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IMU immobile inagibile: la prova al Comune è cruciale

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17397/2024, ha stabilito un principio fondamentale per la riduzione dell’IMU su un immobile inagibile. La Corte ha annullato una decisione di merito che aveva concesso lo sconto basandosi solo sulla prova dell’inagibilità emersa in giudizio. Secondo i giudici supremi, è indispensabile valutare se il Comune fosse già a conoscenza di tale stato al momento dell’imposizione fiscale, anche in assenza di una specifica richiesta da parte del contribuente. La sola presentazione di un progetto edilizio non è sufficiente, ma richiede una valutazione di merito che la Corte ha demandato al giudice del rinvio.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

IMU immobile inagibile: Quando la conoscenza del Comune è sufficiente per lo sconto?

La questione della riduzione dell’IMU per un immobile inagibile è un tema di grande interesse per molti proprietari. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 17397 del 24 giugno 2024, ha fornito chiarimenti cruciali su un aspetto fondamentale: la prova della conoscenza dello stato di inagibilità da parte dell’ente impositore. Vediamo insieme cosa ha stabilito la Suprema Corte e quali sono le implicazioni pratiche per i contribuenti.

Il Caso: Una controversia sull’IMU

La vicenda trae origine dall’impugnazione di un avviso di accertamento IMU per l’anno 2013, emesso da un Comune nei confronti di un contribuente. Quest’ultimo sosteneva di avere diritto a una riduzione dell’imposta poiché l’immobile in questione era inagibile.

La decisione dei giudici di merito

Sia in primo che in secondo grado, i giudici tributari avevano dato ragione al contribuente, annullando l’atto impositivo. Le corti di merito avevano ritenuto provato lo stato di fatiscenza dell’immobile, concedendo di conseguenza la riduzione d’imposta prevista dalla legge.

Il ricorso in Cassazione del Comune

Insoddisfatto della decisione, il Comune ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando la violazione dell’art. 13, comma 3, lettera B, del D.L. n. 201/2011. Secondo l’ente, la sentenza impugnata era errata perché non aveva considerato che il contribuente non aveva mai fornito la prova dell’inagibilità attraverso i mezzi previsti dalla legge, ossia una perizia tecnica o una dichiarazione sostitutiva. Inoltre, il Comune sosteneva che la semplice presentazione di un progetto per la demolizione e ricostruzione dell’edificio non poteva costituire prova sufficiente della sua conoscenza dello stato di inagibilità.

La Prova dell’Inagibilità ai Fini IMU: L’analisi della Corte

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, cassando la sentenza e rinviando la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado per una nuova valutazione. Il punto centrale della decisione riguarda la corretta interpretazione dei presupposti per ottenere l’agevolazione fiscale.

L’eccezione alla regola: la “perfetta conoscenza” da parte del Comune

I giudici supremi hanno ribadito un principio consolidato nella loro giurisprudenza: la riduzione del 50% dell’imposta per un IMU immobile inagibile spetta anche in assenza di una specifica richiesta del contribuente, ma solo a una condizione precisa. È necessario che lo stato di inagibilità sia “perfettamente noto al Comune”. Questo principio si basa sui doveri di collaborazione e buona fede che devono governare i rapporti tra l’ente impositore e il cittadino. In pratica, al contribuente non può essere chiesto di provare fatti che l’amministrazione comunale già conosce documentalmente.

Le motivazioni della decisione

La Corte ha evidenziato come la sentenza di secondo grado si fosse limitata a verificare la prova dell’inagibilità nel corso del giudizio, senza però affrontare il presupposto essenziale: la prova che il Comune fosse a conoscenza di tale stato aliunde, cioè per altre vie (in questo caso, tramite la presentazione di un progetto edilizio). Secondo la Cassazione, stabilire se la documentazione relativa al permesso di costruire fosse sufficiente a informare il Comune dello stato di degrado dell’immobile è una valutazione di merito che spetta al giudice di grado inferiore e che era stata omessa. La sentenza è stata quindi annullata perché non ha verificato questo presupposto fondamentale per l’applicazione dell’agevolazione fiscale.

Le conclusioni

Questa ordinanza rafforza un importante principio: per ottenere la riduzione dell’IMU per un immobile inagibile, non è sufficiente dimostrarne lo stato di degrado in un eventuale contenzioso. Il contribuente deve poter provare che il Comune era a conoscenza di tale situazione al momento dell’imposizione. Sebbene la legge preveda specifici strumenti di prova (perizia o autodichiarazione), la giurisprudenza ammette che tale conoscenza possa derivare anche da altri atti presenti negli uffici comunali. Tuttavia, spetta al contribuente l’onere di dimostrare che tali atti erano idonei a rendere l’ente pienamente consapevole della situazione. La decisione finale spetterà al giudice di merito, che dovrà valutare caso per caso la sufficienza della prova fornita.

Per ottenere la riduzione IMU per un immobile inagibile è sempre necessaria una perizia o un’autodichiarazione?
No, secondo la Corte di Cassazione la riduzione del 50% può essere concessa anche in assenza di tali documenti, a condizione che lo stato di inagibilità sia perfettamente noto al Comune per altre vie, in virtù del principio di collaborazione e buona fede tra ente e contribuente.

Cosa significa che lo stato di inagibilità deve essere “noto al Comune”?
Significa che il Comune deve avere già a disposizione, nei propri archivi, documentazione idonea a dimostrare in modo inequivocabile lo stato di inagibilità dell’immobile, senza necessità che il contribuente fornisca ulteriori prove.

La presentazione di un progetto di demolizione e ricostruzione prova automaticamente la conoscenza dell’inagibilità da parte del Comune?
No, non automaticamente. La Corte ha chiarito che questa è una valutazione di merito che deve essere compiuta dal giudice. La sentenza impugnata è stata annullata proprio perché non ha verificato se, nel caso specifico, la documentazione progettuale fosse sufficiente a provare la piena conoscenza dell’inagibilità da parte dell’ente comunale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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