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Esenzione TARI enti ecclesiastici: la Cassazione decide

Un istituto religioso si opponeva al pagamento della TARI. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della municipalizzata, confermando l’esenzione TARI per gli enti ecclesiastici in base a una nuova legge retroattiva (d.l. 146/2021) che si applica anche ai rapporti pendenti.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Esenzione TARI Enti Ecclesiastici: La Cassazione Fa Chiarezza con una Norma Retroattiva

L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 17850 del 2024 offre un chiarimento fondamentale sul tema dell’esenzione TARI per gli enti ecclesiastici. La controversia vedeva contrapposti un’azienda municipale per l’ambiente e un prestigioso istituto religioso in merito al pagamento della tassa sui rifiuti per diverse annualità. La decisione finale si fonda su un principio cruciale: l’applicazione di una nuova legge con efficacia retroattiva, che ha risolto definitivamente la questione.

I Fatti del Caso: Una Disputa sulla Tassa Rifiuti

La vicenda trae origine da un preavviso di fermo amministrativo emesso da un agente della riscossione nei confronti di un istituto religioso per il mancato pagamento di tre cartelle relative alla TARI per gli anni dal 2007 al 2011. L’istituto, un ente riconducibile alla Santa Sede, aveva impugnato l’atto, sostenendo di avere diritto all’esenzione dai tributi in base all’articolo 16 del Trattato Lateranense del 1929.

Le commissioni tributarie di primo e secondo grado avevano dato ragione all’ente religioso, affermando che gli immobili adibiti a sede di istituti pontifici sono esenti da tributi. La commissione regionale, in particolare, aveva sottolineato anche un’irregolarità nella notifica degli atti tributari, considerandola insanabilmente inesistente. Contro questa decisione, la società di gestione dei rifiuti ha proposto ricorso per cassazione.

La Decisione della Corte e l’impatto dell’Esenzione TARI Enti Ecclesiastici

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società municipalizzata, confermando di fatto la non debenza del tributo da parte dell’istituto religioso. Tuttavia, la Corte ha corretto la motivazione della sentenza di appello. La decisione non si basa più sull’interpretazione del Trattato Lateranense, ma sull’applicazione di una norma specifica sopravvenuta nel corso del giudizio, il cosiddetto ius superveniens.

Il punto di svolta è rappresentato dal decreto-legge n. 146/2021, convertito con modificazioni dalla legge n. 215/2021. Questo intervento normativo ha stabilito esplicitamente che la Tassa sui Rifiuti non è dovuta per gli immobili indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato Lateranense, tra cui rientra l’istituto pontificio in questione. Fondamentalmente, la legge ha precisato che la sua applicazione è retroattiva, estendendosi ai periodi d’imposta non ancora accertati e ai rapporti pendenti e non definiti con sentenza passata in giudicato.

Le Motivazioni: Il Ruolo Decisivo dello Ius Superveniens

La Corte Suprema ha spiegato che, prima del 2021, la giurisprudenza considerava l’art. 16 del Trattato Lateranense come una ‘norma programmatica’. Ciò significava che, per essere operativa, necessitava di specifiche leggi di attuazione per ogni singolo tributo. Mentre esistevano norme di esenzione per imposte come l’ICI, non ve n’era una esplicita per la TARI. La tassa sui rifiuti, infatti, veniva considerata non tanto un’imposta sul patrimonio immobiliare, quanto un corrispettivo per un servizio erogato, legato alla produzione effettiva di rifiuti.

L’intervento normativo del 2021 ha cambiato radicalmente questo quadro. La nuova legge ha eliminato ogni dubbio, sancendo un’esenzione diretta e senza necessità di ulteriori disposizioni. Essendo la legge applicabile retroattivamente ai giudizi in corso, come quello in esame, ha di fatto reso infondate le pretese della società municipalizzata. La Cassazione ha inoltre menzionato l’esistenza di un’altra sentenza passata in giudicato (giudicato esterno) tra le stesse parti, che aveva già annullato un’intimazione di pagamento per la TARI dal 2002 al 2014, rafforzando ulteriormente la posizione dell’istituto.

Conclusioni: Stabilità Giuridica per gli Enti della Santa Sede

L’ordinanza consolida un principio di diritto chiaro: in tema di esenzione TARI per gli enti ecclesiastici, gli immobili adibiti a sede del Pontificio Istituto Biblico (e per estensione gli altri enti previsti dal Trattato Lateranense) sono esenti dal tributo in virtù del d.l. n. 146/2021. La retroattività della norma sana le controversie pregresse e offre certezza giuridica per il futuro. La decisione evidenzia come un intervento legislativo mirato (ius superveniens) possa risolvere dispute di lunga data e prevalere sull’orientamento giurisprudenziale precedente. Sebbene il ricorso sia stato rigettato, la Corte ha disposto la compensazione delle spese di lite, riconoscendo la complessità della questione prima dell’intervento chiarificatore del legislatore.

Gli immobili di proprietà di enti ecclesiastici sono esenti dal pagamento della TARI?
Sì, secondo l’ordinanza, gli immobili indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato Lateranense sono esenti dal pagamento della TARI. Questa esenzione è stata sancita esplicitamente dal d.l. n. 146/2021 (convertito in l. n. 215/2021).

La nuova legge sull’esenzione TARI per gli enti ecclesiastici ha effetto retroattivo?
Sì, la legge ha efficacia retroattiva. Il comma 2-ter della norma specifica che la disposizione si applica anche ai rapporti pendenti e non definiti con sentenza passata in giudicato, come nel caso di specie.

Perché la Cassazione ha considerato la tassa sui rifiuti diversa da altre imposte immobiliari prima della nuova legge?
Prima della legge del 2021, la giurisprudenza prevalente riteneva che la TARI non colpisse l’immobile in sé, ma avesse la natura di corrispettivo per un servizio (raccolta e smaltimento rifiuti) legato alla quantità e qualità dei rifiuti prodotti. Pertanto, l’esenzione generale sui tributi prevista dal Trattato Lateranense non era considerata automaticamente applicabile senza una norma specifica, a differenza delle imposte puramente patrimoniali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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