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Indeducibilità dei costi di stock lending: la Cassazione decide

Un’azienda ha stipulato un contratto di prestito di azioni (stock lending) con una società estera, incassando dividendi quasi esentasse e deducendo interamente le alte commissioni pagate. L’Amministrazione Finanziaria ha contestato l’operazione, recuperando a tassazione le commissioni dedotte. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero fiscale, sancendo l’indeducibilità dei costi di stock lending in quanto l’operazione è assimilabile all’usufrutto di azioni. Di conseguenza, i costi sostenuti per acquisire il diritto ai dividendi non sono deducibili ai sensi del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto la richiesta dell’azienda di ricalcolare le sanzioni applicando il principio del trattamento più favorevole introdotto da una riforma successiva, rinviando la decisione ai giudici di merito per questo specifico aspetto.

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Pubblicato il 22 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 12719 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 5 n. 12719/2022)

Il caso del prestito di azioni e il fisco

Molte aziende utilizzano strumenti finanziari complessi per ottimizzare il proprio carico fiscale. Tra questi strumenti spicca il prestito di titoli azionari. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini fiscali di queste operazioni, stabilendo l’indeducibilità dei costi di stock lending (il prestito di azioni dietro pagamento di una commissione) quando l’operazione serve solo a incassare dividendi esentasse. La vicenda nasce dal controllo su un’azienda italiana che aveva preso in prestito azioni da una consociata estera. L’Amministrazione Finanziaria ha contestato l’operazione ritenendola priva di una reale giustificazione economica.

Perché lo stock lending somiglia all’usufrutto

L’operazione realizzata dall’azienda prevedeva il trasferimento temporaneo di azioni. L’accordo stabiliva che l’azienda italiana avrebbe incassato i dividendi (la quota di utile societario distribuita ai soci) della società emittente. In cambio, l’azienda pagava una commissione molto elevata alla società estera che aveva prestato i titoli. Dal punto di vista fiscale, l’azienda ha applicato la tassazione agevolata sui dividendi ricevuti, escludendone il novantacinque per cento dalle tasse. Contemporaneamente, l’azienda ha sottratto interamente dal proprio reddito imponibile (la base su cui si calcolano le imposte) l’importo della commissione pagata. Questo meccanismo ha generato un enorme risparmio d’imposta. L’Amministrazione Finanziaria ha ritenuto illegittimo questo comportamento e ha emesso un avviso di accertamento (l’atto con cui il fisco richiede le tasse non pagate).

L’indeducibilità dei costi di stock lending secondo la Cassazione

I giudici di legittimità (i magistrati della Corte di Cassazione che verificano la corretta applicazione della legge) hanno analizzato la sostanza economica dell’operazione. Il prestito di azioni con diritto al dividendo produce lo stesso effetto economico dell’usufrutto di azioni (il diritto reale di godere dei frutti di un bene altrui). In entrambi i casi, un soggetto acquisisce temporaneamente il diritto di incassare gli utili societari a fronte del pagamento di un corrispettivo. La legge tributaria italiana vieta espressamente di dedurre (sottrarre dalle tasse) i costi sostenuti per acquistare l’usufrutto di partecipazioni sociali che generano dividendi esenti. Di conseguenza, lo stesso divieto si applica al prestito di azioni. I costi di commissione versati per lo stock lending non possono essere dedotti dal reddito d’impresa.

Le motivazioni della decisione sull’indeducibilità dei costi di stock lending

Le motivazioni della decisione sull’indeducibilità dei costi di stock lending si fondano su un’analisi economica sostanziale. La Corte ha spiegato che non è necessario dichiarare la nullità del contratto per simulazione o frode alla legge. L’operazione è fiscalmente inefficace semplicemente perché viola le regole sulla determinazione del reddito d’impresa. Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi stabilisce un parallelismo perfetto tra l’esenzione dei dividendi e l’indeducibilità dei costi sostenuti per ottenerli. Permettere la deduzione delle commissioni significherebbe concedere un doppio e indebito vantaggio fiscale all’azienda, alterando la base imponibile in modo artificioso. L’ordinamento non permette di ridurre le tasse usando costi collegati a ricavi che non vengono tassati.

Le conclusioni della Cassazione e il ricalcolo delle sanzioni

Le conclusioni della Cassazione e il ricalcolo delle sanzioni delineano un esito parzialmente favorevole per il contribuente. La Suprema Corte ha confermato la legittimità del recupero delle imposte non pagate a causa della deduzione illegittima delle commissioni. Tuttavia, i giudici hanno accolto la richiesta dell’azienda riguardante le sanzioni pecuniarie. Poiché dopo la violazione è entrata in vigore una riforma sanzionatoria più mite, si applica il principio del favor rei (la regola che impone di applicare la sanzione più favorevole al trasgressore). La sentenza è stata quindi cassata (annullata) limitatamente alle sanzioni, con il rinvio della causa alla Corte di Giustizia Tributaria per il ricalcolo delle somme dovute. L’azienda dovrà pagare le imposte recuperate, ma beneficerà di sanzioni ridotte.

Che cos’è il contratto di stock lending dal punto di vista fiscale?
Si tratta di un prestito di azioni in cui chi riceve i titoli ottiene anche il diritto di incassare i dividendi, pagando in cambio una commissione al proprietario originario.

Perché le commissioni pagate per lo stock lending non si possono dedurre?
La legge assimila questa operazione all’usufrutto di azioni, vietando la deduzione dei costi sostenuti per ottenere dividendi che sono già quasi del tutto esenti da tasse.

Cosa succede se le sanzioni tributarie cambiano in favore del contribuente durante il processo?
Si applica il principio del trattamento più favorevole, che consente di ricalcolare e ridurre le sanzioni originarie anche se la violazione è avvenuta sotto una legge precedente.

Termini giuridici

Stock lending
Contratto di prestito di titoli azionari in cambio di una commissione, con l'obbligo di restituire titoli della stessa specie alla scadenza.
Usufrutto di azioni
Diritto reale che consente a un soggetto di percepire i dividendi di azioni appartenenti a un altro proprietario.
Indeducibilità
Impossibilità legale di sottrarre un determinato costo dalle entrate per ridurre le tasse da pagare.
Favor rei
Principio giuridico secondo cui si applica la legge penale o sanzionatoria più favorevole al trasgressore tra quelle succedutesi nel tempo.
Ius superveniens
Una nuova legge che entra in vigore dopo che un fatto è accaduto, modificando le regole applicabili a quel fatto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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