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Esenzione IMU prima casa e immobili contigui

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che richiedeva l’esenzione IMU prima casa per due unità immobiliari contigue utilizzate come unica abitazione ma rimaste distinte al catasto. Nonostante il richiamo alla sentenza 209/2022 della Corte Costituzionale, la Suprema Corte ha stabilito che, per beneficiare dell’agevolazione su immobili unificati di fatto, è necessaria l’iscrizione unitaria in catasto.

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Pubblicato il 17 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Agevolazioni Fiscali: Esenzione IMU Prima Casa su Immobili Contigui

Il tema dell’agevolazione fiscale per l’abitazione principale è da sempre al centro di numerosi contenziosi tributari. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione torna a fare chiarezza su un punto fondamentale: l’esenzione IMU prima casa può essere applicata a due appartamenti confinanti utilizzati come un’unica abitazione?

La questione nasce dal tentativo di molti contribuenti di estendere i benefici previsti per la singola unità immobiliare anche a immobili che, pur essendo fisicamente uniti, risultano ancora distinti nei registri del Catasto.

Il caso: Esenzione IMU prima casa per unità contigue

La vicenda riguarda un contribuente proprietario di una quota di un’unità immobiliare in un comune toscano. La moglie risultava proprietaria esclusiva dell’appartamento confinante, situato nello stesso fabbricato. I coniugi sostenevano che le due unità, pur catastalmente distinte, costituissero di fatto un unico “terratetto” utilizzato dall’intero nucleo familiare come abitazione principale.

Inizialmente, la Commissione Tributaria Provinciale aveva dato ragione al contribuente. Tuttavia, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado ha ribaltato il verdetto, accogliendo l’appello della società di riscossione. Secondo i giudici di appello, la normativa IMU è rigorosa: per godere del beneficio fiscale su immobili uniti di fatto, è indispensabile procedere all’accatastamento unitario.

La decisione della Corte di Cassazione

Il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione, invocando la storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale. Tale pronuncia ha rimosso il vincolo che obbligava i coniugi ad avere la stessa residenza anagrafica per ottenere l’esenzione IMU prima casa. Il ricorrente sosteneva che, alla luce di questo principio, la doppia esenzione non potesse essere negata se i coniugi utilizzano due immobili contigui per le necessità della vita familiare.

La Suprema Corte ha però rigettato il ricorso, confermando la legittimità degli avvisi di accertamento. I giudici hanno chiarito che la sentenza della Consulta non autorizza l’esenzione su più unità immobiliari se queste non sono state formalmente fuse al catasto.

le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano su un’interpretazione letterale e restrittiva dell’art. 13, comma 2, del D.L. n. 201/2011. La norma definisce l’abitazione principale come l’immobile iscritto o iscrivibile in catasto come “unica unità immobiliare”.

Secondo la Cassazione, la natura di stretta interpretazione delle norme agevolative impedisce di estendere il beneficio a immobili contigui ma distinti, anche se utilizzati unitariamente. La sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022 ha mirato a eliminare la discriminazione tra coppie sposate e conviventi di fatto riguardo alla possibilità di avere residenze diverse, ma non ha mai inteso trasformare le “seconde case” in abitazioni principali esenti da imposta.

In assenza di una fusione catastale, il legislatore e la giurisprudenza richiedono che l’esenzione sia limitata ad un solo subalterno. La contiguità fisica resta un dato di fatto irrilevante ai fini tributari se non accompagnata dalla variazione dei registri immobiliari. Inoltre, nel caso specifico, i coniugi avevano la stessa residenza anagrafica, rafforzando l’idea che l’esenzione spettasse una sola volta per l’unità abitativa principale del nucleo.

le conclusioni

In conclusione, per ottenere l’esenzione IMU prima casa su due appartamenti uniti, non basta abbattere un muro o utilizzarli insieme. È necessario procedere all’unificazione catastale formale. La protezione offerta dalla Corte Costituzionale riguarda la libertà dei coniugi di stabilire dimore separate per esigenze lavorative o personali, ma non permette di moltiplicare le esenzioni su immobili che catastalmente rimangono entità indipendenti. Chi possiede immobili contigui deve quindi valutare attentamente la convenienza di una fusione catastale per poter legittimamente accedere ai benefici fiscali previsti per l’abitazione principale, evitando così costosi accertamenti e sanzioni da parte dei Comuni.

Posso non pagare l’IMU su due appartamenti vicini se li uso come un’unica casa?
No, l’esenzione spetta solo per una singola unità immobiliare iscritta in catasto. Per averla su entrambi, devi procedere alla fusione catastale dei due immobili in un unico subalterno.

Cosa ha cambiato la sentenza 209/2022 della Consulta sull’esenzione IMU?
La sentenza permette a ciascun coniuge di avere un’esenzione IMU se vivono in case diverse, ma non consente di avere due esenzioni su immobili contigui usati insieme se questi restano separati al catasto.

La residenza anagrafica è sufficiente per ottenere l’agevolazione prima casa?
No, oltre alla residenza anagrafica è necessaria la dimora abituale e l’immobile deve essere accatastato come singola unità abitativa non di lusso.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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