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Prelievo Erariale Unico: onere della prova invertito

La Corte di Cassazione chiarisce che per il Prelievo Erariale Unico su apparecchi da gioco non autorizzati, vige una presunzione legale. L’imposta è dovuta per l’intero anno, e spetta al contribuente, non all’Agenzia, dimostrare che l’installazione è avvenuta in un momento successivo all’inizio del periodo d’imposta, invertendo così l’onere della prova.

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Pubblicato il 30 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Prelievo Erariale Unico e Onere della Prova: La Cassazione Chiarisce

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione interviene su un tema cruciale per gli operatori del settore del gioco: la ripartizione dell’onere della prova in caso di accertamento per il Prelievo Erariale Unico (PREU) su apparecchi da intrattenimento privi di autorizzazione. La Suprema Corte stabilisce una presunzione di installazione per l’intero anno, invertendo di fatto l’onere probatorio a carico del contribuente.

I Fatti di Causa: Il Sequestro degli Apparecchi da Gioco

Il caso trae origine da un avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nei confronti del titolare di un esercizio commerciale. L’accertamento riguardava il PREU per l’anno 2008, calcolato in via forfettaria su cinque apparecchi da intrattenimento privi di autorizzazione, rinvenuti e sequestrati presso l’attività commerciale il 13 dicembre 2008.

Il contribuente aveva impugnato l’atto, sostenendo che l’Agenzia non avesse provato la detenzione degli apparecchi per l’intero anno solare, ma solo alla data del sequestro. La Commissione Tributaria Regionale (CTR) aveva accolto questa tesi, ponendo a carico dell’Amministrazione finanziaria l’onere di dimostrare la presenza degli apparecchi fin dal 1° gennaio 2008.

La Normativa sul Prelievo Erariale Unico per Apparecchi Illeciti

Per comprendere la decisione della Cassazione, è fondamentale analizzare la normativa di riferimento, in particolare l’art. 39-quater del D.L. n. 269/2003. Questa norma estende l’applicazione del PREU anche agli apparecchi illegali, come quelli che consentono il gioco d’azzardo o sono privi del necessario nulla osta.

La legge prevede che, in assenza di dati di gioco memorizzati o leggibili, l’Amministrazione proceda a un accertamento induttivo, basato su un importo forfettario giornaliero. Il PREU, inoltre, ha una base impositiva annuale. La responsabilità per il versamento ricade in primis sull’installatore e, in solido, sul possessore dei locali dove gli apparecchi sono installati.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione della CTR, accogliendo il ricorso dell’Agenzia. Il fulcro del ragionamento risiede nella distinzione tra il concetto civilistico di “possesso” e quello, fiscalmente rilevante, di “installazione”.

Secondo i giudici di legittimità, la normativa sul PREU non fa riferimento al possesso, ma all’installazione degli apparecchi. Poiché il tributo ha base annuale e l’accertamento è di tipo induttivo, la legge crea una presunzione legale: si presume che l’installazione degli apparecchi illeciti si protragga per l’intero anno solare di riferimento.

Questa presunzione ha un’importante conseguenza processuale: inverte l’onere della prova. Non è più l’Amministrazione a dover dimostrare che gli apparecchi erano presenti fin dall’inizio dell’anno, ma è il contribuente (l’installatore o il possessore dei locali) a dover provare che l’installazione è avvenuta in un momento successivo. Solo fornendo tale prova, il contribuente può ottenere una riduzione del prelievo fiscale dovuto.

La Corte ha specificato che il richiamo della CTR ai principi del codice civile sul possesso (art. 1143 c.c.) era fuori luogo, poiché la disciplina tributaria del PREU è speciale e prevale su quella generale.

Le Conclusioni: Il Principio di Diritto

Con questa ordinanza, la Cassazione formula un chiaro principio di diritto: “In materia di prelievo erariale unico (c.d. PREU) sulle somme giocate mediante gli apparecchi da intrattenimento privi del prescritto nulla osta, […] in caso di accertamento induttivo, […] l’imposta, avente base annuale, è calcolata dall’inizio dell’anno solare di riferimento salvo che il soggetto obbligato non dimostri che la loro installazione è avvenuta in un momento successivo.”

Questa decisione rafforza gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione finanziaria nel contrasto al gioco illegale e chiarisce definitivamente che, in caso di accertamento forfettario del PREU, spetta al contribuente l’onere di superare la presunzione di installazione annuale.

A chi spetta l’onere di provare il periodo di installazione di un apparecchio da gioco non autorizzato ai fini del PREU?
Secondo la Corte di Cassazione, l’onere della prova spetta al soggetto obbligato (contribuente). Esiste una presunzione legale che l’installazione copra l’intero anno solare, e sta al contribuente dimostrare che essa sia avvenuta in un momento successivo per ridurre l’imposta dovuta.

Il Prelievo Erariale Unico (PREU) per apparecchi illeciti si calcola su base giornaliera o annuale?
L’imposta ha una base imponibile annuale. Anche se l’accertamento induttivo si basa su un importo forfettario giornaliero, il calcolo finale del tributo si riferisce all’intero anno solare, salvo prova contraria del contribuente.

I principi civilistici sul possesso si applicano per determinare la responsabilità del PREU?
No. La Corte ha chiarito che la responsabilità per il PREU su apparecchi illeciti non è legata al concetto di “possesso” civilistico, ma a quello di “installazione”. Pertanto, le norme del codice civile sul possesso sono ritenute inapplicabili in questo specifico contesto tributario.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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