario dopo essere stata cancellata?
Ai fini fiscali e del contenzioso, la cancellazione della società dal registro delle imprese produce effetti solo dopo cinque anni. Pertanto, le notifiche di accertamenti o atti processuali entro questo termine sono considerate valide.

Quale valore ha il verbale redatto dall’Agenzia delle Dogane durante un controllo?
Il Processo Verbale di Constatazione ha fede privilegiata. Questo significa che fa piena prova dei fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza, a meno che non venga presentata una querela di falso.

Quando si rischia la condanna per abuso del processo in Cassazione?
Si rischia la condanna quando si prosegue un ricorso manifestamente infondato o inammissibile, specialmente se non ci si adegua a una proposta di definizione accelerata formulata dal giudice relatore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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