Estinzione Giudizio Tributario: Il Caso della Rinuncia Post-Definizione Agevolata
L’estinzione giudizio tributario rappresenta una delle modalità con cui una controversia tra contribuente e Fisco può concludersi. Non si arriva a una sentenza che stabilisce chi ha torto o ragione, ma il processo si chiude per motivi procedurali. Uno di questi è la rinuncia al ricorso da parte del contribuente, spesso a seguito di una scelta strategica come l’adesione a una sanatoria. L’ordinanza in esame offre un chiaro esempio di questa dinamica.
I Fatti del Caso
Un contribuente aveva impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, portando la sua controversia con l’Agenzia delle Entrate fino alla Corte di Cassazione. La lite verteva su accertamenti relativi all’IRPEF per gli anni 1990-1992. Tuttavia, in prossimità dell’udienza, il contribuente ha compiuto due mosse decisive:
1. Ha depositato la documentazione attestante l’adesione alla procedura di definizione agevolata del contenzioso tributario, prevista dalla normativa per chiudere le pendenze con il Fisco.
2. Successivamente, ha formalizzato la sua volontà di rinunciare al ricorso presentato in Cassazione.
L’Agenzia delle Entrate, dal canto suo, aveva già ricevuto un riscontro positivo riguardo alla procedura di definizione agevolata. Di fronte a questa situazione, la Corte non ha dovuto esaminare il merito della questione fiscale.
La Procedura di Definizione Agevolata e la sua Logica
La definizione agevolata, nota anche come “pace fiscale” o “rottamazione delle liti”, è uno strumento legislativo che consente di chiudere i contenziosi tributari pendenti pagando un importo forfettario e ridotto rispetto a quanto richiesto originariamente dal Fisco. L’obiettivo del legislatore è duplice: incassare rapidamente somme certe e ridurre l’enorme carico di lavoro degli uffici giudiziari.
Per il contribuente, aderire a questa procedura significa porre fine a una lite che potrebbe trascinarsi per anni, con esiti incerti e costi legali significativi. Una volta che la definizione si perfeziona, viene meno l’interesse a proseguire la causa, poiché la pendenza è stata sanata. La rinuncia al ricorso diventa quindi il passo logico e necessario per formalizzare la fine delle ostilità.
La Decisione della Corte sull’Estinzione Giudizio Tributario
La Corte di Cassazione, ricevuta la dichiarazione di rinuncia del ricorrente, ha agito di conseguenza. Il suo ruolo, in questo scenario, non è quello di giudicare la correttezza della pretesa fiscale originaria, ma di prendere atto della volontà della parte di non proseguire nel giudizio. L’ordinanza si limita a constatare l’avvenuta rinuncia e a dichiarare formalmente l’estinzione del giudizio tributario.
Le Motivazioni
La motivazione della Corte è puramente processuale. Il Codice di procedura civile stabilisce che il processo si estingue per rinuncia agli atti del giudizio. Nel momento in cui la parte che ha promosso la causa (il ricorrente) dichiara di non voler più continuare, il giudice non può fare altro che chiudere il procedimento. La Corte ha semplicemente verificato che la rinuncia fosse stata formalmente presentata e, sulla base di ciò, ha dichiarato l’estinzione. Inoltre, ha specificato che le spese legali sostenute fino a quel momento restano a carico di chi le ha anticipate, come tipicamente avviene in questi casi.
Le Conclusioni
Questa ordinanza, sebbene molto sintetica, è emblematica di un’efficiente via d’uscita dal contenzioso tributario. Dimostra come gli strumenti di definizione agevolata siano efficaci nel ridurre il numero di processi pendenti. Per i contribuenti e i loro consulenti, il caso ribadisce l’importanza di valutare attentamente le opportunità offerte dalle sanatorie fiscali come alternativa strategica al proseguimento di una lunga e costosa battaglia legale. L’estinzione del giudizio tributario per rinuncia non è una sconfitta, ma il risultato di una scelta ponderata che porta alla risoluzione definitiva della controversia.
Cosa succede se un contribuente rinuncia al ricorso in Cassazione?
Se un contribuente rinuncia formalmente al ricorso, la Corte di Cassazione dichiara l’estinzione del giudizio. Questo significa che il processo si conclude definitivamente senza una decisione nel merito della questione.
La definizione agevolata del contenzioso influisce sul processo in corso?
Sì. Come emerge dal caso, aderire a una procedura di definizione agevolata è spesso il presupposto per la rinuncia al ricorso. Una volta risolta la pendenza con il Fisco tramite la definizione, non c’è più interesse a proseguire la causa, che viene quindi abbandonata.
Chi paga le spese legali in caso di estinzione del giudizio per rinuncia?
In questo caso specifico, la Corte ha stabilito che le spese restano a carico della parte che le ha anticipate. Ciò significa che il contribuente che ha rinunciato al ricorso deve sostenere i propri costi legali.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 33342 Anno 2023
Civile Ord. Sez. 5 Num. 33342 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 30/11/2023
Oggetto: Sil. Rif. IRPEF 1990- 1991-1992
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 28113/2015 R.G. proposto da NOME NOME, con la prof. AVV_NOTAIO, nel domicilio eletto presso il suo studio in Roma, al INDIRIZZO;
-ricorrente –
contro
RAGIONE_SOCIALE, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’RAGIONE_SOCIALE, con domicilio ex lege in Roma, alla INDIRIZZO;
– controricorrente –
avverso la sentenza della Commissione Tributaria regionale per il Molise -Campobasso n. 196/01/2015 pronunciata il 29 giugno 2015 e depositata il 2 luglio 2015, notificata il 2 settembre 2015.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 26 ottobre 2023 dal Co: NOME COGNOME;
RILEVATO
Che in prossimità dell’adunanza la parte contribuente ha depositato memoria con documentazione relativa alla procedura di definizione agevolata del contenzioso tributario di cui all ‘art. 6 d.l. n. 193/2016 , allegando documentazione, tra cui altresì riscontro positivo dell’RAGIONE_SOCIALE dele entrate , giusta memoria dell’RAGIONE_SOCIALE generale RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE in data 2 agosto 2023;
che con memoria versata in data 29 agosto 2023 la parte contribuente ha dichiarato di voler rinunciare al ricorso;
che le spese restano a carico della parte che le ha anticipate.
P.Q.M.
La Corte dichiara estinto il giudizio.
Così deciso in Roma, il 26/10/2023.