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Merger Leveraged Buy Out: IVA detraibile per la SPV

Con la sentenza n. 22649/2024, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria, stabilendo un importante principio in materia di Merger Leveraged Buy Out. La Corte ha confermato che l’IVA assolta da una società veicolo (SPV) sui costi sostenuti per acquisire una società target è detraibile. Tali costi, infatti, sono considerati attività preparatorie all’esercizio dell’attività economica della futura società risultante dalla fusione, qualificando la SPV come soggetto passivo IVA fin dalla sua costituzione.

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Pubblicato il 18 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Merger Leveraged Buy Out: La Cassazione conferma la detraibilità IVA per la SPV

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 22649 del 2024, ha affrontato un tema cruciale per le operazioni di finanza straordinaria: la detraibilità dell’IVA nelle operazioni di Merger Leveraged Buy Out. La Corte ha stabilito che la società veicolo (SPV), creata per acquisire la società target, ha diritto a detrarre l’IVA sui costi sostenuti per l’acquisizione, anche prima della fusione e dell’inizio dell’attività operativa vera e propria. Analizziamo i dettagli di questa importante decisione.

Il Contesto del Caso: Un’Operazione di Finanza Straordinaria

Il caso nasce da un avviso di accertamento con cui l’Amministrazione Finanziaria contestava a una società, risultante da una fusione, l’indebita detrazione dell’IVA. L’operazione originaria era un classico Merger Leveraged Buy Out: una società veicolo (SPV), costituita ad hoc, aveva acquisito il pacchetto azionario di una società operativa (target) finanziando l’operazione con capitale di debito. Successivamente, la SPV si era fusa con la società target, ribaltando su quest’ultima il debito contratto per l’acquisizione.

L’Agenzia delle Entrate sosteneva che i costi per i servizi relativi all’acquisizione (consulenze legali, finanziarie, etc.) fossero stati sostenuti dalla SPV, un soggetto a suo dire privo di un’attività economica imponibile, e che il beneficio fosse andato a un’altra entità (la controllante della SPV). Di conseguenza, secondo il Fisco, l’IVA su tali costi non era detraibile.

La Questione Giuridica nel Merger Leveraged Buy Out

Il cuore della controversia risiede nel determinare se una SPV, in un’operazione di Merger Leveraged Buy Out, possa essere considerata un soggetto passivo IVA e, di conseguenza, se abbia il diritto di detrarre l’imposta assolta sui costi preparatori all’acquisizione. La questione è complessa perché la SPV, per sua natura, non svolge un’attività economica tradizionale (produzione o scambio di beni/servizi) prima della fusione con la target.

La Posizione dell’Amministrazione Finanziaria

Secondo l’erario, esisteva una dissociazione tra il soggetto che aveva sostenuto il costo (la SPV) e quello che ne avrebbe tratto beneficio (la società post-fusione). Poiché la SPV era una mera holding di partecipazioni, non svolgeva attività imponibile ai fini IVA e, pertanto, non poteva esercitare il diritto alla detrazione.

La Difesa della Società

La società controricorrente sosteneva invece che l’intera operazione dovesse essere vista unitariamente. La costituzione della SPV e l’acquisizione della target non erano fini a se stesse, ma rappresentavano fasi meramente transitorie e strumentali alla fusione e alla successiva gestione diretta dell’attività economica della target. Pertanto, i costi sostenuti erano inerenti e preparatori a tale attività economica futura.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha respinto il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria, fornendo motivazioni chiare e in linea con la giurisprudenza europea.

La SPV è un Soggetto Passivo IVA fin dall’Inizio

Richiamando i principi della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la Cassazione ha ribadito che “chiunque abbia l’intenzione, confermata da elementi obiettivi, di iniziare in modo autonomo un’attività economica ed effettua a tal fine le prime spese di investimento deve essere considerato un soggetto passivo”.

Nel contesto di un Merger Leveraged Buy Out, la SPV non è una holding “statica” che si limita a detenere partecipazioni. Al contrario, è uno strumento finalizzato ad acquisire e, dopo la fusione, a gestire direttamente l’azienda target. L’acquisizione è quindi un’attività preparatoria all’esercizio dell’attività economica che sarà svolta dall’entità risultante dalla fusione. Di conseguenza, la SPV acquisisce lo status di soggetto passivo fin dalla sua costituzione e ha diritto alla detrazione dell’IVA, anche se i beni e i servizi acquistati non sono immediatamente utilizzati per operazioni attive.

L’Inerenza dei Costi all’Attività Futura

La Corte ha sottolineato che, per il principio di neutralità dell’IVA, le spese di investimento orientate all’esercizio finale dell’attività produttiva rientrano nel perimetro delle attività economiche. Non è necessario che siano già in corso operazioni attive. L’acquisto di beni e servizi destinati a creare le condizioni per l’avvio dell’attività tipica è considerato inerente all’esercizio d’impresa.

I costi sostenuti dalla SPV, benché anteriori alla fusione, sono intimamente preparatori all’esercizio dell’attività economica della società target. La detraibilità dell’imposta, quindi, deve essere valutata considerando le operazioni attive che la società risultante dalla fusione realizzerà.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

La sentenza consolida un orientamento favorevole alla neutralità dell’IVA nelle operazioni di finanza straordinaria. Le imprese che strutturano acquisizioni tramite Merger Leveraged Buy Out possono considerare legittimamente detraibile l’IVA assolta sui costi di transazione (c.d. “transaction costs”) sostenuti dalla società veicolo.

Questo principio rafforza la certezza del diritto e riconosce la realtà economica di tali operazioni, considerandole nella loro unitarietà funzionale piuttosto che frammentandole nelle singole fasi. La chiave di volta, come indicato dalla Corte, è l’intenzione, supportata da elementi oggettivi, di intraprendere un’attività economica, anche se questa si concretizzerà solo a seguito della fusione.

L’IVA pagata da una società veicolo (SPV) per i costi di acquisizione in un’operazione di Merger Leveraged Buy Out è detraibile?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che l’IVA è detraibile, poiché tali costi sono considerati spese di investimento preparatorie all’esercizio dell’attività economica che sarà svolta dalla società risultante dalla fusione.

Una società veicolo (SPV), creata solo per acquisire un’altra società, può essere considerata un “soggetto passivo IVA”?
Sì. Secondo la Corte, chiunque abbia l’intenzione, confermata da elementi obiettivi, di avviare un’attività economica e sostiene a tal fine le prime spese di investimento, deve essere considerato un soggetto passivo IVA fin dall’inizio, anche prima di realizzare operazioni attive.

Per detrarre l’IVA è necessario che la società stia già effettuando operazioni attive?
No. La sentenza chiarisce che il diritto alla detrazione dell’IVA spetta anche per le attività meramente preparatorie, ovvero per l’acquisto di beni e servizi destinati a creare le condizioni necessarie affinché l’attività tipica dell’impresa possa iniziare.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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