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Notifica art. 140 c.p.c.: quando è valida?

Una contribuente ha impugnato una cartella esattoriale sostenendo di non averla mai ricevuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per una valida notifica art. 140 c.p.c. in caso di assenza temporanea, è sufficiente che l’ente impositore produca in giudizio l’avviso di ricevimento della raccomandata informativa (CAD), anche se non firmato dal destinatario. Tale produzione dimostra che l’atto è entrato nella sfera di conoscibilità del contribuente, perfezionando la notifica.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Notifica art. 140 c.p.c.: La Cassazione chiarisce quando è valida

La corretta notificazione degli atti è un pilastro fondamentale del nostro ordinamento, garantendo il diritto di difesa del cittadino. Ma cosa succede se non siamo a casa quando arriva un atto importante, come una cartella esattoriale? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa luce sui requisiti di validità della notifica art. 140 c.p.c., la procedura applicata in caso di assenza temporanea del destinatario, specificando che la prova della ricezione effettiva non è sempre necessaria.

I Fatti del Caso: La Scoperta di un Debito “Nascosto”

Una contribuente scopriva, solo a seguito della richiesta di un estratto di ruolo, l’esistenza di cartelle esattoriali a suo carico relative a un’annualità di imposta pregressa. La signora affermava di non aver mai ricevuto alcuna notifica. Inizialmente, il giudice di primo grado le dava ragione, annullando gli atti. L’Agenzia delle Entrate, tuttavia, presentava appello, sostenendo la regolarità della procedura di notificazione. La Commissione Tributaria Regionale ribaltava la prima decisione, ritenendo la notifica valida. La contribuente, non soddisfatta, ricorreva quindi in Cassazione.

La Decisione della Corte sulla notifica art. 140 c.p.c.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la validità della notifica effettuata dall’amministrazione finanziaria. Il punto centrale della decisione ruota attorno all’interpretazione della procedura prevista dall’art. 140 del codice di procedura civile, nota come notifica a persona temporaneamente assente o con ‘irreperibilità relativa’.

Le Motivazioni della Cassazione: Sfera di Conoscibilità vs. Ricezione Effettiva

Il cuore del ragionamento dei giudici di legittimità si basa su un principio consolidato, rafforzato dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite (sent. n. 10012/2021). Per dimostrare il perfezionamento della notifica art. 140 c.p.c., non è indispensabile provare che il destinatario abbia materialmente ritirato o firmato la raccomandata informativa dell’avvenuto deposito (la cosiddetta CAD). È invece necessario, e al tempo stesso sufficiente, che l’ente notificante produca in giudizio l’avviso di ricevimento di tale raccomandata.

Questo documento, anche se non firmato, serve a dimostrare che l’atto è stato correttamente indirizzato ed è entrato nella ‘sfera di conoscibilità’ del destinatario. In altre parole, la legge garantisce una ‘ragionevole possibilità di conoscenza’ dell’atto, presumendo che una persona diligente, trovando l’avviso, si attivi per ritirare il documento depositato. La Corte distingue nettamente questa situazione (irreperibilità relativa) dall’irreperibilità assoluta (art. 143 c.p.c.), che richiederebbe ulteriori ricerche anagrafiche. Nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate aveva prodotto tutta la documentazione necessaria: la relazione di notifica del messo, la prova dell’affissione e del deposito presso la casa comunale, e l’avviso di ricevimento della CAD che attestava il tentativo di consegna e il successivo deposito presso l’ufficio postale.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per i Contribuenti

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale: l’onere della prova per la validità di una notifica a persona assente è soddisfatto con la dimostrazione che la procedura legale è stata seguita scrupolosamente. Per i contribuenti, ciò significa che ignorare un avviso di giacenza nella cassetta postale può avere conseguenze gravi. La notifica si perfeziona e i termini per un’eventuale impugnazione iniziano a decorrere, indipendentemente dal ritiro effettivo dell’atto. È quindi essenziale prestare la massima attenzione alla corrispondenza e, in caso di dubbi, verificare la propria posizione richiedendo un estratto di ruolo per evitare spiacevoli sorprese.

Per una notifica ex art. 140 c.p.c. è necessario che il destinatario firmi la ricevuta della seconda raccomandata (CAD)?
No, la Corte di Cassazione ha chiarito che non è necessaria la firma del destinatario. La produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata CAD è sufficiente a provare che l’atto è entrato nella sfera di conoscibilità del destinatario, perfezionando la notifica.

Qual è la prova sufficiente per dimostrare il perfezionamento di una notifica a persona temporaneamente assente?
La prova si raggiunge attraverso la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito (CAD). Questo documento attesta che l’iter di notifica è stato completato correttamente, garantendo al destinatario una ragionevole possibilità di venire a conoscenza dell’atto.

Che differenza fa la Corte tra irreperibilità relativa (art. 140 c.p.c.) e irreperibilità assoluta (art. 143 c.p.c.)?
L’irreperibilità relativa (art. 140 c.p.c.) si verifica quando il destinatario è semplicemente assente in modo temporaneo dall’indirizzo conosciuto. L’irreperibilità assoluta (art. 143 c.p.c.), invece, si configura quando non si ha più notizia della residenza, domicilio o dimora del destinatario e richiederebbe, a differenza del primo caso, nuove e più approfondite ricerche anagrafiche prima di procedere con forme di notifica differenti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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