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Notifica per compiuta giacenza: la Cassazione decide

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un contribuente, stabilendo che se il termine di dieci giorni per il perfezionamento della notifica per compiuta giacenza scade di domenica, viene prorogato al giorno successivo non festivo. Di conseguenza, il termine di 60 giorni per impugnare l’avviso di accertamento decorre da tale data, rendendo tempestivo il ricorso inizialmente giudicato tardivo.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Notifica per compiuta giacenza: la Cassazione chiarisce il calcolo dei termini

La corretta gestione dei termini processuali è un pilastro fondamentale del diritto, specialmente in materia tributaria dove il mancato rispetto di una scadenza può avere conseguenze definitive per il contribuente. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 18058/2024, interviene su un punto cruciale: come si calcola il termine per l’impugnazione di un atto quando la notifica per compiuta giacenza si perfeziona in un giorno festivo? La decisione offre un chiarimento essenziale, applicando principi generali sulla proroga dei termini anche al contenzioso tributario.

I fatti di causa

Un contribuente riceveva un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate per l’anno d’imposta 2008. Non essendo stato reperito presso la sua residenza, la notifica dell’atto avveniva secondo le modalità previste dalla legge, ovvero tramite deposito presso l’ufficio postale e invio della raccomandata informativa. Questo meccanismo è noto come notifica per compiuta giacenza.

Il contribuente impugnava l’avviso di accertamento, ma sia in primo che in secondo grado i giudici tributari ritenevano il suo ricorso inammissibile perché tardivo. Secondo la Commissione Tributaria Regionale, la notifica si era perfezionata il 14 ottobre 2012 e, di conseguenza, il termine di sessanta giorni per proporre ricorso era scaduto prima della data in cui l’atto era stato effettivamente notificato dal contribuente. Contro questa decisione, il contribuente si rivolgeva alla Corte di Cassazione.

La notifica per compiuta giacenza e il calcolo dei termini: La decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, ribaltando la decisione dei giudici di merito. Il punto centrale della controversia era determinare la data esatta in cui la notifica si era perfezionata per il destinatario, data dalla quale inizia a decorrere il termine per l’impugnazione.

Il principio di diritto delle Sezioni Unite

La Suprema Corte ha richiamato un importante principio stabilito dalle sue Sezioni Unite (sentenza n. 1418 del 2012). Secondo tale principio, anche in materia tributaria, il termine di dieci giorni previsto per il perfezionamento della notifica per compiuta giacenza (periodo dopo il quale la notifica si considera avvenuta anche se il destinatario non ha ritirato l’atto) deve essere qualificato come termine “a decorrenza successiva”.

Questo significa che si calcola escludendo il giorno iniziale e includendo quello finale. Inoltre, se il giorno di scadenza (“dies ad quem”) cade di sabato o in un giorno festivo, il termine è prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo.

Le motivazioni della Cassazione

Nel caso specifico, la raccomandata informativa era stata spedita il 4 ottobre 2012. Il termine di dieci giorni per la compiuta giacenza scadeva quindi teoricamente il 14 ottobre 2012. Tuttavia, tale giorno era una domenica.
Applicando il principio sopra esposto, la Corte ha stabilito che la scadenza non poteva operare in un giorno festivo e doveva essere prorogata al giorno successivo, lunedì 15 ottobre 2012.

Di conseguenza, la notifica si è perfezionata per il destinatario il 15 ottobre 2012. A partire da questa data, è iniziato a decorrere il termine di sessanta giorni per proporre ricorso, che scadeva il 14 dicembre 2012. Poiché il ricorso del contribuente è stato notificato proprio in quella data, esso risultava tempestivo e non tardivo come erroneamente ritenuto dai giudici di merito.

Le conclusioni

La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado. Questa ordinanza rafforza la tutela del contribuente, garantendo che le regole generali sulla proroga dei termini processuali in caso di scadenza in un giorno festivo si applichino pienamente anche al procedimento di notifica per compiuta giacenza. Si tratta di una precisazione fondamentale che assicura certezza del diritto e uniformità nell’applicazione delle norme, evitando che il contribuente possa essere pregiudicato da una mera casualità del calendario.

Come si calcola il termine di dieci giorni per il perfezionamento della notifica per compiuta giacenza?
Si calcola escludendo il giorno iniziale (quello di spedizione della raccomandata informativa) e conteggiando quello finale. È un termine “a decorrenza successiva” secondo l’art. 155 del codice di procedura civile.

Cosa succede se il termine di dieci giorni per la compiuta giacenza scade di domenica?
Il termine è prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo. Pertanto, la notifica si perfeziona in tale giorno successivo.

Perché il ricorso del contribuente è stato ritenuto tempestivo dalla Cassazione?
Poiché la scadenza dei dieci giorni per la compiuta giacenza cadeva di domenica (14/10/2012), è stata prorogata a lunedì 15/10/2012. Il termine di 60 giorni per l’impugnazione è iniziato a decorrere da quella data, scadendo il 14/12/2012, giorno esatto in cui il ricorso è stato notificato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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