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Esenzione IMU prima casa: sì anche con residenze diverse

Un contribuente si è visto negare l’esenzione IMU prima casa perché la moglie risiedeva in un altro Comune. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha ribaltato la decisione. Sulla scia di una sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che l’agevolazione spetta al possessore che risiede e dimora abitualmente nell’immobile, a prescindere dalla residenza del coniuge, superando il requisito della residenza dell’intero nucleo familiare.

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Pubblicato il 25 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Esenzione IMU prima casa: La Cassazione conferma il diritto anche con residenze diverse dei coniugi

L’esenzione IMU prima casa rappresenta un’agevolazione fiscale di fondamentale importanza per milioni di famiglie italiane. Tuttavia, la sua applicazione ha spesso generato contenziosi, specialmente in casi complessi come quello dei coniugi con residenze anagrafiche in Comuni differenti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa chiarezza, recependo un principio rivoluzionario stabilito dalla Corte Costituzionale e garantendo il diritto all’esenzione anche in queste situazioni.

I Fatti di Causa

Il caso ha origine da un avviso di accertamento con cui un Comune richiedeva a un contribuente il pagamento dell’IMU per l’annualità 2014, relativa alla sua abitazione principale. Il Comune contestava il diritto all’agevolazione sul presupposto che la moglie del contribuente avesse la residenza in un altro Comune. Secondo l’ente locale, per beneficiare dell’esenzione, l’intero nucleo familiare avrebbe dovuto risiedere e dimorare nella stessa unità immobiliare.

Inizialmente, il contribuente aveva ottenuto ragione davanti alla Commissione Tributaria Provinciale. Tuttavia, il Comune aveva impugnato la decisione e la Commissione Tributaria Regionale aveva ribaltato la sentenza, accogliendo la tesi del Comune. La CTR aveva infatti ritenuto che la norma sull’esenzione IMU prima casa fosse di stretta interpretazione e richiedesse la coabitazione dell’intero nucleo familiare. Insoddisfatto, il contribuente ha proposto ricorso per cassazione.

Il Diritto all’esenzione IMU prima casa anche con residenze separate

Il contribuente ha basato il suo ricorso su due motivi principali. In primo luogo, ha lamentato la violazione e falsa applicazione della normativa IMU, sostenendo che la sua abitazione fosse l’unica abitazione principale del nucleo familiare. A riprova di ciò, ha evidenziato che l’IMU sull’immobile di proprietà della moglie, sito nell’altro Comune, era sempre stata regolarmente pagata. Ha inoltre prodotto documentazione che attestava la sua residenza e dimora abituale nell’immobile oggetto di accertamento, incluse motivazioni sanitarie per la residenza separata della moglie. In secondo luogo, ha contestato l’omessa valutazione di un fatto decisivo: il pagamento dell’IMU sull’altro immobile, che dimostrava l’assenza di un tentativo di doppia esenzione.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo le censure del contribuente fondate. La svolta decisiva è rappresentata dal richiamo alla sentenza della Corte Costituzionale n. 209 del 2022. Con tale pronuncia, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che legava l’esenzione IMU prima casa alla residenza anagrafica e alla dimora abituale non solo del possessore, ma anche del suo intero nucleo familiare.

La Cassazione ha chiarito che, a seguito di questa sentenza, la nozione di abitazione principale ai fini IMU è stata svincolata dal concetto di nucleo familiare. Il beneficio spetta al possessore dell’immobile che in esso dimora abitualmente e risiede anagraficamente. La circostanza che il coniuge abbia residenza in un Comune diverso non è più un ostacolo per ottenere l’agevolazione. Questo nuovo principio di diritto supera la precedente interpretazione restrittiva e si allinea a una visione più moderna delle dinamiche familiari e delle esigenze abitative.

La Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha accolto l’originario ricorso del contribuente, annullando l’avviso di accertamento.

Conclusioni

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale di grande importanza pratica. Viene definitivamente stabilito che, per l’esenzione IMU prima casa, ciò che conta è la situazione del singolo possessore dell’immobile. Se una persona può dimostrare di avere la propria residenza anagrafica e la propria dimora abituale in una casa, ha diritto all’esenzione, anche se il proprio coniuge vive e risiede altrove. Questa decisione pone fine a un’incertezza normativa che ha penalizzato per anni molti contribuenti, garantendo una maggiore equità e aderenza alla realtà sociale.

L’esenzione IMU per l’abitazione principale spetta se i coniugi hanno la residenza in comuni diversi?
Sì. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 209 del 2022, recepita dalla Cassazione, il beneficio spetta al possessore dell’immobile che vi risiede anagraficamente e vi dimora abitualmente, indipendentemente dalla residenza del coniuge.

Qual è il requisito fondamentale per ottenere l’agevolazione IMU ‘prima casa’?
Il requisito essenziale è che il possessore dell’immobile abbia stabilito in esso la propria residenza anagrafica e la propria dimora abituale. Non è più richiesto che l’intero nucleo familiare risieda congiuntamente nello stesso immobile.

Cosa ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 209 del 2022 in materia di IMU?
La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma che subordinava l’esenzione IMU alla residenza e dimora dell’intero nucleo familiare nello stesso immobile, svincolando di fatto il diritto all’agevolazione dalla situazione residenziale del coniuge.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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