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Notifica cartella esattoriale: la prova e la CAN

Una società ha impugnato diversi avvisi di intimazione, sostenendo la mancata o irregolare notifica delle cartelle di pagamento prodromiche. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12069/2024, ha respinto il ricorso, chiarendo che la prova della notifica della cartella esattoriale si considera assolta con la produzione della relata o dell’avviso di ricevimento. Inoltre, ha specificato che per le notifiche effettuate direttamente dall’Agente della riscossione a mezzo posta, non è necessaria la Comunicazione di Avvenuta Notificazione (CAN) in caso di consegna a terzi.

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Pubblicato il 1 febbraio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Notifica Cartella Esattoriale: la Cassazione chiarisce Prova e Ruolo della CAN

La corretta notifica della cartella esattoriale è un presupposto fondamentale per la validità della pretesa tributaria. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 12069 del 3 maggio 2024, è tornata su questo tema cruciale, offrendo importanti chiarimenti sulla prova del perfezionamento della notifica e sulla necessità della Comunicazione di Avvenuta Notificazione (CAN) quando l’atto viene consegnato a terzi. Vediamo nel dettaglio il caso e i principi di diritto affermati dai giudici.

I Fatti del Caso

Una società contribuente impugnava tredici avvisi di intimazione relativi a debiti IVA per un lungo periodo d’imposta (1995-2009). La difesa della società si basava principalmente su un argomento: le cartelle di pagamento, presupposto degli avvisi, non erano mai state regolarmente notificate. La società contestava la validità delle copie delle relate di notificazione prodotte in giudizio dall’Agente della riscossione, ritenendole inidonee a provare l’avvenuta consegna.

Sia la Commissione Tributaria Provinciale che quella Regionale respingevano le doglianze della società, ritenendo provata la notifica. La vicenda approdava così dinanzi alla Corte di Cassazione, con la società che insisteva su diversi motivi, tra cui la violazione dell’onere della prova da parte dell’Agente della riscossione, la mancata spedizione della CAN e l’omessa pronuncia sull’eccezione di prescrizione.

Le Regole sulla Prova della Notifica Cartella Esattoriale

Il cuore della controversia riguardava quali elementi fossero sufficienti a dimostrare la corretta notifica della cartella esattoriale. La Corte di Cassazione ha affrontato i primi tre motivi di ricorso congiuntamente, ribadendo un orientamento ormai consolidato.

Secondo i giudici, ai sensi dell’art. 26 del d.P.R. n. 602/1973, la prova del perfezionamento della procedura di notifica e della sua data si considera assolta con la sola produzione in giudizio della relazione di notificazione o dell’avviso di ricevimento della raccomandata. Non è necessario, quindi, produrre anche una copia della cartella stessa.

Inoltre, la Corte ha chiarito che una generica contestazione della conformità delle copie prodotte agli originali non è sufficiente a privarle di efficacia probatoria. Il contribuente che intende contestare la notifica deve indicare specifiche difformità, permettendo al giudice di valutare concretamente la fondatezza della contestazione.

L’assenza della CAN nella Notifica a Mezzo Posta

Un altro punto cruciale sollevato dal ricorrente era la mancata spedizione della Comunicazione di Avvenuta Notificazione (CAN), essendo state le notifiche ricevute da un soggetto diverso dal destinatario. Anche su questo punto, la Corte ha respinto la doglianza.

La Cassazione ha spiegato che, quando la notifica della cartella esattoriale viene eseguita direttamente dall’Agente della riscossione tramite il servizio postale (e non per il tramite di un ufficiale giudiziario), si applicano le norme del servizio postale ordinario. In questo contesto, non si applicano le regole più stringenti previste per le notifiche giudiziarie (art. 149 c.p.c.).

Di conseguenza, non è necessaria né la redazione di una specifica relata di notifica né l’invio della CAN. Si applica, invece, la presunzione di conoscenza prevista dall’art. 1335 c.c.: l’atto si considera ricevuto e conosciuto quando giunge all’indirizzo del destinatario. Starà a quest’ultimo, eventualmente, provare di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.

Le Motivazioni della Cassazione

La Corte ha ritenuto infondati i motivi relativi alla notifica, affermando che la Commissione Tributaria Regionale aveva correttamente applicato i principi di diritto. L’Agente della riscossione aveva fornito la prova del regolare inoltro delle cartelle, e la contestazione del contribuente era stata ritenuta troppo generica. Anche l’eccezione di prescrizione è stata rigettata: la regolare notifica delle cartelle aveva interrotto i termini, rendendo l’eccezione infondata. Infine, il motivo relativo alla decadenza è stato dichiarato inammissibile in quanto sollevato per la prima volta in Cassazione e, comunque, tardivo, poiché andava proposto contro le cartelle di pagamento e non contro i successivi avvisi di intimazione.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

L’ordinanza in esame consolida importanti principi in materia di riscossione. Per i contribuenti, emerge la necessità di formulare contestazioni precise e circostanziate quando si dubita della regolarità di una notifica, non essendo sufficiente un generico disconoscimento. Per gli Agenti della riscossione, viene confermato che la produzione dell’avviso di ricevimento è lo strumento probatorio principe per dimostrare l’avvenuta notifica a mezzo posta. La decisione chiarisce infine che le garanzie procedurali, come l’invio della CAN, previste per le notifiche degli ufficiali giudiziari, non si estendono automaticamente alle notifiche postali dirette, soggette a un regime semplificato basato sulla presunzione di conoscenza.

Qual è la prova sufficiente per dimostrare una corretta notifica della cartella esattoriale?
Secondo la Corte di Cassazione, la prova si considera assolta mediante la produzione in giudizio della relazione di notificazione e/o dell’avviso di ricevimento della raccomandata, che riporti il numero identificativo della cartella, senza che sia necessaria la produzione della copia della cartella stessa.

È sempre obbligatorio l’invio della Comunicazione di Avvenuta Notificazione (CAN) se la cartella è ricevuta da una persona diversa dal destinatario?
No. Se la notifica è eseguita direttamente dall’Agente della riscossione a mezzo del servizio postale ordinario, non si applicano le norme sulle notifiche giudiziarie. Pertanto, l’invio della CAN non è necessario. L’atto si presume conosciuto una volta giunto all’indirizzo del destinatario, in base all’art. 1335 c.c.

Si può sollevare un’eccezione di decadenza per tardiva notifica della cartella di pagamento impugnando il successivo avviso di intimazione?
No. L’eccezione di decadenza per tardiva notifica deve essere proposta tempestivamente in sede di impugnazione della cartella di pagamento stessa. Sollevarla per la prima volta contro il successivo avviso di intimazione è considerato inammissibile e tardivo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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