LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Esenzione IMU enti ecclesiastici: prova dell’uso

Una società concessionaria per la riscossione dei tributi ha impugnato la decisione di merito che concedeva l’esenzione IMU a un seminario religioso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per l’esenzione IMU enti ecclesiastici non è sufficiente la mera destinazione d’uso prevista in un atto di donazione. L’ente religioso deve fornire la prova concreta, effettiva ed esclusiva dell’utilizzo non commerciale dell’immobile nel periodo d’imposta considerato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Esenzione IMU Enti Ecclesiastici: La Prova dell’Uso Concreto è Fondamentale

L’esenzione IMU enti ecclesiastici è un tema di costante dibattito giuridico, che richiede un attento bilanciamento tra l’agevolazione fiscale per attività di rilievo sociale e la necessità di evitare abusi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio cruciale: per beneficiare dell’esenzione, non basta l’intenzione o la destinazione formale dell’immobile, ma occorre una prova rigorosa del suo utilizzo effettivo, esclusivo e non commerciale. Analizziamo insieme questa importante decisione.

I Fatti del Caso: La Controversia sull’IMU di un Seminario

Una società concessionaria per la riscossione dei tributi per conto di un Comune aveva emesso un avviso di accertamento IMU nei confronti di un seminario arcivescovile per l’anno d’imposta 2014. L’ente religioso si era opposto, sostenendo di avere diritto all’esenzione prevista per gli immobili destinati a finalità di culto e formazione del clero.

Sia la Commissione Tributaria Provinciale che quella di Secondo Grado avevano dato ragione al seminario, ritenendo sufficiente, per concedere l’esenzione, la destinazione dell’immobile a tali scopi, come peraltro previsto nell’atto di donazione con cui l’ente ne era diventato proprietario. La società di riscossione, ritenendo errata questa valutazione, ha presentato ricorso in Cassazione.

La Decisione della Corte di Cassazione: Ribaltato il Giudizio d’Appello

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della società concessionaria, cassando la sentenza d’appello e rinviando la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado per un nuovo esame. Il cuore della decisione risiede nella errata valutazione probatoria compiuta dai giudici di merito, che hanno basato il loro convincimento su elementi documentali attestanti un uso futuro o potenziale, anziché sull’uso concreto e attuale dell’immobile.

Le Motivazioni: Analisi sull’esenzione IMU enti ecclesiastici

La Corte ha articolato il proprio ragionamento su tre pilastri fondamentali.

I Requisiti Soggettivi e Oggettivi

L’ordinanza ricorda che l’esenzione IMU per gli enti non commerciali, inclusi quelli ecclesiastici, si fonda sul concorso di due presupposti:
1. Requisito soggettivo: la natura non commerciale dell’ente proprietario dell’immobile.
2. Requisito oggettivo: l’utilizzo esclusivo dell’immobile per lo svolgimento, con modalità non commerciali, di attività meritevoli come quelle assistenziali, sanitarie, didattiche, culturali o, come nel caso di specie, di culto.

Entrambi i requisiti devono essere presenti contemporaneamente.

L’Onere della Prova a Carico del Contribuente

Un punto chiave della decisione riguarda l’onere della prova. Essendo l’esenzione una norma di carattere agevolativo e derogatorio rispetto al principio generale di imposizione fiscale, spetta al contribuente che ne richiede l’applicazione dimostrare di possederne tutti i requisiti. Non è sufficiente appellarsi allo statuto dell’ente o a certificazioni generiche. È necessario fornire prove concrete che attestino l’effettivo svolgimento delle attività esenti nell’immobile per il periodo d’imposta contestato.

L’Importanza dell’Uso Effettivo e Non Commerciale

La Corte ha censurato la decisione d’appello perché si era limitata a prendere atto della destinazione futura dell’immobile, come indicata nell’atto di donazione, senza verificare se nel 2014 esso fosse stato effettivamente e unicamente utilizzato per le finalità dichiarate. Questo accertamento in concreto è indispensabile. La Cassazione sottolinea che basarsi su una semplice previsione documentale, senza un riscontro fattuale, equivale a concedere l’esenzione sulla base di una mera intenzione, il che è contrario alla legge. L’attività, inoltre, deve essere svolta con modalità non commerciali per non configurarsi come aiuto di Stato vietato dalla normativa europea.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa ordinanza consolida un orientamento rigoroso in materia di esenzione IMU enti ecclesiastici. Per gli enti religiosi e non profit, il messaggio è chiaro: per non vedersi negare il beneficio fiscale, è fondamentale poter documentare in modo puntuale e inequivocabile l’utilizzo concreto, esclusivo e non commerciale dei propri immobili. Le dichiarazioni di intenti, gli statuti e gli atti di provenienza, pur essendo elementi utili, non sono di per sé sufficienti a soddisfare l’onere probatorio richiesto dalla legge. La prova deve riguardare i fatti e non le intenzioni.

Per ottenere l’esenzione IMU, è sufficiente che un ente ecclesiastico dichiari la destinazione d’uso di un immobile?
No, non è sufficiente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mera previsione di un determinato uso, anche se contenuta in un atto formale come una donazione, non basta. L’ente deve fornire la prova concreta, effettiva ed esclusiva dell’utilizzo dell’immobile per le attività esenti nel periodo d’imposta di riferimento.

A chi spetta l’onere di provare i requisiti per l’esenzione IMU degli enti ecclesiastici?
L’onere della prova spetta interamente al contribuente che invoca l’esenzione. È l’ente ecclesiastico che deve dimostrare in giudizio la sussistenza di tutti i presupposti di legge (soggettivi e oggettivi), poiché l’esenzione costituisce un fatto impeditivo della pretesa fiscale.

Quali sono i requisiti principali per l’esenzione IMU per un immobile di proprietà di un ente ecclesiastico?
I requisiti sono due: uno soggettivo, che riguarda la natura non commerciale dell’ente proprietario; e uno oggettivo, che richiede lo svolgimento esclusivo nell’immobile di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive o di culto, a condizione che tali attività siano svolte con modalità non commerciali (cioè gratuitamente o dietro corrispettivo simbolico).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati