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Esenzione IMU beni merce: obbligo dichiarazione

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’esenzione IMU beni merce per le società immobiliari non è automatica, ma richiede obbligatoriamente la presentazione della dichiarazione IMU. Nel caso esaminato, un Ente Comunale ha contestato la decisione di merito che aveva concesso l’agevolazione a una società nonostante l’omessa dichiarazione. La Suprema Corte ha chiarito che le riforme normative del 2019 non hanno eliminato retroattivamente l’onere dichiarativo per le annualità pregresse, confermando che la mancata comunicazione al Comune comporta la decadenza dal beneficio fiscale.

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Pubblicato il 30 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione è obbligatoria

L’esenzione IMU beni merce rappresenta un polmone finanziario vitale per le imprese di costruzione e le società immobiliari. Tuttavia, la fruizione di questo beneficio non è priva di oneri formali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: il diritto all’agevolazione fiscale decade se il contribuente non presenta la relativa dichiarazione IMU nei termini previsti.

I fatti di causa

La controversia ha avuto origine dall’impugnazione di alcuni avvisi di accertamento IMU relativi all’anno 2015. Una società immobiliare aveva omesso il pagamento dell’imposta invocando l’agevolazione prevista per i cosiddetti “beni merce”, ovvero quegli immobili costruiti e destinati alla vendita. L’Ente Comunale aveva tuttavia emesso gli atti di recupero del tributo poiché la società non aveva mai presentato la dichiarazione necessaria per attestare il possesso dei requisiti per l’esenzione.

In secondo grado, la Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla società, ritenendo che le modifiche legislative introdotte nel 2019 avessero eliminato l’obbligo dichiarativo come condizione per l’esenzione, applicando tale interpretazione anche ai periodi d’imposta precedenti.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha ribaltato la sentenza di merito, accogliendo il ricorso dell’Ente Comunale. I giudici di legittimità hanno chiarito che, per l’annualità in contestazione (2015), la disciplina applicabile era quella dettata dal D.L. n. 102/2013. Tale normativa subordina espressamente il godimento del beneficio all’onere della presentazione della dichiarazione IMU, a pena di decadenza.

La Corte ha sottolineato che la natura agevolativa della norma impone un’interpretazione rigorosa: il Comune deve essere messo in condizione di verificare tempestivamente se l’immobile possiede i requisiti per non essere tassato.

Le motivazioni

Le motivazioni della Cassazione si fondano sulla distinzione tra norme sostanziali e norme procedurali. I giudici hanno precisato che l’art. 1, comma 769, della Legge n. 160/2019 non ha una portata innovativa tale da cancellare gli effetti della mancata dichiarazione per gli anni passati. L’obbligo di dichiarazione per l’esenzione IMU beni merce rimane un elemento costitutivo del diritto all’agevolazione per tutti i periodi regolati dalla normativa previgente.

Inoltre, la giurisprudenza di legittimità è ormai consolidata nel ritenere che le agevolazioni fiscali, costituendo un’eccezione alla regola generale del prelievo tributario, richiedano sempre un comportamento attivo del contribuente volto a comunicare all’amministrazione la sussistenza dei presupposti di favore.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte portano al rigetto definitivo del ricorso originario della società. Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa è stata decisa nel merito con la conferma della legittimità degli avvisi di accertamento comunali. Per le imprese del settore immobiliare, questa sentenza funge da monito: la corretta gestione degli adempimenti formali è altrettanto importante quanto la sussistenza dei requisiti sostanziali per evitare di perdere benefici economici rilevanti.

L’esenzione IMU per i fabbricati destinati alla vendita è automatica?
No, per beneficiare dell’esenzione è necessario presentare la dichiarazione IMU al Comune, specificando la destinazione dell’immobile, altrimenti si decade dal diritto.

La legge del 2019 ha eliminato l’obbligo di dichiarazione per gli anni passati?
No, la Cassazione ha chiarito che per le annualità precedenti al 2020 resta fermo l’obbligo dichiarativo a pena di decadenza, nonostante le riforme successive.

Cosa rischia una società che non dichiara i beni merce?
Rischia di ricevere avvisi di accertamento per il recupero dell’intera imposta non versata, oltre a sanzioni e interessi, a causa della perdita dell’agevolazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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