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Motivazione per relationem: Fisco vince contro sentenza vuota

L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d’appello che confermava l’annullamento di alcuni avvisi di accertamento emessi contro una società per imposte non versate e costi indeducibili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, rilevando che la decisione dei giudici di secondo grado era basata su una illegittima motivazione per relationem. I giudici d’appello si erano infatti limitati a confermare la sentenza di primo grado con una formula generica, senza svolgere alcun esame critico autonomo dei motivi di impugnazione e senza illustrare le ragioni della propria decisione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza e ha rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.

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Pubblicato il 14 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 8606 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 5 n. 8606/2022)

Il caso: la contestazione del Fisco e la sentenza vuota

L’Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l’indebita deduzione di costi per servizi infragruppo e l’omesso versamento dell’IVA su alcune prestazioni. La società ha impugnato gli avvisi di accertamento e ha ottenuto ragione nei primi gradi di giudizio. Tuttavia, la decisione dei giudici d’appello si è rivelata estremamente fragile dal punto di vista formale. I giudici di secondo grado hanno infatti confermato la decisione precedente senza spiegare minimamente le ragioni del loro convincimento. Questo comportamento ha spinto l’Amministrazione finanziaria a ricorrere dinanzi alla Corte di Cassazione, contestando l’uso di una invalida motivazione per relationem (il rinvio acritico a un altro provvedimento). La Suprema Corte ha dovuto quindi chiarire i limiti invalicabili di questa tecnica di redazione delle sentenze nel processo tributario.

Quando la motivazione per relationem diventa illegittima

La motivazione per relationem è una tecnica di redazione legittima ma richiede il rispetto di regole severe per non violare i diritti delle parti. Il giudice di appello può richiamare la decisione di primo grado solo se compie un esame critico autonomo dei motivi di impugnazione. Non è assolutamente sufficiente una adesione passiva e formale alle tesi espresse dal primo giudice. La sentenza d’appello deve mostrare chiaramente che il magistrato ha letto, compreso e valutato le obiezioni sollevate dalla parte che ha proposto l’appello. Se manca questo passaggio logico, la decisione si trasforma in una scatola vuota priva di valore legale. Nel caso specifico, la Commissione Tributaria Regionale si era limitata a definire la prima sentenza come “puntuale” e “supportata da verifiche normative”. I giudici d’appello non avevano trascritto nemmeno un passaggio della decisione confermata, rendendo del tutto impossibile comprendere il percorso logico seguito per respingere l’appello del Fisco.

Le motivazioni: il dovere di spiegare il percorso logico nel processo tributario

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate proprio su questo punto fondamentale. I giudici di legittimità hanno ricordato che la Costituzione impone l’obbligo di motivare tutti i provvedimenti giurisdizionali. Una sentenza priva di un reale percorso logico viola il diritto di difesa delle parti. La motivazione per relationem non può tradursi in una formula di stile. Il giudice deve sempre dare conto delle questioni dibattute e delle prove esaminate. Nel caso in esame, la sentenza d’appello non conteneva alcun riferimento alle tesi delle parti o ai documenti di causa. Questa totale assenza di argomentazione concreta equivale a una mancanza assoluta di motivazione, definita in gergo come motivazione apparente.

Le conclusioni: la vittoria del Fisco e il rinvio del processo

La decisione della Suprema Corte stabilisce un principio chiaro per la tutela dei contribuenti e dell’Amministrazione finanziaria. La Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso del Fisco e ha dichiarato assorbito il secondo motivo. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza impugnata. Ora la causa dovrà essere interamente ridecisa da una diversa sezione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia. Il nuovo giudice dovrà esaminare nuovamente il merito della controversia sui costi infragruppo e sull’IVA. Questa volta, però, dovrà redigere una sentenza reale, spiegando in modo chiaro e autonomo i motivi della propria decisione e liquidando anche le spese del giudizio di legittimità.

Cosa significa motivazione per relationem?
Si tratta di una tecnica con cui il giudice spiega la propria decisione richiamando semplicemente il contenuto di un altro provvedimento precedente.

Quando la motivazione per relationem è considerata illegittima?
Diventa illegittima quando il giudice si limita a una adesione passiva alla decisione precedente senza svolgere un esame critico autonomo dei motivi di appello.

Quali sono le conseguenze se una sentenza d’appello non è motivata correttamente?
La sentenza viene considerata nulla per violazione del diritto di difesa e la Corte di Cassazione può annullarla disponendo un nuovo giudizio.

Termini giuridici

Motivazione per relationem
La tecnica di redazione di un provvedimento giudiziario che spiega la decisione richiamando semplicemente il contenuto di un altro atto precedente.
Motivazione apparente
Una motivazione che, pur essendo graficamente presente, non esprime un reale percorso logico-giuridico, risultando del tutto incomprensibile.
Cassazione con rinvio
La decisione con cui la Suprema Corte annulla la sentenza impugnata e rimanda la causa a un altro giudice per un nuovo esame del merito.
Inerenza dei costi
Il legame necessario tra una spesa sostenuta da un'impresa e la sua attività economica, indispensabile per poter dedurre quel costo dalle tasse.
Assorbimento
L'istituto processuale per cui il giudice, avendo accolto un motivo di ricorso decisivo, ritiene superfluo esaminare le altre questioni sollevate.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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